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COVID-19: DECINE DI CANTIERI FERMI IN DANNO DELLE IMPRESE CONFUSIONE NELL’APPLICAZIONE DELLE NORME DA PARTE DELLE AUTORITA’

Su Marzo 13, 2020 3 minuti letti

COVID-19: DECINE DI CANTIERI FERMI IN DANNO DELLE IMPRESE
CONFUSIONE NELL’APPLICAZIONE DELLE NORME DA PARTE DELLE AUTORITA’
CUTRONE: “COSI’ NON SI PUO’ LAVORARE: IL GOVERNO CHIARISCA LE NORME O DECIDA DI BLOCCARE ANCHE L’INTERO SETTORE DELLE COSTRUZIONI, PUBBLICO E PRIVATO, ESTENDENDO A TUTTI LA CIG E LA SOSPENSIONE DEGLI ADEMPIMENTI FISCALI E CONTRIBUTIVI”
Palermo, 13 marzo 2020 – Il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, chiede alla Regione, alle amministrazioni locali e alle stazioni appaltanti dell’Isola di fare pressione sul governo nazionale affinché emani direttive più chiare in merito all’applicazione nei cantieri delle norme di sicurezza anti-contagio da Covid-19, oppure decida di includere anche l’intero settore delle costruzioni, pubblico e privato, fra quelli che devono fermare le attività in base al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 11 marzo, estendendo di conseguenza a tutte le imprese edili coinvolte sul territorio nazionale la cassa integrazione e la sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi finora vigenti per le sole “zone rosse”.
“In Sicilia, soprattutto nelle aree extraurbane, ci sono già decine di cantieri fermi o che si stanno fermando – spiega Cutrone – a causa di numerosi problemi. Ad esempio, le mascherine normalmente in dotazione alle ditte sono quelle anti-polvere modello FFP1, mentre, come tutti sanno, sono ovunque introvabili quelle per la protezione da agenti virali, modello FFP3, e i prodotti igienizzanti; risulta spesso impossibile garantire il trasporto degli operai nelle sedi extraurbane di cantiere con mezzi aziendali o a noleggio, nonché i servizi di mensa e alloggio, rispettando le distanze minime di sicurezza; ai posti di blocco accade che il personale diretto in cantiere venga respinto indietro; per ragioni analoghe o comunque legate all’impossibilità di rispettare le norme di sicurezza, imprese subappaltatrici e fornitori mancano agli appuntamenti programmati”.
Numerosi i casi registrati in appena due giorni in Sicilia: un impianto di calcestruzzo a Campobello di Licata è stato chiuso da un’ordinanza sindacale; operai diretti ai cantieri sono stati respinti ad un posto di blocco lungo la Ragusa-Catania sostenendo che nel Van non possono viaggiare più di due persone; le forze dell’ordine hanno intimato la chiusura di due cantieri a Palermo e a Catenanuova ritenendo che non si tratti di attività essenziali, e a Scicli con la stessa interpretazione hanno fatto chiudere una falegnameria; alcuni sindaci hanno chiuso i magazzini di vendita al dettaglio di cemento, sabbia, malte e tondino di ferro; per non parlare della vicenda dell’ordinanza con cui il sindaco di Messina ha autonomamente chiuso tutto, rendendo necessario un successivo intervento del prefetto per revocare l’atto .
“In questa situazione e senza norme chiare – osserva Cutrone – non è possibile lavorare. E oltre al danno la beffa: le stazioni appaltanti e i committenti privati, senza una previsione specifica di legge, imputano, anche economicamente, alle imprese i ritardi nell’esecuzione delle opere. E’ evidente – conclude Cutrone – che si tratta di una ingiustizia causata da un vuoto normativo, anche comprensibile in un momento di particolare emergenza. Ma è certo che ora va subito sanato, o chiarendo con quali modalità sia possibile proseguire concretamente le attività di cantiere, oppure emanando un provvedimento integrativo che includa il settore delle costruzioni fra quelli da fermare e tutelare socialmente ed economicamente, escludendo le imprese dalla responsabilità dell’allungamento dei tempi contrattuali di esecuzione della commessa. Per senso di bene comune è fondamentale ascoltare le esigenze delle imprese in difficoltà, così come ha fatto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che ha recepito la nostra richiesta annunciando una circolare che sbloccherà il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori”.

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