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Salute

NEL SECOLO SCORSO LE PANDEMIE INFLUENZALI HANNO COLPITO MILIONI DI PERSONE – AD ENNA LA “SPAGNOLA” FECE 400 VITTIME – di Salvatore Presti

NEL SECOLO SCORSO LE PANDEMIE INFLUENZALI HANNO COLPITO MILIONI DI PERSONE – AD ENNA LA “SPAGNOLA” FECE 400 VITTIME – di Salvatore Presti
Nel secolo scorso si sono verificate pandemie influenzali quali l’Asiatica (1957), la Hong Kong (1968), e, per ultima, la Sars, alle soglie del 2000 che hanno registrato milioni di morti nel mondo. Ma quella più virulenta si ebbe tra il 1918 e il 1919, che prese il nome di “La Spagnola”, con oltre 50 milioni di vittime in tutti i continenti.
Nel nostro cimitero venne creato un apposito campo, chiamato “Piano della Spagnola”, dove per circa due anni, dalla primavera del 1918 e fino a tutto il 1919, i morti colpiti dalla peste furono seppelliti come in un “ghetto”. La terribile epidemia si propagò in un baleno. Come in gran parte delle regioni italiane, il morbo infierì anche in Sicilia.
Enna non fu immune dal contagio. Eravamo in pieno conflitto mondiale… da lì a pochi mesi i soldati superstiti vittoriosi sarebbero ritornati a casa. Si pensò che potesse avere un nesso con la guerra, invece veniva da continenti lontani. Colpì gli Stati Uniti, l’India, la Cina e i paesi europei. Secondo una recente ricerca fatta in America sulla pandemia influenzale di cento anni fa, le vittime sfiorarono i 100 milioni sparse in tutto il mondo. “In poco più di un anno, la ‘Spagnola’ uccise più persone della Peste nera del XIV secolo”, ha scritto recentemente uno studioso ricercatore. Dalla primavera del 1918, in Italia, Francia, Inghilterra e anche oltre oceano, nelle famiglie i congiunti vedevano spegnersi ragazzine quindicenni, studenti e giovani operai, senza che le autorità sanitarie potessero fare qualcosa. La febbre pestifera colpì la popolazione giovane, anche adolescenti, soprattutto donne. Nella nostra città le vittime furono tante, circa quattrocento.
“Cominciava come una comune influenza, poi sopravveniva una febbre intensa, un malessere diffuso e crescente – si legge in un saggio americano – in pochi giorni il malato aveva una progressiva perdita di funzioni con momenti di delirio; infine entrava in uno stato d’incoscienza e quindi sopraggiungeva la morte”.
Nei certificati di morte rilasciati in quei mesi dal medico condotto della nostra città, non si faceva cenno ad una febbre pestifera, ma a malattie fino ad allora conosciute (dissenteria, difterite, polmonite, infezioni d’ogni tipo), tutte complicanze di solito ricorrenti nelle febbri da virus. Le autorità sanitarie locali, dato l’elevato numero di decessi, attuarono tutte le misure necessarie per evitare il più possibile il proliferare dell’epidemia. Venne approntato presso il nostro ospedale un reparto d’isolamento per gli infetti ed allestito, come detto, un apposito campo nel cimitero per le inumazioni. Cosicché tutte le persone morte a causa del morbo vennero seppellite nella nuda terra e, a scopo cautelativo, nel tumulo veniva sparsa la calce. Fino agli anni ‘40 il “Campo della spagnola” si presentava tappezzato di croci numerate, con scritto un nome. In seguito fu parzialmente smantellato per far posto ai numerosi caduti civili e militari della seconda guerra mondiale. Infine dagli anni sessanta in poi su quell’area vennero costruite delle tombe e cappelle gentilizie. La notizia certa della pandemia influenzale giunse dalla Spagna, dopo mesi che le autorità sanitarie navigavano nel buio. Fu così che venne chiamata “Spagnola”. Quando a fine conflitto i reduci della grande guerra rientrarono nelle loro case, vissero il dramma della perdita di un giovane figlio o di una figlia adolescente o di un congiunto a causa di un morbo virulento che non dava scampo. Ma si deve alla “Spagnola” ad aver stimolato le ricerche in tutti questi anni. E’grazie a quella pandemia che i ricercatori negli anni hanno trovato rimedi per le difese immunitarie e vaccini per combattere le ricorrenti epidemie influenzali.
(Nella foto: un ospedale da campo allestito durante il grande conflitto mondiale)
Salvatore Presti
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Politica

Covid-19. Corrao (M5S): "Sicilia sull’orlo del blackout dei fondi europei”

Covid-19. Corrao (M5S): “Sicilia sull’orlo del blackout dei fondi europei”
L’Europarlamentare Cinquestelle incalza Bruxelles: “La Commissione proroghi termini per spesa dei fondi UE per le imprese e anticipi le risorse alle Regioni”. Allarme rilanciato all’Ars dalla deputata Ketty Damante: “Regione sblocchi immediatamente le risorse già assegnate alle aziende”.
Palermo 13 marzo 2020 – “La diffusione galoppante del contagio da Covid-19 in Sicilia, rischia di mettere in ginocchio anche la gestione dei fondi UE. O ci si muove adesso o sarà blackout totale. La Commissione avrebbe proposto di utilizzare i fondi ‘non spesi’ dei programmi operativi. Oltre a questo, però, bisognerebbe recuperare fondi aggiuntivi e non quelli già programmati nei programmi operativi. Occorre scongiurare che le Regioni del Sud, più in ritardo nella spesa, perdano risorse per lo sviluppo nel corso di questa fase delicata nell’ambito di una eventuale redistribuzione a livello nazionale. Sarebbe la mazzata finale allo sviluppo del Mezzogiorno e si allargherebbe ulteriormente il divario con le regioni del nord”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che, con una interrogazione rivolta alla Commissione Europea, lancia l’allarme black out dei fondi UE per la Sicilia con il diffondersi del contagio da COVID -19.
“Chiedo alla Commissione – spiega Corrao – di aumentare in via straordinaria l’anticipo di almeno il 50% delle risorse previste dei programmi operativi per far fronte alla liquidità della Regione. Bruxelles proroghi termini di scadenza dei vari programmi operativi per lo sviluppo regionale, l’occupazione e lo sviluppo rurale e sostenga concretamente le imprese che rischiano di sparire per sempre sotto la nube del Covid-19. Tutto ciò va fatto adesso” – conclude Corrao.
A questo si aggiunge anche la paralisi amministrativa denunciata dalla deputata all’ARS Ketty Damante: “Dalla fine del 2019 – spiega la deputata regionale M5S – l’Assessorato Attività Produttive, l’Assessorato Agricoltura e l’Assessorato Energia hanno interrotto le erogazioni delle somme dovute alle imprese. Le nostre aziende stanno morendo per i ritardi della Regione e per la mancanza di liquidità, aggravate dallo stop forzato delle attività per ridurre il contagio. L’allarme, lanciato anche dalla Conferenza degli Ordini dei Commercialisti ed Esperti Contabili siciliani, si giustifica in quanto non si tratta di sole anticipazioni ma soprattutto di rimborsi a seguito di costi che le aziende hanno dovuto sopportare per raggiungere gli stati di avanzamento lavori richiesti dai decreti di finanziamento. L’emergenza che sta investendo tutto il territorio nazionale e che ha portato anche alla chiusura temporanea di diversi rami di azienda, mette le imprese nella necessità di essere aiutate a sopravvivere. Inaccettabile è la motivazione addotta per i ritardi: ovvero quella delle procedure di riaccertamento dei residui di bilancio. Queste risorse sono stanziate e programmate proprio per superare il gap e le disparità tra le regioni italiane ed europee e invece – conclude Damante – si stanno rivelando una vera disgrazia”.

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sindacati

Emergenza Coronavirus; Cgil, Cisl e Uil sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Come Federazioni sindacali nazionali, abbiamo più volte rivolto sollecitazioni ed inviti alla società Italgas di
adeguare lo svolgimento delle attività sia operative che di supporto alle continue disposizioni emanate dalle
autorità, finalizzate alla tutela ed alla salute dei lavoratori, per limitare ogni inutile rischio di contagio del
virus.
Ad oggi, ancora non abbiamo ricevuto risposte e non abbiamo riscontrato sui luoghi di lavoro disposizioni
che vanno nella direzione di una corretta prevenzione e salvaguardia della salute dei lavoratori.
Riteniamo, questo comportamento, incomprensibile e particolarmente irrispettoso sia nei confronti dei
lavoratori e degli utenti, sia nei confronti delle istituzioni attraverso una interpretazione molto blanda delle
regole che dovrebbero, attraverso sacrifici comuni, garantire e limitare le possibilità di contagio.
Riscontriamo, leggendo gli organi di stampa, le dichiarazioni del suo Amministratore Delegato che evidenzia
agli importanti risultati economici raggiunti senza preoccuparsi minimamente della salute dei Lavoratori che
rappresentano il valore determinante per il raggiungimento di quegli obiettivi.
Per questo immobilismo ingiustificato dei vertici aziendali, siamo nella necessità, per la responsabilità che
sentiamo di avere nei confronti di chi sta lavorando in condizioni di emergenza senza essere adeguatamente
tutelato, di invitare nuovamente l’azienda a far prestare ai lavoratori ESCLUSIVAMENTE le attività rivolte
al mantenimento della sicurezza degli utenti e dei cittadini, alla riattivazione alla fornitura del servizio
qualora l’impianto sia idoneo e ad intervenire solo se in possesso degli indispensabili dispositivi di
prevenzione previsti dai disciplinari dell’istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute.
Ogni altro intervento classificato da agenda, programmato e differibile nel tempo, come per altro già indicato
dall’autorità nazionale di controllo dei servizi a rete, DEVE ESSERE POSTICIPATO E NON ESEGUITO in
questo momento soprattutto se ciò implica l’intervento nelle abitazioni degli utenti.
Le medesime condizioni devono essere assicurate, da Italgas, nei confronti dei lavoratori che operano nelle
ditte appaltatrici in quanto esposti senza protezione per eseguire lavori, che spesso sono riprogrammabili nel
tempo.
Pretendiamo che l’azienda fornisca tutti i dispositivi individuali di protezione.
INTERVERREMO presso tutti gli organismi, sia nazionali che territoriali, affinché Italgas si adegui
immediatamente alle disposizioni sulla prevenzione e tutela della sicurezza dei lavoratori come previsto dal
DPCM e STIGMATIZZIAMO ogni tentativo di imporre in maniera autoritaria ai lavoratori lo svolgimento
dell’attività in assenza delle condizioni di sicurezza.
Le Segreterie Nazionali
FILCTEM CGIL FEMCA CISL UILTEC UIL

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Istituzioni

Emergenza Coronavirus; Soprintendenza Enna: attività di sanificazione a Musei e Aree Archeologiche

Attività di sanificazione prevista dalla Soprintendenza. Domani sabato 14 marzo Villa Romana del Casale, Museo Aidone e area Archeologica Morgantina.
Lunedì 16 marzo Museo Varisano Enna e Palazzo Trigona Piazza Armerina

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Salute

Emergenza Coronavirus: primo caso positivo a Leonforte

Primo caso di Coronavirus a Leonforte. A confermarlo è lo stesso sindaco di Leonforte Carmelo Barbera con un post sulla sua pagina social istituzionale.
“Cari concittadini, dopo aver sentito l’Asp rendiamo noto a tutti che nella nostra città è presente un caso di Coronavirus.
Il soggetto si trova già al sicuro e per tutti coloro che sono stati a contatto l’Asp ha disposto la quarantena.
La situazione resta sotto controllo, vi invitiamo ad attenervi alle disposizioni che abbiamo indicato e a collaborare”.

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Eventi

Milano una città che vuole ripartire il prima possibile; ce la racconta il fotografo ennese Mario Hevo

In un giorno normale questo sito sarebbe un brulicare di bambini genitori e nonni. Ma in questi giorni è invece così. Si tratta di un parco giochi di Milano ed immortalare l’atmosfera surreale è il fotografo ennese Mario Hevo che in questo periodo si trova nella città meneghina facendoci vivere attraverso il suoi scatti come la capitale economica italiana sta vivendo questo momento tra più difficili della sua storia.

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Istituzioni

Cronache di Gusto: No take away o consegne a domicilio: in Campania misure più rigide anti-coronavirus

No take away o consegne a domicilio: in Campania misure più rigide anti-coronavirus
Niente take away e cibo da asporto. Sono ancora più stringenti le misure per contrastare il contagio da coronavirus volute dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Il governatore oltre a vietare mercatini rionalie e fiere, ha anche annunciato lo stop al cibo d’asporto e alle consegne a domicilio. “Io dico di no al cibo da asporto, nonostante il Governo abbia detto sì. Lancerò subito l’ordinanza – dice De Luca intervenendo a Radio Crc – Se abbiamo 100 pizzerie che ogni sera fanno almeno dieci consegne a domicilio diventano mille contatti in dieci giorni, con la consegna di pizze a meno di un metro dal cliente. E’ una piccola cosa che rischia di creare migliaia di contatti personali e moltiplicare il contagio. Mettere in campo misure rigorose significa questo, le mezze misure non servono. Se non siamo rigorosi oggi, rischiamo di trascinarci questo problema per mesi e mesi, con una crisi economica drammatica. Tante lamentazioni sono superflue, facciamo due settimane di sacrificio, così che dopo ci sarà una ripresa economica inimmaginabile, perché la gente avrà voglia di vivere”.
“Il dopo non mi preoccupa ma dobbiamo avere un rigore spartano, non deve esserci nemmeno una sbavatura nei comportamenti – conclude De Luca – Io ripeto sempre a chi me lo chiede: se tra un mese, tua madre, tuo padre, tuo nonno, ha una difficoltà respiratoria drammatica e deve andare in ospedale, ma non ci sono posti in terapia intensiva, che si fa? A Bergamo questa situazione già accade, e i medici devono fare una scelta su chi ricoverare in terapia intensiva, se ricoverare uno che ha il coronavirus o magari uno che ha avuto un trauma cranico in incidente stradale. Decidono chi deve vivere e chi deve morire”.
C.d.G.

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Associazioni

Il coordinamento nazionale Diritti Umani ringrazia il personale sanitario

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in questi momenti di difficoltà estrema per l’Italia intende ringraziare tutto il personale sanitario per gli enormi sforzi sostenuti e tuttora in atto al fine di curare e alleviare le sofferenze di tanti malati, onorando nel modo più nobile possibile il giuramento d’Ippocrate. A tal proposito, per sensibilizzare gli studenti circa i meriti degli operatori del settore in questione, potrebbe essere proposto, mediante formazione a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado, il testo di Ippocrate (nella forma antica e moderna) da analizzare in modo trasversale e con l’apporto di tutti I docenti secondo la propria sensibilità e inventiva.
Osservare i preziosi contenuti etici già presenti nel testo antico conduce alla costruzione di una società “sana” e foriera di progresso scientifico e civile.
“In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.” (Ippocrate, Giuramento, testo antico)

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Politica

CRISTINE LAGARD INFETTA LE BORSE EUROPEE – di Angiolo Alerci

CRISTINE LAGARD INFETTA LE BORSE EUROPEE
Oggi alle 15 Cristine Lagarde, neo Presidente della Banca Centrale Europea, in occasione della sua conferenza stampa ha contagiato le borse europee , già in affanno nella mattinata.
Per quanto concerne il nostro paese all’inizio della conferenza la borsa presentava un -6% durante conferenza, che avrebbe dovuto assicurare i mercati, la perdita ha superato il- 12%.per chiudere a -16%.
Non è mia intenzione soffermarmi su quello che ha detto la Lagarde, ma ritornare su un punto da me sollevato durante la gestione di Mario Draghi:
l’orario delle conferenze stampa.
E’ assolutamente vietato alle società quotate in borsa di effettuare “ a borsa aperta” comunicazioni che possano condizionare le quotazioni dei titoli.
La Banca Centrale europea, invece, può fare ciò che vuole.
Questo problema, come sopra detto, venne da me sollevato nel corso della Presidenza di Mario Draghi con due mie note alle quali venne dato il seguente riscontro con lettera del 12 marzo 2015 :Le confermiamo di avere ricevuto le Sue lettere dell’8 dicembre e del 25 gennaio indirizzate al Presidente Mario Draghi e desideriamo informarLa che abbiamo preso nota del suo commento e del suggerimento concernente l’orario delle conferenze stampa della Banca Centrale Europea. Tuttavia Le comunichiamo che al momento non sono previste modifiche in questo senso”.
Ho continuato a seguire settimanalmente ( il mercoledì alle ore 14,30) le interessanti conferenze del Presidente Draghi e nel contempo seguire l’anomalo andamento delle borsa.
Quanto accaduto nel corso della Presidenza Draghi è ben poca cosa rispetto al salasso verificatosi oggi.
Allora, nella convinzione che potessero essere state effettuate operazioni di aggiotaggio, rappresentai la situazione con un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano, del quale non ne conosco l’esito.
Sarebbe opportuno verificare se nella giornata odierna si siano verificate operazioni degne di particolare attenzione, dal momento che molte alte cariche sono circondate di personaggi non sempre presentabili.
angiolo alerci

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Politica

Economia. Corrao (M5S): Parole BCE agghiaccianti. Lagarde si dimetta

Economia. Corrao (M5S): Parole BCE agghiaccianti. Lagarde si dimetta
Comunicato Stampa 12 marzo 2020 – “Le misure annunciate da Christine Lagarde sono deprimenti, utili solo alle banche e non portano un solo euro nell’economia reale che è quella che ha realmente bisogno. Condivido pienamente a tal proposito le parole del mio collega Piernicola Pedicini, titolare in commissione economica qui in parlamento europeo, che afferma che neanche di fronte ad una catastrofe globale, la BCE mostra un minimo di vicinanza ai cittadini che dovrebbe rappresentare”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao a proposito della dichiarazioni della presidente della Banca Centrale Europea Lagarde secondo cui la BCE non intende chiudere gli spread. “Qui o si riforma tutto e si fa una vera Banca Centrale che fa politica monetaria per i cittadini – spiega Corrao – o non si può certo pensare di andare avanti così. Resto sempre più convinto che sia stato sacrosanto non sostenere né la Von der Leyen e tantomeno la Lagarde. Con una conferenza stampa disastrosa, il Presidente della BCE Christine Lagarde non solo ha fallito nel suo obiettivo di rassicurare i mercati ma, ancor peggio, ha alimentato panico nelle Borse mondiali e una pressione mai vista sui titoli di Stato. Gli indici di Borsa, con Milano che ha perso oltre il 17%, non lasciano dubbi: O Lagarde fa mea culpa dichiarando pubblicamente che la BCE è pronta a sostenere l’economia reale in questo momento drammatico dell’economia europea oppure dimostra di essere inadatta al ruolo che ricopre, il che porterebbe da parte nostra a una richiesta di dimissioni” – conclude Corrao.

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