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Riscossione Sicilia: sindacati proclamano stato di agitazione del personale e giornata di sciopero

Riscossione Sicilia: sindacati proclamano stato di agitazione del personale e giornata di sciopero
Palermo, 20 feb- Un fitto calendario di iniziative di protesta del personale di Riscossione Sicilia, fino allo sciopero, è stato deciso da Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Ugl credito, Uilca, Unisin. Lo sciopero si svolgerà in occasione di una delle giornate della prossima scadenza del pagamento della rata della “rottamazione”, con manifestazione regionale a Palermo. Frattanto è stato proclamato lo stato di agitazione del personale, indetto un presidio pomeridiano di lavoratori davanti Palazzo d’Orleans e sono state organizzate assemblee in tutte le province, in preparazione dello sciopero. I sindacati, in una nota, rilevano che “rimane insoluto il problema delle risorse finanziarie”, cosa che mette a rischio anche le retribuzioni. Le preoccupazioni dei sindacati, “nell’attuale situazione di stallo”, per il futuro dei 700 dipendenti restano dunque tutte. “Questo – scrivono- può essere garantito solo con la conlfuenza in Agenzia delle Entrate Riscossione. Ogni altra ipotesi è da scartare perché non risolutiva e dannosa sia per i lavoratori che per i cittadini e per la Regione”. Le sei sigle sindacali chiedono al Presidente della Regione un incontro urgente e all’aziende il pagamento del salario accessorio 2017 , previsto dagli accordi, e di concordare per gli anni successivi i criteri di erogazione di Vap e sistema incentivante, come previsto dai contratti vigenti.

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Lavoro: a 18 dipendenti ex Aras l’Istituto zootecnico non rinnova il contratto. Flai Sicila. “Subito una soluzione, anche per i 39 oggi ancora fuori dal programma”

Lavoro: a 18 dipendenti ex Aras l’Istituto zootecnico non rinnova il contratto. Flai Sicila. “Subito una soluzione, anche per i 39 oggi ancora fuori dal programma”
Palermo, 20 feb- Resta ancora incerta la situazione dei lavoratori ex Aras ( associazione regionale allevatori). Parte di loro sono stati assorbiti dall’istituto zootecnico, ma il rinnovo del contratto a tempo determinato è arrivato solo per i 28 addetti ai controlli funzionali, mentre restano fuori i 18 dell’assistenza tecnica. “Il mancato rinnovo del contratto mentre ancora si sta lavorando per assicurare il rientro ad altri 39 ex dipendenti Aras rimasti fuori dal programma- dicono Tonino Russo, segretario generale Flai, e Roberto Galante, rappresentante aziendale- è una cosa grave , perché semina incertezza e preoccupazione tra tutti i lavoratori oltre a determinare loro gravi problemi in assenza di retribuzione. Chiediamo che la questione sia risolta al più presto, sia per i 18 lavoratori che per gli altri in attesa ancora di risposte”. Sul problema i sindacati hanno già chiesto unitariamente un incontro all’assessore regionale all’agricoltura”.

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Casa: in Gurs misura su contributi all’affitto. Sunia, Sicet e Uniat: “Grazie al nostro pressing si è evitato di sprecare ingenti risorse”

Casa: in Gurs misura su contributi all’affitto. Sunia, Sicet e Uniat: “Grazie al nostro pressing si è evitato di sprecare ingenti risorse”
Palermo, 20 feb- Sette milioni e 700 mila euro andranno ai residenti nella regione Sicilia con redditi medio bassi a titolo di contributo sugli affitti per il 2018. Il provvedimento è stato pubblicato venerdì scorso nella Gurs. “Grazie al pressing del Sunia, Sicet e Uniat – scrivono i sindacati in una nota- si è applicata la norma che consentiva di non sprecare risorse ingenti. I fondi non spesi erogati tra il 2014 al 2018 per la morosità incolpevole sono confluiti a incrementare questo fondo”. Sunia, Sicet e Uniat hanno chiesto al dipartimento alle infrastrutture un incontro per definire alcuni aspetti del bando “che- sostengono- dopo tanti anni di attesa rischiano di compromettere il corretto e buon esito dell’erogazione del contributo”. Sono 15mila i residenti che negli anni scorsi, prima che fosse cancellato il finanziamento , hanno partecipato al bando. “Occorre definire una metodologia – sottolineano i sindacati degli inquilini- che renda le procedure meno farraginose al fine di consentire che il contributo possa essere erogato alle famiglie in tempi brevissimi”.

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Teatro Messina; orchestrali e medici non pagati da tempo

Tre spettacoli non ancora pagati e contratti inaccettabili. Il sindacato autonomo SIAD dissotterra l’ascia di guerra per difendere orchestrali e tecnici precari e dà l’ultimatum al Consiglio di Amministrazione dell’Ente Teatro di Messina. “Abbiamo diffidato il CdA in merito alla stipula di contratti che non siano a tempo determinato e presentato una proposta specifica -dichiara il segretario provinciale Clara Crocè. Nei prossimi giorni incontreremo insieme all’orchestra il deputato Danilo lo Giudice perché anche la Regione possa fare chiarezza sulla vicenda. I vertici del teatro impongono unicamente contratti a partita IVA o di collaborazione, che però precludono ogni garanzia e la possibilità di richiedere l’indennità di disoccupazione. Da sottolineare, ed è un fatto gravissimo, che questi accordi sono stati imposti scavalcando il sindacato, che è stato informato solo a cose fatte. E comunque, a cosa valgono i sacrifici di questi lavoratori se il futuro è sempre più incerto?”.
Nonostante le promesse, l’ente deve ancora pagare prove e spettacoli del balletto “Lo Schiaccianoci”, il concerto di Capodanno e un Galà Lirico messi in scena tra dicembre e l’inizio di gennaio. Da allora si susseguono varie voci sull’andamento delle procedure di liquidazione dei compensi. Di giorno in giorno si danno i pagamenti in dirittura d’arrivo, ma sui conti correnti degli orchestrali e dei tecnici non c’è nulla. Nell’ultimo anno i musicisti hanno accettato la riduzione sia della paga giornaliera che del numero di prove per dare il proprio contributo allo sforzo di tenere a galla il teatro, ma i piani alti dell’ente non sembrano apprezzare questi sacrifici. Ci sono orchestrali che vengono da fuori e hanno anticipato anche il denaro del viaggio fidandosi delle promesse, che adesso sono in serie difficoltà.
Visto il perdurare di una situazione di stallo inaccettabile, il SIAD ha richiesto un incontro urgente al CdA dell’Ente Teatro, preannunciando la presentazione di una proposta che dovrebbe contribuire a sciogliere alcuni nodi della vertenza.

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Soccorritori del 118 aggrediti a Palermo, la reazione della Ugl: "Vicini ai lavoratori, continuiamo a invocare pene più severe per gli aggressori e più tutele per gli operatori"

Soccorritori del 118 aggrediti a Palermo, la reazione della Ugl: “Vicini ai lavoratori, continuiamo a invocare pene più severe per gli aggressori e più tutele per gli operatori”
“Condanniamo fermamente l’episodio che ha visto coinvolta questa mattina una squadra di operatori del 118, aggredita a Palermo all’interno di un’abitazione. Siamo ancora una volta vicini ai lavoratori, uno dei quali ferito con pugni al volto, mentre continuiamo anche oggi ad invocare pene più severe per gli aggressori e più tutele per gli impiegati del settore. Di fronte ad una lista di episodi, sempre più preoccupante non solo in Sicilia ma in tutta Italia, le istituzioni governative nazionali non possono ancora perdere tempo con la solita stucchevole melina parlamentare. Bisogna concludere in tempi rapidi l’iter del disegno di legge 867 approvato dal Senato e tutt’ora all’esame della commissione Affari istituzionali della Camera, ma soprattutto occorre inserire nel testo il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale per tutti gli operatori sanitari. In assenza di ciò la nuova norma avrebbe un effetto meno incisivo sulla tutela dell’incolumità di chi lavora all’interno dei luoghi di cura o nei servizi di emergenza e urgenza. Per questo facciamo appello ai Ministri competenti in materia, ed ai deputati, perchè non venga persa un’occasione così importante per dare una prima risposta forte nei confronti di quella che, da anni denunciamo, e che oggi è ormai una vera e propria emergenza quotidiana.” Lo dicono Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, segretari rispettivamente delle federazioni Sanità e Medici della Ugl.

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Stabilizazione Asu dei Nebrodi: incontro a S.Agata di Militello

“Tra normativa nazionale e regionale, quale stabilizzazione per gli ASU?”. Questo il tema dell’incontro organizzato da CSA ASU Sicilia per giovedì 20 febbraio alle 11 nella Sala Consiliare del Castello Gallego a Sant’Agata Militello. Saranno presenti Salvatore Mezzopane (CSA), Clara Crocè (Dipartimento Regionale CSA ASU Sicilia), Franco De Domenico (parlamentare ARS PD) e Danilo Lo Giudice (parlamentare ARS UDC).
Quello di domani mattina è l’ultimo di una serie di appuntamenti organizzati dal sindacato autonomo per ottenere la stabilizzazione dei precari ASU (Attività Socialmente Utili). “Adesso è fondamentale fare il punto sugli aspetti normativi di questo percorso -dichiara Crocè. Da oltre 20 anni questi lavoratori, nei Comuni dei Nebrodi come negli altri enti pubblici nei quali sono utilizzati, contribuiscono in maniera determinante al funzionamento degli uffici: è il momento di dare delle risposte. Servono emendamenti da inserire nella prossima Finanziaria regionale e di questo discuteremo con i due deputati presenti”.
Previsto anche un focus sulla normativa nazionale, che consente la stabilizzazione degli ASU anche in deroga per il solo 2020 (in qualità di lavoratori sovrannumerari) alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale e ai vincoli per le assunzioni previsti dall’attuale normativa.

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Sanità, stabilizzazione di 355 precari all’Asp di Palermo.

Sanità, stabilizzazione di 355 precari all’Asp di Palermo. Cisl: “Un risultato importante ma si chiuderà il percorso solo con l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i contrattisti”
Palermo – “Siamo soddisfatti per la stabilizzazione dei 355 precari dell’Asp di Palermo. Questo risultato è frutto della sinergia fra sindacati confederali, vertici aziendali e assessorato alla Salute e arriva a conclusione di un iter seguito passo dopo passo, per il riconoscimento delle professionalità di questi lavoratori, alcuni dei quali sono in servizio da più di 20 anni”. Così Gaetano Mazzola e Lorenzo Geraci, segretario aziendale all’Asp e segretario generale della Cisl Fp Palermo Trapani, commentano la conclusione le procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di 355 contrattisti dell’Asp di Palermo. “Si potrà definire chiusa questa pagina e lunga e complessa di precariato – aggiungono Mazzola e Geraci – solo quando tutti i rimanenti contrattisti saranno stabilizzati, così come sancito dall’accordo all’assessorato alla Salute con la direzione generale ed i sindacati confederali. Ora spetta alla Regione mantenere gli impegni, con la stabilizzazione entro il 2020 degli altri colleghi contrattisti”.

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La Cisl Sicilia sull'incidente mortale sul lavoro di stamattina a Scicli

Il messaggio via Twitter lanciato poco fa dalla Cisl Sicilia a seguito dell’incidente nel mercato ortofrutticolo di Donnalucata, stamani, che ha portato alla morte Memmo Paolello, giovane 44enne di Scicli, nel Ragusano. Per Sebastiano Cappuccio, segretario generale regionale Cisl, «non si può morire così mentre si lavora onestamente per portare a casa uno stipendio». Da qui il tweet di cordoglio e la richiesta, «a Palermo come a Roma», di «più ispettori, più vigilanza, più formazione, più prevenzione» perché «il tema della #sicurezza sul lavoro non può più essere la cenerentola dell’agenda politica»
@CislSicilia
Più ispettori, più vigilanza, più formazione, più prevenzione. Il tema della #sicurezza sul lavoro non può più essere la cenerentola dell’agenda politica. A PA come a RM. Le più sincere condoglianze alla famiglia di Memmo #Paolello, giovane di Scicli (RG) morto stamani sul lavoro

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Filctem Cgil; PROVINCIA DI ENNA PUNTANDO SU INNOVAZIONE E RICERCA

PROVINCIA DI ENNA PUNTANDO SU INNOVAZIONE E RICERCA
Il Sud Italia si sta svuotando sempre di più e questa tendenza non prospetta altro che una progressiva desertificazione di un’intera area del nostro paese. Nei 7 anni della crisi, dal 2008 al 2015, il saldo migratorio netto è stato di 653 mila unità: 478 mila giovani di cui 133 mila laureati.
I dati sulla popolazione in provincia di Enna – dichiara il Segretario Generale della Filctem Cgil Alfredo Schilirò – sembrano confermare una tendenza alla migrazione dalle aree interne ad altri luoghi di residenza alla ricerca di nuove opportunità occupazionali. La popolazione Ennese – aggiunge Schilirò- si ridimensiona passando da 173.619 abitanti nel 2008 ad appena 168.917 nel 2016.
Il mondo imprenditoriale e produttivo risulta essere lacunoso a partire dal fallimento dei distretti produttivi che sembravano aver avviato, fino a qualche anno fa, un percorso di sviluppo virtuoso. Si ridimensiona, il numero delle imprese coinvolte nel circuito delle materie plastiche di Regalbuto, del tessile abbigliamento di Valguarnera, ecc. La diminuzione delle imprese nel settore tessile abbigliamento e la relativa riduzione degli addetti conferma un intenso processo di desertificazione produttiva. Si rilevano aggiunge il Segretario dei tessili della Cgil, numerose chiusure e fallimenti delle iniziative imprenditoriali attivate attraverso gli strumenti di programmazione negoziata (Patti Territoriali) e il mancato decollo delle principali aree d’insediamento produttivo.
Dai dati ISTAT risulta che la forza lavoro attiva in provincia di Enna ammonta a 60 mila unità, di cui 39 mila occupati e 21 mila in cerca di occupazione con un tasso di disoccupazione con un tasso di disoccupazione di circa il 35%.
Pertanto – aggiunge il Segretario della Filctem Cgil di Enna Alfredo Schilirò – le Istituzioni devono muoversi prima che sarà troppo tardi per avviare un efficace sistema infrastrutturale e di servizi. Le imprese esistenti – inoltre devono creare reti di collegamento di sviluppo e di cooperazione in modo da creare delle vere e proprie filiere produttive.
La prima rivoluzione industriale, la meccanizzazione, l’organizzazione del lavoro nelle fabbriche produssero la nascita della classe operaia, delle sue organizzazioni mutualistiche sindacali, della contrattazione collettiva di orari e salari.
Oggi, la diffusione delle tecnologie digitali sta trasformando l’assetto economico mondiale, il modo di produzione di molti settori, il rapporto tra capitale fisso e lavoro , la quantità e le caratteristiche del lavoro necessario alla produzione.
Pertanto – conclude il Segretario Generale della Filctem Cgil di Enna – il territorio ennese deve adeguarsi a questi cambiamenti e deve avviare i processi di innovazione partendo dall’Area industriale del Dittaino .
Alfredo Schilirò
SEGRETARIO GENERALE
FILCTEM CGIL ENNA

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VERTENZA UDEPE DI CATANIA, ARMANDO ALGOZZINO (UILPA) : “NEL 2019 OLTRE SEIMILA CASI, PERSONALE STRESSATO DA CARICHI DI LAVORO INSOSTENIBILI”.

VERTENZA UDEPE DI CATANIA,
ARMANDO ALGOZZINO (UILPA) : “NEL 2019 OLTRE SEIMILA CASI,
PERSONALE STRESSATO DA CARICHI DI LAVORO INSOSTENIBILI”.
ACCUSE ALLA DIREZIONE: “LOCALI INADEGUATI PER LAVORATORI E UTENZA”
17 febbraio 2020
Carenza di personale, deficit organizzativo, inadeguatezza dei locali sotto il profilo della sicurezza, del benessere e della salubrità degli ambienti : sono alcune delle criticità che caratterizzano l’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Catania, oggetto di una nota che il segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione Armando Algozzino ha trasmesso, tra gli altri, ai vertici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e alla Direzione generale esecuzione penale esterna e di messa alla prova del Ministero della Giustizia.
Già nell’ottobre scorso, il sindacato aveva denunciato lo stato di abbandono degli uffici, sottolineando anche i disagi dei dipendenti alle prese con carichi di lavoro ed emergenze quotidiane insostenibili, legati alla mancata organizzazione e all’assenza di interventi risolutivi da parte dell’amministrazione.
“Il grido d’allarme lanciato dalla UilPa di Catania – afferma il segretario generale – è stato purtroppo sottovalutato e ciò ha contribuito ad acutizzare il fenomeno dello stress lavoro correlato tra i dipendenti, con risvolti psico – fisici ed economici non indifferenti: appare chiaro come le strategie di gestione ad oggi adottate dalla direzione, oltre a cronicizzare le problematiche già esistenti, abbiano generato ulteriori e nuovi disagi”.
Nella nota inviata dall’esponente sindacale, non a caso, l’attenzione si concentra sia sulla carenza di sicurezza dei locali che sulla mancata organizzazione e distribuzione dei carichi di lavoro.
In merito al primo punto, Algozzino punta l’indice contro l’inadeguatezza degli spazi dove opera il personale, contrassegnati da gravi problematiche che riguardano l’accesso del pubblico.
“L’attuale Ufficio è ubicato al terzo piano di una struttura demaniale, un palazzo vetusto sprovvisto di ascensore – osserva il segretario – e ciò determina difficoltà per l’utenza oltre che per il personale che spesso, per salire, è costretto ad utilizzare, se funzionante, un montacarichi peraltro non a norma”.
“Senza dimenticare – aggiunge – che la struttura, ad oggi, non è stata interessata da alcun intervento idoneo in termini di spazi vivibili proporzionali al numero dei lavoratori, ai servizi rivolti al pubblico e a quelli interni : in tal senso, un caso emblematico è rappresentato dall’archivio, collocato in una piccola stanza nella parte esterna, il cui accesso, all’aperto, è reso possibile solo attraverso una scala di ferro, ovviamente non a norma”.
Una palese inidoneità che è costata, qualche mese fa, un infortunio sul lavoro a un dipendente, trasportato in ospedale – dove si trova ancora oggi – dal 118, il cui personale è stato a sua volta costretto a ricorrere ai Vigili del Fuoco intervenuti poiché la scala impediva l’utilizzo della lettiga : malgrado l’assenza di provvedimenti adeguati, alcune unità sono costrette a recarsi presso l’archivio per svolgere il proprio lavoro.
“Il pubblico, inoltre – prosegue – può accedere, prevalentemente, previa appuntamento : i funzionari – soltanto ventitré attivi sui casi – dispongono di sole quattro ore di ricevimento pubblico poiché i locali sono stati ritenuti idonei per un numero limitato e programmato di utenza, in contrapposizione con l’essenza stessa del mandato istituzionale degli Uffici Esecuzione Penale Esterna”.
“Soltanto a Catania – chiarisce Algozzino – nel 2019 l’UDEPE ha contato oltre seimila casi: numeri che trasmettono il senso della mole di lavoro che il personale deve affrontare quotidianamente”.
Altro punto critico, secondo il segretario generale, riguarda la presenza in loco della dirigenza per sole due o tre volte a settimana, con gravi ricadute sull’organizzazione e la gestione del lavoro.
Per Algozzino, infatti, l’assenza di una dirigenza stabile causerebbe un clima teso e conflittuale e procedure organizzative discontinue e disomogenee, logoranti per i lavoratori che, in presenza di simili condizioni, attuerebbero comportamenti di tipo “difensivo”, spesso in totale solitudine.
“I lavoratori dell’UDEPE di Catania – spiega – avevano assaporato, qualche anno fa, l’illusione di beneficiare di un nuovo clima organizzativo sull’esperienza del lavoro minorile : si trattava, appunto, di un’illusione perché, malgrado l’appello interno bandito dalla direzione il 25 settembre del 2018 per la rotazione del responsabile dell’Area di Servizio Sociale, ormai in carica da oltre quattro anni, non è stato dato, ad oggi, alcun avvio alla definizione della graduatoria per una nuova nomina, in spregio alle più elementari regole di trasparenza”.
E, sulla necessità di fare chiarezza, Algozzino chiede maggiore nitidezza anche sulle modalità di affidamento degli incarichi che, secondo l’esponente sindacale, non rispetterebbero le indicazioni contenute nelle circolari ministeriali; altro punto critico, quello dei progetti che ”non vengono discussi con le organizzazioni sindacali, in rapporto agli stessi carichi di lavoro degli assistenti sociali”.
“Anche in merito alla legge 104/92, che regola l’assistenza familiare a beneficio di soggetti affetti da handicap o patologie – afferma – l’amministrazione è tenuta all’osservanza delle norme vigenti e a prestare attenzione a specifiche esigenze dei dipendenti : molte richieste del personale rimangono inascoltate, soprattutto in materia di sedi lavorative ”.
“La UilPa chiede – si legge nella nota trasmessa al Ministero della Giustizia – che si attui una riorganizzazione complessiva fondata sulla definizione di prassi operative, ruoli, compiti, funzioni e sostituzioni in relazione al personale disponibile – che in alcuni casi, come la Polizia Penitenziaria e i funzionari del Servizio Sociale, risulta carente – al carico di lavoro tecnico e amministrativo e agli strumenti di lavoro”.
“Se non dovessimo ottenere le giuste risposte – conclude Algozzino – attueremo tutte le iniziative sindacali possibili volte a ripristinare con urgenza un clima di serenità e benessere, elemento indispensabile anche al fine di garantire elevati livelli di produttività da parte del personale”.

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