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Fsi-Usae scrive ai gruppi parlamentari. Adamo Bonazzi: “Covid-19, quelle norme vanno cambiate, chiediamo il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro e della malattia professionale per tutti”

Fsi-Usae scrive ai gruppi parlamentari. Adamo Bonazzi: “Covid-19, quelle norme vanno cambiate, chiediamo il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro e della malattia professionale per tutti”
ROMA 27 MARZO – Il Segretario Generale Fsi-Usae, Adamo Bonazzi, scrive ai Presidenti di Camera e Senato, delle relative commissioni permanenti interessate e ai ai gruppi parlamentari per dire che le norme dei Decreti Legge del Governo, applicate al personale sanitario, sono sbagliate e vanno cambiate. Infatti, per effetto del combinato disposto delle misure previste dall’articolo 1, comma 2, lettera h) del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, convertito in Legge n. 13 del 4.3.2020, e dall’art. 7 del D.L. n. 14 del 9 marzo 2020, oggi non viene garantita la sorveglianza sanitaria proprio agli operatori sanitari che sono in prima linea a combattere la guerra contro Covit-19 a cui vengono ridotti i diritti fondamentali (privi dei dispositivi di protezione individuale).
Personale a cui il controllo tampone naso faringeo viene attivato solo nel caso evidenzino “sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19” una vera assurdità .
“Quelle norme vanno cambiate, sono assolutamente inaccettabili. Chiediamo il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro e della malattia professionale per tutti gli operatori sanitari che prestano servizio in questo periodo di emergenza che si ammaleranno di Covid-19” dichiara Adamo Bonazzi, Segretario Generale Fsi-Usae, che nel documento ha elencato una serie di priorità che i parlamentari dovrebbero recepire fra cui: l’immediata abolizione dell’art. 7 del D.L. 14 del 2020 (che abolisce la quarantena per il personale sanitario impegnato nelle attività assistenziali in assenza di sintomi conclamati); l’inserimento dell’infezione da Covid-19 fra le cause di infortunio sul lavoro e di malattia professionale per tutti gli operatori del comparto sanità; la revisione ed il finanziamento per legge dell’indennità di malattie infettive che deve essere estesa a tutto il personale impegnato nelle attività Covid-19; l’inserimento nel D.lgs. 165/2001 e sue modificazioni dell’area quadri come area base per l’inquadramento iniziale delle professioni sanitarie di cui alla Legge 42 del 1999.
Bonazzi poi continua: << le direttive del Governo sono una vera e propria trappola per gli operatori, poiché non sono previsti i tamponi di controllo per gli operatori che durante il servizio vengono a contatto con persone già contagiate o potenzialmente contagiate e , di fatto, gli impediscono di provare che e quando l’infortunio è avvenuto. Ma operando solo nel caso evidenzino già una sintomatologia respiratoria si potrà sempre dire che non è certo che l’abbia presa per lavoro. Questa è la negazione del diritto, del riconoscimento della malattia professionale e l’abbandono al loro destino di quei servitori del paese cha avranno la disgrazia di ammalarsi per aver servito il paese”.

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