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SU RICHIESTA DEL SENATORE TRENTACOSTE (M5S), LA COMMISSIONE DI INCHIESTA NAZIONALE ECOMAFIE SARÀ A ENNA NEI PROSSIMI GIORNI – AUDIZIONI E SOPRALLUOGHI DA DOMANI, 12 FEBBRAIO FINO A VENERDÌ 14 FEBBRAIO

SU RICHIESTA DEL SENATORE TRENTACOSTE (M5S), LA COMMISSIONE DI INCHIESTA NAZIONALE ECOMAFIE SARÀ A ENNA NEI PROSSIMI GIORNI – AUDIZIONI E SOPRALLUOGHI DA DOMANI, 12 FEBBRAIO FINO A VENERDÌ 14 FEBBRAIO
Roma, 11 febbraio 2020 – “Da domani, mercoledì 12, fino a venerdì 14 febbraio, con la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti (Commissione #Ecomafie) saremo in missione nelle province di Ragusa, Caltanissetta ed Enna per svolgere sopralluoghi e audizioni sulla depurazione delle acque reflue della Sicilia centrale.
Ho fortemente voluto che la Commissione venisse a svolgere questa inchiesta a Enna, perché qui sono tanti i problemi legati al trattamento delle acque reflue. Innanzitutto, il mancato funzionamento dei depuratori della provincia e la condizione di abbandono di tanti impianti sull’intero territorio regionale, oggetto di procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea, ma anche la gestione “a dir poco discutibile” del servizio idrico da parte del gestore AcquaEnna che impone agli utenti oltre € 200 l’anno in bolletta alle famiglie e molto di più alle imprese, per non garantire alcun servizio di depurazione, causando un danno ambientale che si ripercuote sulla salute umana, animale e sulle produzioni agroalimentari locali.
Cominceremo domani, con il sopralluogo al depuratore di Ragusa, seguito dalle audizioni presso la Prefettura di Enna dei Procuratori della Repubblica di Ragusa, Caltanissetta, Gela ed Enna. Sempre il 12 febbraio saranno auditi anche i rappresentanti di Arpa Sicilia.
Giovedì 13 febbraio procederemo con i sopralluoghi a Gela, presso il depuratore di Macchitella e quello del polo petrolchimico, e al depuratore di Enna. Nel pomeriggio saranno sentiti in audizione presso la prefettura di Enna i sindaci di Ragusa, Caltanissetta, Gela ed Enna.
Infine, per venerdì 14 febbraio, sempre presso la Prefettura di Enna: abbiamo convocato i responsabili e i gestori degli impianti del petrolchimico di Gela, i rappresentanti di Caltaqua e di AcquaEnna”. Così, il senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Trentacoste, componente e capogruppo M5S della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

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Caso Arpa Sicilia. M5S: “Assessore nomini subito nuovo direttore attraverso la lista degli idonei al concorso”

Caso Arpa Sicilia. M5S: “Assessore nomini subito nuovo direttore attraverso la lista degli idonei al concorso”
Palermo 11 febbraio 2020 – “ L’assessore Cordaro provveda subito a nominare il nuovo direttore di Arpa attraverso la lista degli idonei al concorso, perché questo delicato settore non può rimanere senza vertice e venga restituita giustizia a coloro che l’hanno chiesta. Non si facciano ulteriori torti ai ricorrenti che sottolineano la palese ingiustizia subita per la nomina di Vazzana”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle all’Ars componenti della Commissione Ambiente Valentina Palmeri, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Nuccio Di Paola a proposito del pronunciamento del Tribunale del lavoro di Palermo che ha dichiarato illegittima la nomina di Francesco Carmelo Vazzana a direttore di Arpa Sicilia. “Il tribunale del lavoro di Palermo – spiegano i deputati – ha dichiarato illegittima la nomina di Vazzana a direttore di Arpa Sicilia, non ha invalidato il concorso, anzi ha sostenuto, in base a quanto leggiamo stamani, che vi erano candidati ben più meritevoli a essere nominati. Il governo regionale ponga rimedio a questa vicenda incresciosa e imbarazzante” – concludono.

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Illegittima la nomina di Vazzana all’Arpa. M5S: “Non aveva i requisiti, noi contrari sin dall’inizio”

Illegittima la nomina di Vazzana all’Arpa. M5S: “Non aveva i requisiti, noi contrari sin dall’inizio”
PALERMO (10 febbraio 2020) – “Dove non arrivano il buon senso o il tempismo del governo regionale, ci pensa la magistratura: la sentenza del Tribunale del lavoro che giudica illegittima la nomina di Vazzana come direttore di Arpa Sicilia mette finalmente la parola fine a una vicenda sulla quale avevamo espresso ogni contrarietà fin dall’inizio”.
Lo dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle e componenti della commissione Ambiente all’Ars Valentina Palmeri, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Nuccio Di Paola, nel commentare il pronunciamento del giudice del lavoro di Palermo che, come riporta Meridionews, ha giudicato insufficiente il profilo professionale di Francesco Carmelo Vazzana per ricoprire la carica di direttore dell’Arpa. La nomina è avvenuta durante il governo Crocetta.
“Avevamo subito contestato l’inadeguatezza dei requisiti di Vazzana rispetto a quanto richiesto dall’avviso di selezione – ricordano i deputati M5S – ma nessuno ci ha ascoltati. Tra l’altro, appena dieci giorni fa avevamo nuovamente richiamato l’attenzione sulla nomina di Vazzana, alla luce del sequestro milionario a suo carico disposto dalla Procura regionale della Corte dei conti calabrese. Anche qui, silenzio totale da parte dell’assessore Cordaro e del presidente Musumeci. Adesso possono restare in silenzio, e forse è l’unica cosa che resta loro da fare, mentre rimuovono Vazzana da un incarico finora ricoperto illegittimamente”.

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Zone franche montane. M5S: "Noi disponibili da sempre, i sindaci non si scoraggino"

Zone franche montane. M5S: “Noi disponibili da sempre, i sindaci non si scoraggino”
Palermo 10 febbraio 2020 – I portavoce M5S a più livelli istituzionali hanno ribadito oggi a Palermo la necessità dell’applicazione della norma che prevede sgravi fiscali e applicazione di fiscalità di vantaggio per i Comuni siciliani che ricadono nelle zone montane. Se ne è discusso all’Assemblea Regionale Siciliana nel corso di un incontro dibattito sulle zone franche montane cui erano presenti tra gli altri i deputati M5S all’Ars Angela Foti, Nuccio Di Pala, Elena Pagana, Luigi Sunseri, Roberta Schillaci, Giorgio Pasqua, Valentina Zafarana, e Sergio Tancredi. “Abbiamo fortemente voluto che la norma non fosse espressione di partito – ha spiegato la vice presidente dell’Ars Angela Foti – e che fosse un atto della Commissione, considerandola una sorta di legge di iniziativa popolare. In questo momento l’atteggiamento della politica deve essere costruttivo, partendo dall’onestà di riconoscere al governo centrale una serie di iniziative che vanno incontro alle esigenze delle famiglie dei Comuni e delle imprese. Vanno certamente sanate situazioni assolutamente spiacevoli tra i quali l’IMU agricola per i comuni montani, che è stata una vera e propria mannaia dell’allora governi Renzi che oggi grava sul bilancio dei comuni, dato che gli agricoltori giustamente non hanno la possibilità di pagare. Ovviamente occorre colmare la mancanza di ascolto tra le amministrazioni locali, la Regione e il governo centrale. Regione e parlamento siciliano però diano l’esempio e facciano riforme utili a snellire la burocrazia e a normare in maniera organica con testi unici su rifiuti, consorzi di bonifica e riforma della macchina amministrativa” – conclude Foti. Ha parlato dell’importanza del ruolo dei primi cittadini siciliani la deputata M5S dell’Ennese Elena Pagana: “I sindaci – ha sottolineato Pagana – sono i veri promotori di un disegno di legge fatto su misura delle esigenze che vivono i territori montani della Sicilia. Proprio io che vengo da Troina, un comune dell’entroterra tra le alture ennesi, sono perfettamente a conoscenza delle difficoltà di chi vive e amministra un territorio così periferico dal punto di vista infrastrutturale. Voglio ringraziare i primi cittadini e li invito a non perdersi d’animo per via dei passaggi burocratici necessari per portare avanti un modello che serve ad evitare lo spopolamento e a favorire quelle buone pratiche e le fiscalità di vantaggio per dei territori che logisticamente hanno minori possibilità di collegamento con i grandi centri. Invito pertanto i sindaci siciliani a non scoraggiarsi perché da parte delle istituzioni regionali e del governo centrale, l’attenzione sulle zone franche montane è massima” – conclude Pagana.

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Italia Viva Enna; preoccupati per futuro 58 lavoratori ex Ato Rifiuti

Guardiamo con preoccupazione la vicenda dei 58 lavoratori dell’ATO Rifiuti che ormai stanno vivendo una situazione drammatica e insopportabile, che da un lato non percepiscono stipendio da quasi tre anni e dall’altro lato non possono accedere a meccanismi salvaguardia e assistenza sociale. Riteniamo, al contrario di altre forze politiche, che l’accordo raggiunto tra SRR e sindacati meno la CGIL non rappresenti un passo in avanti. Il punto, infatti, non è assumere immediatamente le 24 unità per lo più non amministrative, ma trovare una soluzione per tutti i 58 dipendenti, i quali vivono una situazione ormai diventata insostenibile. Questi, a nostro avviso, potrebbero essere assunti dalla SRR a completamento organico, dalla società Ambiente e Territorio che potrebbe utilizzarli presso la discarica di Cozzo Vuturo o in altri impianti ad oggi non attivi come l’impianto di compostaggio di Dittaino o il CIR di Gagliano Castelferrato. Infine, anche dal momento in cui un pezzo della responsabilità di questa vicenda è della politica, la soluzione potrebbe anche essere determinata dall’assunzione, anche tenendo conto dei pensionamenti, delle restanti 34 persone da parte dei 19 comuni della SRR, il che non graverebbe nemmeno sui bilanci dei singoli comuni.
Ci auguriamo, in ogni caso, che il sindaco Licciardo, presidente della SRR nei confronti del quale riponiamo fiducia, possa risolvere definitivamente questa vicenda e che la politica tutta faccia un passo avanti rispetto a questa triste situazione. Infine, non per piaggeria, ci teniamo a manifestare la nostra assoluta vicinanza e solidarietà ai 58 lavoratori ed alle loro famiglie.
Carmela Madonia
Francesco Alloro

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“Non vogliamo vedere morire la nostra città”: nasce il Movimento PrimaTermini

“Non vogliamo vedere morire la nostra città”: nasce il Movimento PrimaTermini
Termini Imerese. Non vogliamo vedere morire la nostra città. Con questa convinzione cittadini provenienti da diverse esperienze professionali, sociali e culturali hanno dato vita al movimento politico PrimaTermini.
Il documento fondativo redatto dai promotori parte da una analisi approfondita sulla tragica situazione della città. “Termini è una città che sta morendo. Si sta spegnendo il suo commercio e il suo artigianato, sta svanendo il suo tessuto sociale accogliente e solidale, una comunità umiliata nella sua vivacità culturale che per secoli era stata il punto di riferimento del territorio. Mai nella sua storia Termini aveva avuto una così scarsa considerazione tra le altre comunità ma soprattutto nei suoi stessi abitanti”.
Per il Movimento la difficile situazione è causata da congiunture nazionali ma soprattutto il frutto di scelte ben precise. Responsabilità di chi doveva agire per garantire gli interessi della comunità termitana e invece ha pensato a curare solo i propri affari e a soddisfare discutibili ambizioni personali.
PrimaTermini vuole promuovere una rivolta morale. “Questa città è anche la nostra – si legge nel documento – e non possiamo più permettere di vederla distrutta perché i peggiori e i mediocri ne hanno occupato le istituzioni”.
“Persone che hanno fallito – si legge ancora nel documento – per incapacità o per poca fortuna, nella gestione della cosa pubblica in un paese normale si sarebbero già fatte da parte. E invece no. Addirittura soggetti accusati di voto di scambio avvicinano cittadini, promettono, garantiscono. Ma non si vergognano? Chi ha favorito la deriva di Termini è oggi di nuovo in prima linea, a pochi mesi dalle elezioni comunali come se nulla fosse accaduto. A costoro i promotori del Movimento chiedono provocatoriamente un gesto coraggioso e di grande umiltà: “se veramente avete a cuore, come dite le sorti della città, vi invitiamo a farvi da parte e permettere ad altre persone di guidare Termini Imerese”.
Il Movimento nasce con grandi prospettive sul futuro di Termini: “Vogliamo costruire una città “nuova”, con percorsi anche originali, che metta al centro l’impegno per il lavoro di ogni persona, una città sicura, con un presidio capillare del territorio affidato ai cittadini, una città accogliente, solidale, culturalmente attiva come nel passato, dinamica, civile, vivibile, ecosostenibile, trasparente e partecipata. Una città che ridiventi punto di riferimento del Comprensorio Termini, Cefalù, Madonie e nuovo polo occupazionale, culturale, turistico. Una comunità apprezzata e autorevole, motivo di vanto per ogni cittadino. Vogliamo ricostruire il senso di appartenenza, l’orgoglio di fare parte di una città dal prestigioso passato e non ci arrenderemo fino a quando non riusciremo a raggiungere l’obiettivo”.
“È questa – conclude il documento – la Termini Imerese che vogliamo, e non siamo più disposti ad affidarla a coloro che ne hanno decretato il fallimento”.

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Taglio Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega): "Soddisfatti per la convocazione del tavolo sulla negoziazione dei nuovi tetti di spesa del personale"

Taglio Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega): “Soddisfatti per la convocazione del tavolo sulla negoziazione dei nuovi tetti di spesa del personale”
Palermo, 09/02/2020: “A seguito dell’allarme da noi lanciato in questi giorni circa i tagli all’Azienda sanitaria provinciale di Messina, apprendiamo con gioia dalla stampa che il direttore generale Paolo La Paglia, domani si recherà a Palermo per un incontro convocato dal Dirigente Generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato per la Salute, Mario La Rocca per negoziare i nuovi tetti di spesa per le piante organiche del personale dipendente. Come La Paglia, anche noi siamo fiduciosi che all’Asp messinese saranno garantite risorse idonee a redigere dotazioni organiche per la rete ospedaliera del nostro territorio”. A riferirlo in una nota congiunta sono i capigruppo di Forza Italia e Lega all’Ars, on. Tommaso Calderone e Antonio Catalfamo.

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Domenica prossima a Enna concgresso regionale del Movimento Federalista Europeo

Una Europa sovrana e democratica. E’ lo slogan del Movimento Federalista Europeo siciliano che domenica prossima si ritrova a congresso a Enna allo Spazio per Enna in piazza Scelfo. Presenti il segretario regionale l’ennese Giuseppe Castronovo e il segretario nazionale Luisa Trumellini.

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Tagli Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega) al dirigente La Rocca: "Sue dichiarazioni imprecise, stia al suo posto e faccia il suo lavoro se ne è capace"

Tagli Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega) al dirigente La Rocca: “Sue dichiarazioni imprecise, stia al suo posto e faccia il suo lavoro se ne è capace”
Palermo, 08/02/2020: “Chiederemo chiarimenti, nelle sedi opportune, sulle dichiarazioni del dirigente generale dell’Assessorato alla salute, Mario La Rocca, rilasciate in data odierna su un quotidiano on line. Riteniamo infatti che siano affermazioni molto gravi, tese solo a mischiare le carte ed eludere il vero problema che abbiamo posto. La Rocca confonde il personale attualmente in servizio all’Asp di Messina (con i relativi attuali vuoti di organico per carenza di figure sanitarie disponibili) con la pianta organica che deve comunque avere copertura finanziaria a regime; sono due cose completamente diverse. Parla di unità operative che nella nuova rete ospedaliera (d. a. 22/2019) si riducono; non dice che si riducono solo come strutture complesse restando di fatto gli organici praticamente immutati con gli stessi stipendi da pagare. Peraltro per l’ASP di Messina la nuova rete ospedaliera prevede nuove unità operative come urologia e oncologia a Barcellona e come la Strok Unit a a Sant’Agata Militello. Con quali soldi si potrà pagare il personale per questi nuovi servizi? Invitiamo dunque La Rocca a stare al suo posto e ricoprire al meglio il suo ruolo se ne è capace”. A riferirlo in una nota congiunta i Capigruppo di Forza Italia e Lega all’Ars, on. Tommaso Calderone e on. Antonio Catalfamo.
“Relativamente al fondo di sostegno che è sempre stato assegnato negli anni passati all’ASP di Messina – concludono i due Parlamentari – La Rocca non dice che è cosa ben diversa dal tetto di spesa per il personale, che come dice la parola (tetto di spesa) è un limite non valicabile e la cui massa finanziaria non può essere stornata da altri capitoli di bilancio. Speriamo a questo punto che l’assessore Razza prenda le distanze dalle dichiarazioni del suo dirigente generale, e voglia ripristinare per l’Asp 5 di Messina le risorse che le sono dovute, per le quali ci riserviamo di appurare a quale altra azienda sanitaria siciliana sono state eventualmente destinate”.

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Tagli Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega) replicano a Razza: "Prende tempo per difendere i suoi uffici, preoccupati per la riduzione organica"

Tagli Asp Messina, Calderone (FI) e Catalfamo (Lega) replicano a Razza: “Prende tempo per difendere i suoi uffici, preoccupati per la riduzione organica”
Palermo, 08/02/2020: “Prendiamo atto della risposta dell’assessore Razza, il quale difende come può l’operato dei suoi uffici e prende tempo. Ma non possiamo che confermare le preoccupazioni già espresse, in quanto l’unico vincolo che ha una delibera di nuova dotazione organica è la copertura finanziaria. Ad oggi gli atti dicono che l’Assessorato ha comunicato un tetto di spesa insufficiente per redigere una dotazione organica coerente sia con l’atto aziendale che con il DA 22/2019”. Così in una nota congiunta i capigruppo di Forza Italia e Lega all’ARS, on. Tommaso Calderone e on. Antonio Catalfamo, in replica alle dichiarazioni dell’assessore alla salute, Ruggero Razza circa i tagli all’Asp messinese.
“È un dato certo – concludono i due Parlamentari – che da 237 precedenti si passa a 217. È il nuovo tetto di spesa assegnato all’Asp di Messina dal dirigente generale del Dipartimento pianificazione strategica dell’assessorato salute, dott. Mario La Rocca, prevede venti milioni di euro in meno”.

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