Continuare a portare avanti un progetto politico dove il cittadino è protagonista. E’ questa la motivazione che ha portato il movimento Civ.Es. a correre da solo nella corsa per l’elezione del consiglio comunale e soprattutto del sindaco con la candidatura di Maurizio Bruno. Un movimento Civ.Es. che rivendica con orgoglio di essere l’unico vero civico tra quelli in lizza “non basta togliere il simbolo di un partito per dichiararsi civico – ha commentato Bruno – civici lo si è con i comportamenti e noi lo siamo da sempre”. Ieri pomeriggio la presentazione alla città della candidatura a Sindaco di Mauricio Bruno e dei 19 candidati al consiglio comunale. Nel programma di “Una città che vorrei”, una parte fondamentale è dedicata ai giovani ed al loro futuro, ovvero come cercare di trattenerli a Enna senza che questi siano costretti ad andare via da Enna come è accaduto in particolare nell’ultimo decennio. “La nostra è una città dalle notevoli potenzialità – ha detto Bruno – di deve cercare di incoraggiare la cultura d’impresa di tanti giovani che vorrebbero rimanere a Enna. Quindi mettere in campo tutti gli strumenti necessari, normativi, finanziari, amministrativi per agevolare la nascita di nuove realtà imprenditoriali”. Per quanto riguarda invece l’università “Si deve cercare di “politicizzare” questa bella realtà che si trova nella nostra città – continua l’università non è di questa o di quella parte politica ma di tutti. Quindi avviare subito un dialogo per creare nel medio termine tutte quelle attività propedeutiche che possano portare successivamente ad un trasferimenti di una o più facoltà nella parte alta della città. Pensare a fare questo senza prima attivare tutta una serie di attività preparatorie sarebbe un grave errore”. Infine a chi gli domanda del perché questa corsa solitaria? “Tutti sanno che per circa un mese siamo stati seduti ad un tavolo di trattative insieme a partiti tradizionali per cercare di trovare un punto di intesa non sui nomi ma su un nuovo modo di fare politica – conclude Bruno – ma purtroppo non è stato possibile. E noi non ne facciamo un problema di poltrone ma di metodo e merito. Sappiamo che la battaglia che ci siamo intestati è molto rischiosa. Ma noi rimaniamo coerenti con le nostre idee. Semmai sono altri che non lo sono più e che hanno abbandonato negli anni questo progetto civico”.


