45 edizioni di passione: continua la storia del Trofeo Villa d’Este ACI Como
Il 7 e 8 novembre la classica organizzata dall’Automobile Club Como tornerà protagonista con la validità per il Campionato Italiano Rally Challenger. Prosegue il lavoro di valorizzazione di una manifestazione profondamente legata alla storia sportiva e al territorio.
Il Presidente Gelpi, sulla destra, con il fratello Carlo (ACI Sport)
Como, 2 ottobre 2026 – Quarantacinque edizioni rappresentano molto più di un numero. Raccontano una storia costruita attraverso generazioni di piloti, vetture e appassionati e, soprattutto, attraverso un legame con il territorio che continua ad essere uno degli elementi distintivi del Trofeo Villa d’Este ACI Como.
Il prossimo 7 e 8 novembre la competizione organizzata dall’Automobile Club Como tornerà sulle strade lariane per la sua 45ª edizione, inserita nel Campionato Italiano Rally Challenger. Una collocazione di prestigio nel panorama nazionale, ulteriormente rafforzata dal coefficiente 1,5 assegnato alla gara comasca.
La storia del rally affonda le proprie radici nella tradizione automobilistica del territorio. Già nella primavera del 1967 nasceva il primo Rally Villa d’Este, disputato tra le montagne che circondano il Lago di Como, mentre nel 1978 prese forma la competizione dalla quale discende l’attuale rally, allora denominata “1° Trofeo Villa d’Este – 8° Rally 333 Minuti”.
“Era la primavera 1967 quando nasceva il 1° Rally Villa d’Este, un mix raffinato del percorso su asfalto e sterrato sulle montagne prealpine che fanno da corona al lago di Como, tra Valle Intelvi e Triangolo Lariano – racconta il Presidente dell’Automobile Club Como Enrico Gelpi. – Anche alla fine degli anni Settanta il “333 Minuti” si fregiò del titolo legato alla dimora storica cinquecentesca di Cernobbio, da anni sede del Concorso d’Eleganza per auto storiche da collezione. Anche la prima Coppa ACI Como, legata al rally lariano del 1990, vedeva l’abbinamento con il Trofeo Villa d’Este. Negli anni Sessanta al Direttore Jean Marc Droulers si affiancò la passione di un giovane pilota comasco divenuto poi imprenditore di successo, oggi consigliere dell’ACI Como: Enrico Guggiari.”
Da allora le strade comasche hanno visto passare alcune delle vetture e dei protagonisti più rappresentativi delle diverse epoche del rallismo italiano. Nel 1978 Alessandro Cola ed Emilio Radaelli portarono al successo la Lancia Stratos, mentre nel 1983 furono Martinelli e Radaelli a imporsi con la Ferrari 308. L’anno successivo, nel 1984, Beretta e Pozzi conquistarono la vittoria sulla Lancia Rally 037, vettura che si impose nuovamente nel 1985 con Pigoli e Roda. Una successione di uomini e automobili che racconta l’evoluzione della specialità e il profondo legame della gara comasca con la storia del rally italiano.
Custodire questa storia significa però soprattutto continuare a farla evolvere. È questa la direzione seguita dall’Automobile Club Como, sotto la presidenza di Enrico Gelpi, attraverso un lavoro che negli anni ha puntato a migliorare progressivamente la manifestazione, confrontandosi con chi il rally lo vive direttamente e cercando il migliore equilibrio tra esigenze sportive, organizzative e territoriali.
“Il dialogo con piloti e team è per noi molto importante, perché ci permette di raccogliere indicazioni e capire dove possiamo intervenire per migliorare ulteriormente la manifestazione dal punto di vista tecnico e sportivo”, ha continuato il Presidente. “Allo stesso tempo lavoriamo in costante confronto con le amministrazioni locali, le istituzioni e tutte le realtà coinvolte dal passaggio della gara. Organizzare oggi un rally significa trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dello sport e quelle di un territorio che vive e accoglie la manifestazione. È un lavoro complesso, che portiamo avanti anno dopo anno con grande attenzione. Il Trofeo Villa d’Este ACI Como rappresenta una parte importante della storia sportiva della nostra provincia, ma vogliamo che continui anche ad essere uno strumento per raccontarla e promuoverla. Portare equipaggi, team, addetti ai lavori e appassionati sulle nostre strade significa offrire loro l’opportunità di conoscere Como e il territorio lariano attraverso lo sport. La conferma nel Campionato Italiano Rally Challenger e il coefficiente 1,5 rappresentano per noi un riconoscimento importante e, allo stesso tempo, uno stimolo a continuare a lavorare per offrire anche nel 2026 una gara all’altezza della sua storia”.

