RICORDI DEL PASSATO
Le “minchiate” della prima Repubblica
Nell’anno 1987, in occasione di una conviviale del Lions Club di Enna, intrattenni i presenti con una mia relazione dal titolo. Le leggi elettorali”.
Relazione che ho inserito alle pagine 90/97 del mio libro “Il Lions International compie cento anni. Contributi e considerazioni di un charter member dopo cinquantaquattro anni di appartenenza”.
Tralascio tutte le considerazione fatte quella sera per sottolinearne una di una certa importanza che riguarda il Senato della Repubblica.
Riporto esattamente quello riportato nel mio libro:
“Un discorso a parte, completamente diverso, va invece fatto per quanto riguarda la normativa per le elezioni del Senato della Repubblica.
Il testo della Costituzione prevedeva l’elezione di un Senatore
per ogni 200.000 abitanti, con un minimo di sei senatori per ogni regione, con esclusione della Valle d’Aosta che ne elegge uno e del Molise che ne elegge due.
E sulla base di questa normativa il territorio nazionale veniva suddiviso in 218 collegi senatoriali per l’elezione di 218 Senatori con un sistema elettorale che garantiva l’elezione di un senatore in ogni circoscrizione.
Con la legge costituzionale del 27/12/1963 l’art.57 della Costituzione venne modificato portando a 315 il numero dei senatori, senza modificare il numero dei collegi senatoriali esistenti per adeguarli al nuovo numero dei senatori da eleggere:
In parole povere sono rimasti 218 collegi per eleggere 315 Senatori.
Il sistema elettorale uninominale allora in vigore, che garantiva l’elezione di un senatore in ogni collegio, venne manipolato al punto che in certi collegi venivano eletti anche due o tre senatori e in altri collegi non veniva eletto nemmeno un Senatore, utilizzando un ibrido pastone frammisto tra un sistema uninominale e un proporzionale che non ha garantito quello che era stato consacrato nella Costituzione.”
Oggi che si parla della nuova legge elettorale la quale, con la riduzione del numero dei parlamentari, comporterà la modifica dei collegi.
Sarebbe necessario un attento studio per evitare di commettere grossolani e pesanti errori.
angiolo alerci


