aggressione Portalettere a Enna.
Era solo una questione di Tempo!
Il Comunicato a firma del coordinatore provinciale del settore Poste della Cgil Ciuseppe Vetri.
Pensavamo che prima o poi il clima di grande tensione, innescato nella popolazione dal drastico taglio di zone e Portalettere, sfociasse in qualche cosa di serio, ma che a pagare anche in questo caso , tramite un’aggressione fisica, fosse l’ultimo chiodo della carrozza, non lo pensavamo e come Organizzazione Sindacale di Categoria non lo accettiamo!
Poste Italiane a seguito della liberalizzazione del settore postale e del relativo calo dei volumi, in tutta Italia nell’arco di dieci anni, ha eseguito delle radicali trasformazioni nel settore del recapito effettuando un considerevole e sconsiderato taglio di zone, senza prendere in considerazione la morfologia di ogni singolo Territorio;
L’esperimento del 2016 del recapito a giorni alterni (un Portalettere gestisce due zone), nei territori in cui attivato, si è palesato un fallimento totale ed ha peggiorato quello che già non funzionava, tant’è che fu sospeso e per circa due anni l’Italia si è trovata con territori serviti quotidianamente ed altri a giorni alterni!
Nel 2018, è stato posto in essere in tutta Italia un’ulteriore rimodulazione del recapito a giorni alterni, con consequenziale ulteriore taglio di Zone e Portalettere, partita nella Provincia di Enna nell’Aprile 2019!
Tale ulteriore strampalata organizzazione ad Enna di fatto, ha previsto per la consegna della corrispondenza solo cinque Portalettere, due a Enna Alta e tre a Enna Bassa, Pergusa e tutte le Zone Rurali (nel 2008 erano 19 Zone x 19 Portalettere);
Vi sarebbero poi, in teoria, altre sei unità che effettuano la consegna di sole Raccomandate e Pacchi sino alle ore 19.45;
Solo nell’ufficio di Recapito di Enna, in cui sono accorpati anche i paesi di Calascibetta, Villarosa e Valguarnera mancano in organico ben 6 Portalettere (4 a Enna, 1 a Calascibetta e 1 a Valguarnera); Dall’ufficio di Recapito di Enna, dipendono anche Piazza Armerina (Meno 2 Portalettere), e Barrafranca (Meno 2 Portalettere)!
Tale carenza strutturale di organico, oramai cronica da anni, viene sopperita alla meno peggio, e non in maniera definitiva, con l’assunzione di Personale con contratto a Tempo Determinato, che viene spostato nei vari paesi a secondo delle necessità!
Personale flessibile, che è composto per la maggior parte da Laureati, che al di la del titolo di studio in vari settori, e delle fisiologiche difficoltà operative iniziali, ha mostrato e mostra quotidianamente un alto spessore personale, collaborativo e rispettoso sia in ambito lavorativo che con la clientela, enon può essere questa categoria di lavoratori a pagare colpe, che altri eventualmente dovrebbero pagare per il mal funzionamento del servizio di recapito, ma di certo anch’essi, non fisicamente, ma questo solo in teoria!
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Segreteria Provinciale SLC CGIL CL/EN P.zza. L. Capuana,29 CL 93100 / Via G. Carducci, 16 Enna 94100
Infatti purtroppo, nella giornata di ieri, uno di questi Lavoratori è stato immotivatamente prima aggredito
verbalmente da un soggetto, e poi fisicamente e gratuitamente da un altro, che a quanto pare nulla c’ entrava
con la discussione!
Tale aggressione fisica, ha costretto il Portalettere di Poste Italiane a ricorrere alle cure dei Sanitari, cosa
che non gli ha consentito di completare il giro di consegna, concretandosi cosi a carico degli aggressori, non
solo il reato di aggressione, per futili motivi ad un pubblico ufficiale quale è un Portalettere di Poste Italiane,
ma anche quella di interruzione di Pubblico Servizio;
Questa OS tiene a precisare, cosa che avrebbe dovuto fare periodicamente da anni Poste Italiane, dato
che sembra questa la motivazione da cui è scaturita l’aggressione, che ogni punto di recapito (abitazione
singola, condominio, negozio ecc), deve avere installato il Buca Lettere al Limite della Proprietà sulla
Pubblica Via, avere dimensioni adeguate alla corrispondenza che riceve, oltre che i nominativi di ogni
soggetto che ne fa uso, come stabilito dal Decreto del Ministero Delle Comunicazioni numero 9 dell’aprile
2001(Art. 45 46, 47), ribadito con decreto del Ministero dello sviluppo economico, dell’ 1/10/08, e da
ultimo a conferma dalla delibera del 20 giugno 2013 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni;
Il Portalettere quindi, per la consegna della corrispondenza semplice, non solo non è tenuto a suonare al
citofono per accedere alle buche, dato che devono essere fuori, ma dovrebbe, vista l’irregolarità, affiggere
sul portone avviso di giacenza presso l’ufficio di recapito (anche in caso di condominio), e rientrare la
corrispondenza in ufficio, ed in caso di non ritiro entro il termine di giacenza stabilito dal regolamento
rinviarla al mittente;
Quindi i Portalettere suonando all’utenza per accedere all’interno degli stabili per consegnare la
corrispondenza, stanno facendo loro una cortesia, e per questo dovrebbero essere ringraziati e non aggrediti!
Per Ultimo e non certo per importanza, teniamo a precisare, sopratutto agli aggressori, che nel periodo
di lockdown, mentre erano al sicuro nelle loro case, il Portalettere che si sono permessi di aggredire, pur
avendo paura di essere contagiati, con grande spirito di sacrificio, era come tanti altri, quotidianamente in
servizio, per consegnare la corrispondenza, spesso inutile, probabilmente anche a loro!
Qualsiasi problematica inerente alla consegna della corrispondenza, non può assolutamente sfociare in
un’aggressione fisica nei confronti dei Portalettere, questi svolgono solo il loro lavoro e sorbiscono ogni
giorno ogni tipo di epiteto e minaccia non più accettabile quando poi questa si concreta in aggressione fisica.
Qualora qualsiasi Utente ritenga di avere un danno o un sopruso nel recapito della corrispondenza, si
rivolge al proprio avvocato, o presenta formale denuncia, come questa Organizzazione Sindacale, in questo
caso per la tutela dei Lavoratori e delle Lavoratrici del settore, chiede che la competente AG accerti
concretamente i fatti e ne punisca le responsabilità;
A nome di tutta la categoria esprimiamo la massima solidarietà al collega oggetto dell’aggressione e alla
propria famiglia;


