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Il regista ennese Davide Vigore "Il dopo Covid al cinema potrebbe riservare qualcosa di interessante"

Un momento molto particolare che nel prossimo futuro da un punto di vista professionale ed artistico potrebbe diventare molto “produttivo”. Guarda sempre al domani con ottimismo il giovane regista ennese Davide Vigore anche lui a casa nella sua Enna in questo periodo di Lockdown. Davide ha dovuto sospendere tutta l’attività promozionale del suo successo il film breve “La Bellezza Imperfetta” che dopo la consacrazione al Festival di Venezia nella sezione “Giovani Autori Italiani”, ha vinto numerosi premi e concorsi e stava iniziando la sua avventura all’estero. “Proprio così – commenta Davide – avevamo iniziato la fase di doppiaggio in Inglese, Francese e Spagnolo. Ma visto il blocco totale ci siamo dovuti fermare. Ma non vedo l’ora di poter riprendere”. Nel frattempo Davide Vigore cosa fa? “Cerco di impegnare il mio tempo con delle cose da fare che magari prima non avrei avuto tempo. Intanto sto avendo il piacere di trascorrere del tempo in famiglia dove mancavo ormai da quasi 10 anni. Non riesco a ricordare un tempo così lungo insieme i miei famigliari. E questo a mio avviso è un valore molto importante e perché no potrebbe essere in futuro spunto per un lavoro. Ovvero il rapporto ritrovato tra figli e genitori o qualcosa che vada in questa direzione. Inoltre ho completato la revisione di un romanzo dal titolo “Fuorigioco” che avevo iniziato a scrivere la scorsa state che sarà il mio prossimo lavoro. Dododichè spero di riprendere al più presto l’attività perché oltre alla promozione di “La Bellezza Imperfetta” ho lasciato in Stand By altri progetti come un promo per la Regione Sicilia ed altro ancora. Ma tutto dipende da quando riprenderemo e come”. E infatti un artista come te per il vostro settore come immagina il futuro? “Da un punto di vista professionale molto incerto – continua – perché in un settore come il nostro dove la componente relazionale interpersonale sta alla base oggi viene difficile immaginarla. Se oggi dovessi immaginare come potrà evolversi il nostro lavoro riuscirei a vedere contesti legati ad ambienti famigliari o su questa falsa riga. Sicuramente questo momento che stiamo vivendo ci darà molti spunti di riflessione e meditazione. Ma ad ogni modo sono ottimista. E come è stato che dopo la seconda guerra mondiale è nata una corrente cinematografica che poi è diventata esempio in tutto il mondo come il Neorealismo sono convinto che da questa tragica vicenda professionalmente per il mondo del cinema potrebbe nascere qualcosa di importante. D’altronde questa è la caratteristica principale di noi italiani, quella di riuscire a venire fuori alla grande in particolare nei momenti di difficoltà e sono convinto che anche questa volta sarà così”.
Riccardo Caccamo

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