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La grande rivoluzione digitale in sanità Dalla Blockchain, che trasforma il paziente in ‘proprietario dei suoi dati’, all’intelligenza artificiale che predice l’evoluzione di una malattia e come si dovrà organizzare un ospedale

Riccardo Marzo 12, 2021 6 minuti letti

La grande rivoluzione digitale in sanità

Dalla Blockchain, che trasforma il paziente in ‘proprietario dei

suoi dati’, all’intelligenza artificiale che predice l’evoluzione di

una malattia e come si dovrà organizzare un ospedale

12 Marzo 2021 – È possibile sapere entro quanto tempo un paziente con nefropatia in stadio

G4 entrerà in dialisi? E quante postazioni di dialisi deve prevedere entro 6 mesi un ospedale?

Gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, in campo sanitario, sono in grado di offrire le

informazioni che possono impattare non solo la parte clinica e della cura del paziente ma

anche l’organizzazione logistica ospedaliera. Un’altra grande rivoluzione è la stessa

Blockchain che racchiude concetti come riservatezza e verificabilità delle informazioni, valore

legale, tracciabilità e semplificazione dei processi, nonché restituisce al paziente la proprietà

dei suoi dati sanitari facendolo diventare protagonista del suo percorso di salute.

E’ sempre più forte, prorompente ed evidente l’accelerazione della sanità che può essere

applicata tramite la leva digitale e le tecnologie emergenti. Attivare la leva digitale significa

creare nuove soluzioni orchestrando gli ecosistemi tecnologici: IoT, Big Data, Intelligenza

artificiale, Blockchain, Higt performance Computing, Cybersecurity.

Di questo si è parlato durante l’Academy di Motore Sanità Tech, intitolato “Blockchain & AI”

e con il contributo incondizionato di ALMAVIVA.

“Si delinea una società in cui è sempre più necessaria una competenza tecnologica profonda da

parte degli utilizzatori e una solida esperienza e una nuova sensibilità digitale che devono

nascere dal connubio dell’utilizzo dei dati e le tecnologie – ha spiegato Andrea De Angelis, Head

of Solution Architecture of Emerging Technologies Practice at Almaviva-. La sfida dell’Health care

è di sviluppare nuovi servizi basandosi sull’uso dei dati e sulla creazione di modelli digitali a partire

dai dati: anche qui si affaccia il cosiddetto digital twin, il gemello virtuale di un oggetto visivo che ci

consente di modellare sia il sistema sanitario (processi, risorse, relazioni) sia il paziente. Nell’ambo

sanitario l’applicazione del digital twin è su un paziente per esempio con la realizzazione di un

modello digitale del suo cuore che sfrutta i dati di risonanza magnetica, Ecg e pressione arteriosa,

svolgendo un ruolo decisivo nel prevedere l’esito di un intervento, consentendo ai cardiologi di

determinare con precisione il posizionamento degli elettrocateteri di risincronizzazione,

sperimentando virtualmente diverse ipotesi di posizionamento, il tutto ancora prima che inizi un vero

e proprio intervento chirurgico (un esempio è quello della società Dassault che ha sviluppato Living

Heart, il primo modello virtuale realistico di un cuore umano). Si può applicare anche al sistema

sanitario per misurare e gestire gli effetti dell’introduzione di regole legate al distanziamento “.

L’intelligenza artificiale consente di sviluppare una gamma di soluzioni predittive a supporto del

personale medico e ospedaliero nella gestione dei processi di ordine sociosanitario.

“L’intelligenza artificiale è in grado di valorizzare il patrimonio informativo della sanità mediante algoritmi

e modelli predittivi a supporto di sistemi decisionali” ha spiegato Hernan Polo Friz, Coordinatore URC

Cardiometabolica Reparto Medicina Interna e Responsabile Ambulatorio Ipertensione Arteriosa e Rischio

Cardiovascolare ASST Vimercate.

“I modelli si basano su diverse fonti informative, come esami ematici, esami fisici, comorbidità, ricoveri,

accessi al pronto soccorso, farmacoterapia, immagini, dati di sensori – ha spiegato Antonio Cerqua,

Head of Artificial Intelligence & GIS, Data Practice at AlmavivA -. I macro temi legati all’intelligenza

artificiale sono classificazione delle malattie croniche (come il diabete), predizione di andamenti

e/o delle complicanze specifiche di malattie croniche (dialisi e scompenso cardiaco), ottimizzazione

dei processi di logistica. I prossimi passi riguardano il tema della tossicità oncologica, per predire

l’insorgenza di complicazioni del trattamento oncologico sulla base dei dati della cartella clinica

elettronica oncologica, e la logistica ospedaliera, per la predizione dei tempi di attesa al pronto

soccorso in funzione di parametri diagnostici e personale presenti”.

“Per un adeguato sviluppo di modelli di intelligenza artificiale nel campo della ricerca clinica – ha

aggiunto Hernan Polo Friz – è fondamentale il coinvolgimento sin dall’inizio del progetto di un team

multidisciplinare composto di clinici ingegneri statistici sanitari, chiara definizione degli endpoint,

delle variabili, dei metodi, validazione delle performance del modello su un set di dati tenuto da parte

per il test, confronto delle performance predittive con metodi standard in campo clinico”.

La Blockchain restituisce l’ownership del dato al paziente offrendo modelli innovativi di gestione,

accesso e condivisione dei dati medici.

“La Blockchain ha aperto il campo ad una medicina più trasparente, garantisce un nuovo approccio più

completo, dinamico e interconnesso in cui il paziente riveste un ruolo attivo ed è in grado di tracciare,

gestire e partecipare alle proprie cure individuali – ha spiegato Caterina Ferrara, Blockchain Business

Consultant, at AlmavivA -. Oggi sono soprattutto i pazienti a generare i dati attraverso i loro device mobili

(smartphone, sensori) e che in diretta già possono essere processati dagli stessi dispositivi e inviati

addirittura dal paziente in tempo reale al suo medico curante. La tecnologia oggi ci aiuta a restituire

dignità al paziente perché per lungo tempo in medicina c’è stata una sorta di asimmetria informativa, si

è temuto cioè di consegnare il dato ai pazienti perché si temeva che questo potesse confonderli. Oggi

invece sappiamo che un paziente informato è un paziente consapevole e responsabile. Oggi grazie alla

Blockchain passiamo da ‘unpatient’ (impaziente) a paziente cittadino ‘dataowner’ (proprietario dei dati)”.

Anche in questa emergenza sanitaria la Blockchain può dare un importante contributo.

“In campo vaccinale e in particolare nell’ambito dell’erogazione delle dosi vaccinali – aggiunge Ferrara -,

la Blockchain permette di certificare l’avvenuta somministrazione del vaccino e gestire la fase del

consenso della somministrazione vaccinale”.

“Le innovazioni portate dalle blockchain nel mondo delle Information technology riguardano algoritmi

verificabili, contratti intelligenti (possibilità di formalizzare degli accordi di cui ci si possa fidare) e beni

digitali – ha aggiunto Giuseppe Bertone, Head of Blockchain & Distributed Ledger Technology, AlmavivA -.

Le caratteristiche del web 3.0 di maggiore interesse per la sanità sono riservatezza e verificabilità delle

informazioni, il valore legale, la tracciabilità e semplificazione dei processi, reportistica riservata, equa

ripartizione dei costi, identità univoca su tutto l’ecosistema, accordi certificati e automazione, trasparenza

e controllo, interoperabilità massima e piattaforme collaborative e inclusive. Blockchain e intelligenza

artificiale in sanità rappresentano un tema di frontiera ma molto promettente”.

Secondo Massimiliano Nicotra, Avvocato senior Qubit Law Firm S.t.a., Milano le opportunità della

Blockchain in sanità sono diverse “Dalla certificazione di stati e attività in un determinato momento,

notarizzazione di documenti, monitoraggio di strumenti e macchinari, identità digitale”.

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Riccardo

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