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CORONAVIRUS: IN SICILIA PORTI E AEOROPORTI MONITORATI A TAPPETO

CORONAVIRUS: IN SICILIA PORTI E AEOROPORTI MONITORATI A TAPPETO
Palermo 12 febbraio 2020 – “Patologie infettive tra vecchi e nuovi nemici – Coronavirus & Co.” Sul tema Polizia, istituzioni e infettivologi hanno fatto il punto alla caserma Lungaro di Palermo il 10 febbraio scorso per definire procedure operative, condividere informazioni, responsabilità e formazione per bloccare in Sicilia l’epidemia globale da coronavirus (2019-nCoV) partita dalla città cinese di Wuhan.
Ad aprire i lavori sul ruolo della Polizia il I° dirigente medico, Roberto Asaro (ufficio sanitario provinciale – questura di Palermo), che fa parte anche del comitato scientifico organizzativo del convegno insieme al medico superiore Gaspare Cusumano (Ufficio sanitario provinciale dell’XI reparto mobile di Palermo).
In una lontanissima possibilità di diffusione in Sicilia del coronavirus scattano le procedure di soccorso pubblico. “Siamo i primi ad intervenire – ha detto Asaro -, e in un nuovo potenziale scenario epidemico sul territorio il nostro compito è di attualizzare le informazioni e trasmetterle alle istituzioni coinvolte, fornendo anche direttive univoche su procedure e percorsi aderenti al nostro protocollo. Una concertazione indispensabile e tempestiva su più livelli per evitare la diffusione di informazioni distorte e fuorvianti”.
Per l’infettivologo Antonio Cascio, prof. ordinario dell’Università di Palermo, nonché direttore dell’Uoc Malattie infettive e tropicali del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo “è assolutamente improbabile un’epidemia da coronavirus nel nostro Paese. Ritengo giusta però la misura della quarantena per tutti coloro che arrivano da territori dove sono stati accertati focolai di infezione, anche per i bambini”. “La sanità pubblica italiana è fra i migliori al mondo – ha proseguito – ma servono maggiori dotazioni organiche nei reparti di malattie infettive, più igienisti e assistenti sanitari. Ci sono aspetti della malattia che ancora non conosciamo, sulla base dei dati disponibili non è semplice prevedere la fine dell’emergenza, perciò prudenza. Nell’ ipotesi remotissima di un’epidemia, probabilmente anche la Sicilia dovrà considerare la possibilità di utilizzare caserme abbandonate e ospedali militari”. Nel frattempo “nell’ipotesi di un contatto con un caso sospetto o accertato – ha proseguito Cascio – è opportuno informare il proprio medico curante, che valuterà l’opportunità della segnalazione al 118. Non bisogna decidere in autonomia, andare in ospedale se affetti dal coronavirus potrebbe comportare il contagio delle persone presenti in quel momento al pronto soccorso”.
In applicazione delle nuove direttive stabilite dal Commissario per l’emergenza coronavirus Borrelli, di concerto con la task force del Ministero della Salute “sono state implementate anche in Sicilia i controlli sanitari – ha spiegato il direttore regionale del ministero della Salute Claudio Pulvirenti – . Oggi monitoriamo la temperatura di tutti i passeggeri che arrivano con voli internazionali e da Roma con il coordimaneto della sanità aerea del Ministero della Salute e la collaborazione dei volontari della Protezione civile per l’aeroporto di Catania Fontanarossa. Per l’aeroporto Falcone- Borsellino di Palermo siamo supportati dalla Croce rossa italiana. Lo stesso avviene nei porti con le navi navi, per le quali il regio decreto della cosiddetta libera pratica sanitaria è stato allargato a tutte le imbarcazioni, soprattutto alle navi crociera. Qualora un passeggero rientrasse nei casi sospetti previsti dalle linee guida del Ministero scattano subito tutte le procedure sanitarie di biocontenimento”.
Oggi il biocontenimento è una procedura consolidata che isola i soggetti infettivi. “Lavoriamo su questo fronte già dal 2015 – ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato – perché le malattie infettive non sono un evento episodico, ma un parte importante della medicina e della sanità pubblica con ricadute che cambiano in base ai progressi della ricerca e della conoscenza. Oggi l’Omceo di Palermo è l’ente attuatore di un progetto ministeriale mirato alla definizione di processi e possibili misure di contenimento in situazioni d’emergenza. Oltre alle attività formative attraverso un pool di esperti (focal point) altamente qualificati e in possesso di specifiche competenze in materia di biocontenimento, il progetto prevede anche un addestramento ‘realistico’ periodico per validare i Piani di preparazione e di risposta. Una formazione sul campo affiancata da format educativi per il personale sanitario delle Aziende sanitarie regionali, del personale laico e non afferente alle pubbliche amministrazioni che a vario titolo intervengono nella gestione delle emergenze riconducibili al biocontenimento”.

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GIORNATA DI RACCOLTA DEL FARMACO 2020 DOMANI CONFERENZA STAMPA E APPELLO AI CITTADINI

GIORNATA DI RACCOLTA DEL FARMACO 2020
DOMANI CONFERENZA STAMPA E APPELLO AI CITTADINI
Palermo, 7 febbraio 2020 – In occasione della Giornata di raccolta del farmaco 2020, i farmacisti di Palermo e provincia rinnovano l’appello ai cittadini ad aderire numerosi al progetto della Fondazione banco farmaceutico, per assicurare cure mediche ai tantissimi soggetti che non se le possono permettere.
Invito che sarà ribadito in diretta mentre avvengono le donazioni, nel corso di una conferenza stampa che si terrà domani, 8 febbraio, alle ore 9,30, presso la Farmacia Bonsignore, in viale Regione siciliana Nord-Ovest, 2322, all’altezza dell’ex Motel Agip, a Palermo.
Interverranno Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo; Mario Bilardo, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Palermo; Giacomo Rondello, delegato provinciale della Fondazione banco farmaceutico; e i volontari dell’Istituto Villa Nave, in favore dei cui assistiti è destinata la raccolta in quella farmacia.

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Enna il 9 febbraio alla Chiesa di S.Francesco incontro sulle donne incontro sull'importanza della prevenzione per il Tumore al Seno

Domenica 9 Febbraio si terrà ad Enna presso la chiesa di San Francesco d’Assisi un pomeriggio in occasione della festa di Sant ‘Agata Vergine e Martire catanese, protettrice di tutte le donne affette da tumore al seno. Alle ore 17.30 una tavola rotonda introdotta da una lettura a 4 voci che mette in relazione il martirio di Agata al martirio delle tante donne che lottano contro questo male, a cura di Francesco Luca Ballarò.
Seguiranno gli interventi della Dott. Ssa Rosalia Carroccio, medico oncologo che insieme a MiKo Pavone, presidente della Lilt di Enna, discuteranno sul tumore al seno e il ruolo nevralgico giocato dalla prevenzione, la dott. Ssa Carmela Savoca, referente Samot Onlus Catania, psicologo, che interverrà sull’importanza dell’approccio psicologico, fra Massimiliano Di Pasquale che illustrerà la figura di Agata e il ruolo della cura spirituale e del conforto religioso nella lotta contro questo male. Seguirà la solenne celebrazione Eucaristica in onore di Sant ‘Agata, protettrice di tutte le donne affette da tumore.
Un momento di informazione, affidamento e devozione tanto voluto da un devoto della santa catanese che, di concerto a tanti altri devoti della santa e alla disponibilità di Fra Massimiliano, vuole implementare il culto per questa figura di donna e santa così contemporanea per tante donne della nostra epoca.

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Asp Enna: In piena attività l’ambulatorio per la gestione integrata disturbi dell’alimentazione

In piena attività l’ambulatorio per la gestione integrata disturbi dell’alimentazione
Disturbi dell’Alimentazione: un’epidemia sociale che riguarda fasce di popolazione sempre più estese
Si chiamano Disturbi dell’Alimentazione (DA) e in tutto il mondo sono stati catalogati come “epidemia sociale”. In Italia colpiscono oltre 3 milioni di persone, prevalentemente ragazze tra i 12 e i 19 anni, ma negli ultimi dieci anni si è registrato un preoccupante abbassamento dell’età media di insorgenza dei disordini alimentari, sono frequenti i casi di ragazzine che anche ad otto anni si trovano ad affrontare lo spettro dell’anoressia e della bulimia con conseguenze talvolta talmente gravi da mettere a rischio la vita.
Oggi i Disturbi dell’Alimentazione si possono curare anche in Provincia di Enna. La Direzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha inteso fronteggiare questa “emergenza sociale” mettendo a disposizione dei pazienti e dei loro familiari una struttura ambulatoriale, l’Unità Operativa semplice per la “Gestione integrata dei disturbi dell’alimentazione” che offre interventi integrati e coordinati di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, rivolti sia all’ età evolutiva che all’età adulta.
L’Unità Operativa Semplice per i Disturbi del Comportamento Alimentare, sita in prossimità del vecchio ospedale, riceve su prenotazione, non è necessaria la prescrizione del medico curante e tutte le prestazioni sono gratuite. In atto lo staff è composto dal Dirigente medico responsabile dell’Unità, Anna Maria Russo e dal Dirigente Psicologo Angela Lo Giudice.
Inoltre, attraverso la collaborazione con medici specialisti ospedalieri, viene garantita la valutazione diagnostica delle condizioni di salute fisica e nutrizionale dei pazienti. A tale scopo è stato istituito un Day Service Ambulatoriale Multidisciplinare, grazie al protocollo di collaborazione con l’Ospedale Umberto I di Enna, in particolare con l’Unità Operativa Complessa Medicina Interna del P.O., diretta da Mauro Sapienza, presso la quale opera l’Endocrinologo Gaspare Stabile, e con l’UOC di Ostetricia e Ginecologia diretta da Giovanni Falzone. Grazie a queste collaborazioni i pazienti usufruiscono di un “pacchetto” di prestazioni diagnostiche specialistiche
L’Unità Operativa Semplice per i Disturbi del Comportamento Alimentare ha inoltre promosso una rete aziendale integrata e multidisciplinare che, in collaborazione con Rosa Ippolito, medico igienista del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione, ha avviato programmi specifici di educazione alimentare e di promozione di stili di vita sani e di prevenzione primaria e secondaria dei disturbi del comportamento alimentare. Ciò al fine dì promuovere una nuova educazione e cultura alimentare nel mondo della scuola a partire dalle prime esperienze nella scuola dell’infanzia, passando poi per la scuola primaria sino alla scuola secondaria. L’intento è quello di prevenire l’insorgenza di problematiche alimentari in soggetti sani o coglierne i primi sintomi in fase precoce.
“Gli studi più recenti hanno evidenziato che l’ARFID, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, – illustra in una nota la dr.ssa Anna Maria Russo – colpisce soprattutto i bambini: già a 2-3 anni può infatti manifestarsi in diverse forme, la più comune delle quali è una eccessiva selettività del cibo.
La recente letteratura indica inoltre che si registra un sempre maggior numero di casi tra gli adulti over 40 e tra gli uomini. Ad aumentare la percentuale maschile contribuiscono alcune nuove forme patologiche come la bigoressia, detto anche anoressia inversa perché chi ne soffre si considera troppo magro anche in presenza di un fisico muscoloso.
I Disturbi dell’Alimentazione sono malattie complesse, frutto dell’interazione tra fattori biologici, genetici, ambientali, sociali, psicologici, tutti accomunati da un’ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica e del proprio peso e dalla necessità di stabilire un controllo su di esso. Erroneamente spesso vengono scambiate per malattie dell’appetito ma chi ne soffre, attraverso il rapporto con il cibo negato, cercato e rifiutato, o ingerito in quantità smodata, esprime disagi emotivi, psicologici e relazionali profondi. Riconoscerli non è facile, tra i fattori di rischio c’è l’insicurezza, una bassa autostima, il perfezionismo, l’intolleranza alle emozioni e le difficoltà nell’ambito familiare. La maggior parte dei pazienti con disordini alimentari per altro non è consapevole di avere una patologia oppure tende a nascondere il problema, molti chiedono aiuto anche dopo un anno dall’insorgere del malattia
Lo scoglio più grande rimane proprio il chiedere aiuto ed è importante farlo non appena si colgono i primi segnali d’allarme perché solo se si chiede aiuto si guarisce. Occorre captare i primi sintomi: ci sono diversi campanelli d’allarme che gli stessi genitori possono notare a tavola quali il tagliuzzare il cibo, il rifiutare alcuni alimenti, il pesarsi e guardarsi allo specchio assiduamente, il correre in bagno subito dopo pranzo o cena, comportamenti anomali quali il silenzio eccessivo, la tendenza all’isolamento, l’iperinvestimento nello studio.
È importante sapere che dai Disturbi dell’Alimentazione si può guarire e che, soprattutto se trattati precocemente e da professionisti specializzati, si possono risolvere nell’arco di un lasso di tempo ragionevole. Al contrario, se il trattamento non è tempestivo ed efficace, queste patologie tendono a cronicizzare.”

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