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Teatro

la compagnia Figli d’Arte Cuticchio si raccontano a Pantagruel su Rai Radio 3

la compagnia Figli d’Arte Cuticchio
si raccontano a Pantagruel su Rai Radio 3

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Palermo, 3 luglio 2020 – Il programma estivo di Rai Radio 3 Pantagruel, in onda il sabato e la domenica pomeriggio (dall’11 luglio al 13 settembre dalle ore 15 alle 18) dedica un approfondimento alla storia della compagnia Figli d’Arte Cuticchio attraverso la voce del maestro Mimmo Cuticchio.

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Teatro

In Sicilia nasce Acipelago SIcilia l’Osservatorio per i Festival della Scena Contemporanea

Arcipelago Sicilia – Osservatorio per i Festival della Scena Contemporanea: è nata in Sicilia una rete con l’obiettivo
di mappare e fare entrare in relazione i festival che si offrono come spazio di programmazione aperto alla scena
contemporanea e ai linguaggi performativi.
Direttori artistici, critici, artisti e ricercatori si sono riuniti, per costituire un network con lo scopo di potenziare le
energie del territorio e favorire uno sguardo reciproco di attenzione, conoscenza e condivisione.

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Teatro

IL TEATRO NEL TEMPO DEL COVID-19 – di Salvatore Presti

IL TEATRO NEL TEMPO DEL COVID-19
Un grido di dolore si leva dal mondo dello spettacolo. Raccogliamo una riflessione che ci perviene da Elisa Di Dio della Compagnia dell’Arpa, il cui presidente e direttore artistico, Angelo Di Dio, ha dovuto sospendere, a causa del Covid19, la calendarizzazione della tournée della commedia Dame Barbebleue, prodotta dalla compagnia xibetana.
Come si sa hanno chiuso i battenti i cinema, i teatri e tutti i luoghi frequentati dal pubblico dove vengono rappresentati eventi dal vivo e non solo.

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Teatro

ENNA – Nei prossimi mesi forse saranno riproposte le rappresentazioni nei “TEATRI DI PIETRA”

ENNA – Nei prossimi mesi forse saranno riproposte le rappresentazioni nei “TEATRI DI PIETRA”
Un grido di dolore si leva dal mondo dello spettacolo. Raccogliamo una riflessione che ci perviene da Elisa Di Dio della Compagnia dell’Arpa, il cui presidente e direttore artistico, Angelo Di Dio, ha dovuto sospendere, a causa del Covid19, la calendarizzazione della tournée della commedia Dame Barbebleue, prodotta dalla compagnia xibetana.

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Teatro

Articolo9 e la proposta di legge popolare sul teatro.

Articolo9 e la proposta di legge popolare sul teatro.
A seguito dell’intervento sotto forma di lettera del 6 marzo ai massimi vertici della nazione e a quelli regionali siciliani dove si sollecitava anzitempo una seria cura del settore teatrale colpito dalle misure del Covid19, e a seguito del movimento di opinione dei lavoratori del settore i cui interventi sono stati sintetizzati su la Repubblica Palermo di ieri 12 aprile 2020 da Giuseppe Dipasquale, Articolo9 lancia la proposta di iniziativa popolare legislativa sul comparto teatrale italiano.
C’è bisogno di una legge per il teatro oggi in Italia dopo che questa crisi pandemica sarà stata disciolta nella sua naturale curva di estinzione del virus e nei mille dubbi mai fugati di una crisi venuta dal nulla?
Non esiste già un decreto, il cosiddetto Franceschini, che regola l’organizzazione e la produzione dello spettacolo dal vivo in Italia?
Sì e sì, ad entrambe le domande. E sì e sì alla loro concatenazione sillogistica: proprio l’esistenza fallimentare della legge 112/2013 e successivi decreti ministeriali, esige un radicale ripensamento normativo che giunga dal basso, da chi vive le dinamiche contraddittorie della produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo in Italia, e non dai burocrati legati a precise lobby che poco o nulla, per la passata legge, hanno ascoltato i suggerimenti che provenivano dal settore.
Una nuova legge per il teatro, oggi quanto mai necessaria, non può certo esaurire ed appianare tutte le contraddizioni che esistono all’interno del mondo del lavoro teatrale, ma può, specie se la si intende come una nuove legge di regolamentazione, nascere con uno spirito nuovo, attento non soltanto alle regole secondo le quali è dovuto o meno un intervento finanziario dello Stato, bensì attento anche al tessuto, diremmo così, morale che consegue ad una scelta per norme di un tipo anziché di un altro.
La democrazia di un paese si misura dalla qualità con la quale si produce concretamente cultura. Dunque interventi finanziari sì, ma legati ad una prassi certificabile in termini non solo matematici: il ripensamento organico del rapporto con e tra il teatro pubblico e quello privato, la regolamentazione dei criteri di nomina dei direttori dei teatri pubblici, la revisione dei rapporti tra lavoratori e struttura, la nuova definizione del ruolo sociale ed economico degli stessi lavoratori, la scuola e il lavoro teatrale, la riqualificazione delle linee di programmazione artistica, le modalità di garanzia di lavoro e la certezza continuativa sul territorio del tessuto produttivo e di distribuzione del teatro italiano. Queste solo alcune delle linee di intervento.
Su tutto ciò, che è la sostanza, deve sovrastare il metodo: l’iniziativa deve avere la forza di una stesura diffusa, condivisa da una larghissima base, oltre i cinquantamila necessari alla firma, per approdare ad uno dei due rami del Parlamento e da lì condividere il percorso con tutti gli uomini di “tenace concetto” che saranno disposti a promuoverla e portarla avanti.
Il tempo di oggi ci impone sane utopie per sentirci ancora saldi sulle nostre gambe.

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Teatro

Enna sospesa tutta l'attività al Teatro Garibaldi

Il Teatro Garibaldi di Enna comunica che inottemperanza al DPCM del 4 marzo 2020 riguardante le misure per contenimento del diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, le attività del teatro sono sospese fino al 3 aprile 2020 in quanto le disposizioni del suddetto decreto sono incompatibili con l’attività stessa del teatro che comporta un affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza stimata in un metro.
I tempi e le modalità di rimborso saranno comunicate nei prossimi giorni.

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Teatro

TEATRO GARIBALDI ENNA – UN TEATRO PER LA CITTA' Con L'Inganno arriva per la prima volta a Enna il teatro civile e di educazione alla legalità di Alessandro Gallo

TEATRO GARIBALDI ENNA – UN TEATRO PER LA CITTA’
Con L’Inganno arriva per la prima volta a Enna il teatro civile e di educazione alla legalità di Alessandro Gallo
Lo scrittore, attore e regista napoletano per la rassegna “Un teatro per la città” porta
in scena il monologo – finalista al Premio Scenario 2019 – che parte dal suo vissuto
personale per raccontare il peso claustrofobico di un familismo che trasforma
la bellezza dei vincoli solidali tra famiglie in comportamenti omertosi
Teatro Garibaldi Enna, “L’inganno”, sabato 29 febbraio ore 20.30
Un uomo e la sua biografia fatta di continui inganni e di menzogne. E’ “L’inganno” lo spettacolo di e con Alessandro Gallo, tratto da una storia vera, che sabato 29 febbraio alle ore 20.30 sarà messo in scena al Teatro Garibaldi di Enna per “Un teatro per la città”, la rassegna teatrale che guarda al sociale impaginata da Walter Amorelli e organizzata dall’Amministrazione comunale pensando a un pubblico più giovane.
Con questo spettacolo, finalista al Premio Scenario 2019, Alessandro Gallo continua la sua strada verso la narrazione dell’educazione criminale: partendo dal suo vissuto disegna, con ironia, rabbia e dolore i volti di una Napoli madre-coraggio che si scontra, quotidianamente, contro il peso claustrofobico di un familismo che trasforma la bellezza dei vincoli solidali tra famiglie in comportamenti omertosi, in silenzi e sguardi dalle sfumature mafiose.
Il legame di sangue diventa così un vincolo, una cerniera arrugginita che ostacola l’ingresso di un qualcosa o di un qualcuno, uomo o divino che sia, che ne voglia riscrivere un cambiamento.
Una biografia che si annoda tra due dimensioni nelle quali il protagonista è costretto a muoversi con parsimonia: la dimensione narrativa, che si affida all’esercizio democratico della denuncia contro le mafie, e una dimensione onirica di contatto e di scontro con un piccolo branco di corpi che ne vorranno impedire la narrazione stessa.
Alessandro Gallo è nato a Napoli nel 1986. È scrittore, attore e regista teatrale. Vive a Bologna e da anni lavora nel campo dell’educazione alla legalità con progetti di teatro civile. Ha pubblicato il romanzo autobiografico Scimmie (2011, Premio Iride, Cava de’ Tirreni 2012), Andrea torna a settembre (2014) e Tutta un’altra storia (2017, Premio Sgarrupato 2018). È coautore insieme a Giulia Di Girolamo del romanzo inchiesta sulle mafie in Emilia-Romagna Non diamoci pace. Diario di un viaggio (il)legale (2014), e autore nelle antologie La giusta parte (2011), La Via di fuori (2012) e La Grammatica di Nisida (2013, Premio Napoli Cultural 2013). Ha curato l’antologia La parola liberata dalle mafie (2010, menzione speciale Premio Cevenini 2012). Nel 2014 ha ricevuto la Medaglia d’argento al valor civile Premio Carlo La Catena per l’attività editoriale e per il teatro di impegno civile. Nel 2016 ha ricevuto il Carlino d’Oro da QN Il Resto del Carlino per le attività educational al contrasto alle mafie.
L’INGANNO
di e regia Alessandro Gallo
con Alessandro Gallo e Ada Roncone
video editing Salvatore Lento, Davide Pippo
scenografia e costume Elena Cassoli
disegno luci Davide Pippo
foto e progetto grafico Carmine Luino
assistente alla regia Miriam Capuano
produzione Caracò teatro
in collaborazione con Luce narrante
Progetto finalista Premio Scenario 2019

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Teatro

Enna; Enzo Vetrano e Stefano Randisi portano in scena Riccardo 3 una rilettura in chiave contemporanea del classico shakespeariano firmata da Francesco Niccolini

Liberamente ispirato al “Riccardo III” di William Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Roman lo spettacolo che vede in scena al fianco di Vetrano e Randisi anche Giovanni Moschella
è ambientato in quello che potrebbe essere un ospedale psichiatrico o un manicomio criminale,
un luogo comunque dedicato alla somministrazione del dolore
Teatro Garibaldi Enna, “Riccardo 3. L’avversario”, venerdì 28 febbraio ore 21
Uno spazio algido dove tutto è fatto della stessa sostanza degli incubi: le vecchie foto, le incisioni sbiadite e le apparizioni, in cui i “forse” sono più delle certezze e governano la messa in scena, gli scambi di ruoli, le ambiguità dei personaggi. E’ questa l’essenza di “Riccardo 3. L’avversario” di Francesco Niccolini che venerdì 28 febbraio alle ore 20.30 sarà messo in scena con la regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi al Teatro Garibaldi di Enna per la stagione “Flussi continui” organizzata dall’Amministrazione comunale e impaginata da Emanuele Primavera, Franz Cantalupo e Lorenza Denaro.
Il testo rilegge in chiave contemporanea un grande classico di Shakespeare: Riccardo III, oggi demone recluso e indomito, che viene qui sottratto al medioevo inglese e diventa abitante del presente, dando vita a una messa in scena che non sarà una pura variazione sul tema ma qualcosa di “meno rassicurante”. L’ambientazione non è quella di un sala da palazzo reale quattrocentesca, ma sul palcoscenico è tutto bianco e verde acido, pareti che ricordano molto da vicino la stanza di un ospedale: un letto, una sedia a rotelle, un grande specchio. Forse ci troviamo all’interno di un ospedale psichiatrico o un manicomio criminale e forse stiamo per assistere a una terapia sperimentale che porterà un paziente ad affrontare gli orrori di cui si è macchiato. O forse siamo proprio dentro la sua mente abitata da incubi e fantasmi. In scena Enzo Vetrano nel ruolo di Riccardo, Stefano Randisi è Lady Anna, ma anche un sicario, Giorgio di Clarence, Buckingham, Edoardo e Richmond, e Giovanni Moschella è tutti gli altri personaggi: un altro sicario, Hastings, Elisabetta, il principino, Margherita, il sindaco di Londra, Stanley.
Dalle note di regia e drammaturgia- «La terapia/psicodramma ha inizio: la corona passa da una testa a un’altra, la ghigliottina si abbatte feroce, le campane suonano a festa o a morto, mentre un corvo si aggira, come se quel luogo gli appartenesse. E soprattutto, c’è un’iniezione che incombe come una spada di Damocle. O piuttosto di Richmond, in questo caso. In un luogo pieno di fantasmi, rivive la vicenda di Riccardo di Gloucester – il malvagio più malvagio, ma al tempo stesso più terribilmente simpatico mai creato dal genio umano – e dei suoi omicidi seriali, ma, al momento del gran finale, giusto un istante prima della morte, Riccardo risorge dai suoi peccati e con il suo ultimo monologo visionario si congeda, accoglie la liberazione che gli giunge non dalla spada di Richmond ma dall’iniezione che gli viene somministrata: sedato, ridotto alla passività.
È l’inizio del recupero o la fine della speranza? È solo questione di tempo oppure quella iniezione è una conquista che permette la liberazione definitiva dal male?
Parafrasando Macbeth e il suo “Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow”, a noi resta soltanto un “Forse e Forse e ancora Forse”. L’unica cosa di cui siamo sicuri è che ora il protagonista – dopo aver riconosciuto il sangue versato – è annichilito.
Tutto sommato non è nemmeno così importante essere sicuri chi è il medico, chi l’infermiere e chi il paziente, o se si tratta di diversi criminali coinvolti nello stesso esperimento: sembrano più le due identità di una stessa persona. Uno l’avversario dell’altro.
Quella corona, per cui tutto questo è accaduto, nella storia, in teatro e nella vita, ora giace abbandonata. Sul letto da ospedale o sul palcoscenico: in qualunque angolo di questa stanza dedicata alla somministrazione del dolore. Lo spettacolo è finito. L’unica cosa che può sopravvivere a tutta questa devastazione è solo il Teatro, con i suoi fantasmi. E tutti i suoi illusori forse». (Francesco Niccolini, Stefano Randisi ed Enzo Vetrano)
«Quando più di due anni fa ho iniziato a tradurre e adattare il Riccardo III, un testo e un personaggio che amo alla follia da molti anni, credevo di farlo per una pura scommessa: volevo capire se era possibile mettere in scena quel capolavoro con un attore solo – scrive Francesco Niccolini -. Persi rapidamente la scommessa, ma capii che in tre – invece – non solo era possibile, ma (se fossero stati tre uomini) anche molto divertente. Grazie a Stefano Randisi e a Enzo Vetrano invece ho compreso che questo lavoro aveva ben altro significato che vincere o perdere una stupida scommessa: era, inaspettatamente, il più provocatorio, improbabile ma – permettetemi – convincente appello al diritto all’eutanasia. Anche in Italia. Anche per un uomo malvagio. O semplicemente per un uomo malato che non vuole più continuare a soffrire nel proprio corpo. Dal giorno felice in cui ho incontrato Enzo e Stefano (e per questo non smetterò mai di ringraziare Dimitri Frosali di Arca Azzurra), il testo che avevo scritto è cambiato pochissimo, come raramente mi accade, eppure è cambiato radicalmente: ha trovato in un ospedale psichiatrico la sua collocazione, e nella tragedia di un celebre pluriomicida francese, Jean-Claude Romand, sul quale avevo lavorato più di dieci anni fa per conto della televisione svizzera, un’autentica reincarnazione. Questo Riccardo ha così assunto i panni non solo del mostro, ma anche quelli di un uomo che chiede di essere liberato da un corpo che lo tormenta. La nostra risposta è sì, che è un diritto inalienabile. Lo è per ogni uomo sulla terra, compreso il più malvagio. Ci auguriamo che un giorno sia un diritto anche in questa nostra povera Italia. Qui mi fermo e lascio la parola a uno dei più grandi studiosi di Shakespeare: è appena stato pubblicato in Italia un bellissimo libro sui tiranni nelle tragedie shakespeariane: ovvio che Riccardo III abbia un ruolo fondamentale. Il ritratto che ne viene fatto è notevolissimo… ».
RICCARDO 3. L’AVVERSARIO
di Francesco Niccolini
Liberamente ispirato al “Riccardo III” di William Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Roman regia Enzo Vetrano, Stefano Randisi
con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella
assistenti alla regia Lorenzo Galletti, Roberto Aldorasi
scene e costumi Mela Dell’Erba
luci Max Mugnai
INFORMAZIONI
Biglietti
Platea 20 euro, Palchi centrali 17 euro, Palchi laterali e galleria 14 euro
Botteghino Martedì, giovedì e venerdì ore 10- 13; Lunedì e mercoledì ore 16-18
tel. 093540542 – 40539
Biglietteria on line: liveticket.it
I biglietti del Teatro Garibaldi possono essere acquistati con 18app e Carta Docente

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Teatro

TEATRO REGINA MARGHERITA CALTANISSETTA Giorgio Colangeli è il protagonista di un classico pirandelliano nella rilettura registica di Giancarlo Nicoletti

TEATRO REGINA MARGHERITA CALTANISSETTA
Giorgio Colangeli è il protagonista di un classico pirandelliano
nella rilettura registica di Giancarlo Nicoletti
Il regista nisseno ha fatto de “L’uomo, la bestia e la virtù” uno spettacolo vivo,
spietato, esilarante e maledetto:«Con la complicità di un cast di protagonisti
virtuoso e coraggioso – dice -, abbiamo scelto un approccio analitico, scevro
dalla contaminazione ed esegesi accademica, senza la paura di sporcarci le mani»
“L’uomo, la bestia e la virtù” – Teatro Regina Margherita, giovedì 27 febbraio ore 21
Pagina Facebook: Teatro Comunale Regina Margherita Caltanissetta
Il David di Donatello Giorgio Colangeli – in questi giorni nella sale cinematografiche in “Lontano Lontano” di Gianni Di Gregorio, l’ultimo film con Ennio Fantastichini – veste i panni del “trasparente” professor Paolino nella rilettura registica di Giancarlo Nicoletti di uno dei classici pirandelliani: “L’uomo, la bestia e la virtù”, che nel 2019 ha festeggiato i cento anni dal debutto sulle scene, e che giovedì 27 febbraio alle ore 21 sarà messo in scena al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta per la stagione organizzata dall’Amministrazione comunale.
Co-protagonista un altro pluripremiato attore, il vulcanico Pietro De Silva nel ruolo del Capitano Perella; al loro fianco Valentina Perrella, pronta a calarsi nelle vesti della “virtuosa” signora Perella. E ancora Cristina Todaro, Alessandro Giova, Diego Rifici, Alessandro Solombrino e il giovane Francesco Petit-Bon, a completare il validissimo cast di una rilettura fortemente contemporanea e concreta dell’universo pirandelliano, fuori dal “pirandellismo” di maniera, nel tentativo di riportare la poetica dell’autore Premio Nobel a un universo essenziale, umano, comico e tragico al tempo stesso. E nuovamente attuale.
Il “trasparente” signor Paolino, professore privato, ha una doppia vita: è l’amante della signora Perella, moglie trascurata di un capitano di mare che torna raramente a casa, ha un’altra donna a Napoli ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto. La tresca potrebbe durare a lungo e indisturbata ma, inaspettatamente, la signora Perella rimane incinta del professore. Paolino è costretto dunque ad adoperarsi per gettare la sua amante fra le braccia del marito, studiando tutti i possibili espedienti. Il caso è drammatico, perché il Capitano Perella si fermerà in casa una sola notte e poi resterà lontano almeno altri due mesi. Paolino dovrà allora ingegnarsi per salvare la propria dignità e quella della signora Perella, a qualsiasi costo, per obbligarne il marito ai doveri coniugali e far passare suo figlio per figlio legittimo del Capitano Perella e della moglie.
«C’è una terza via per risolvere il sistema Pirandello/Teatro, che non sia la routine del repertorio tradizionale o i rigurgiti della sperimentazione espressiva? – scrive Nicoletti nelle note di regia -. Non ci sono dei territori scomodi, meno rassicuranti, inesplorati, fuori dal pregiudizio – od orticaria – che l’idea di “pirandellismo” teatrale ha generato? C’era, sentivo che doveva esserci; ché il buon Pirandello era uomo sovversivo e di scandalo. E quindi da scandalo e sovversione bisognava ripartire. Con la complicità – quasi la connivenza – di un cast di protagonisti virtuoso e coraggioso, siamo approdati a un approccio analitico, scevro dalla contaminazione ed esegesi accademica avvitata a volte in sé, ripartendo da quello-che-realmente-è e non da quello-che-dovrebbe-essere. Senza la paura di sporcarsi le mani col cinismo, la ferocia, la comicità sbordante e la drammaticità cruda di Pirandello. Fra la Magna Grecia siciliana e Bunuel, fra la borghesia novecentesca e Lars Von Trier. Un approccio contemporaneo, dannatamente concreto. Archiviate la sperimentazione astratto/metaforica e le increspature del teatro di parola, rimangono il sangue, il sesso, il cibo, la merda e l’odore di umanità. Nella volontà di fare, con questo “L’uomo, la bestia e la virtù”, uno spettacolo vivo, spietato, esilarante e maledetto».
L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU’
di Luigi Pirandello
Edizione del Centenario 1919-2019
Regia Giancarlo Nicoletti
Con Giorgio Colangeli, Pietro De Silva
e con Valentina Perrella, Cristina Todaro, Alessandro Giova, Diego Rifici, Alessandro Solombrino e Francesco Petit-Bon
Scene Giancarlo Nicoletti, Umberto Pischedda
Costumi Sofia Grottoli, Anna Tschabold
Disegno luci Daniele Manenti
Aiuto regia Alessandro Solombrino
Produzione I Due della Città del Sole & Altra Scena
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali
INFORMAZIONI
Teatro Regina Margherita
Biglietti: da 20 a 8 euro
Botteghino
Aperto da lunedì a venerdì ore 10-13, lunedì e mercoledì anche ore 16- 18
Biglietteria on line www.liveticket.it
On line si può utilizzare il Bonus Cultura: 18app e Carta Docente
Il regista nisseno ha fatto de “L’uomo, la bestia e la virtù” uno spettacolo vivo,
spietato, esilarante e maledetto:«Con la complicità di un cast di protagonisti
virtuoso e coraggioso – dice -, abbiamo scelto un approccio analitico, scevro
dalla contaminazione ed esegesi accademica, senza la paura di sporcarci le mani»

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Teatro

Enna domani sera al Cine Teatro Grivi "L'Imbianchino"

L’imbianchino. E’ il titolo del prossimo appuntamento della rassegna teatrale Turi Ferro al Cine Teatro Grivi e che si terrà il prossimo 26 febbraio dalle 21.
Info e prenotazioni:
3382640627-
0935-503680

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