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Riapre il distributore di carburante a Polizzi Generosa

Riapre il distributore di carburante a Polizzi Generosa
E’ arrivata una buona notizia per i cittadini di Polizzi Generosa. Nella giornata di ieri è stato riaperto il distributore di carburanti di via Duca Lancia di Brolo , la cosidetta “cantedina” per i polizzani. Nove mesi di sofferenza per gli automobilisti del loco che per forza maggiore hanno fatto spola con Castellana Sicula per far rifornimento, un breve spostamento che seppur per qualche chilometro iniziava a stancare la maggior parte delle persone.
Ha riaperto la San Giorgio Petrol Service S.r.l. di Ficarazzi che subentra alla Petralcoke di Agrigento, ove per qualche anno aveva gestito il distributore e, per problematiche fallimentari ha dovuto porre fine dopo un breve periodo. La nuova gestione spera di dare un servizio efficiente alla cittadinanza, auspicandosi di aver risolto definitivamente le preoccupazioni e le problematiche ai cittadini di Polizzi che certamente non hanno fatto mancare le lamentele alle dovuti sedi in questo periodo di chiusura.

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Interris.it; Coronavirus, il quadro economico che spaventa l’Italia

Coronavirus, il quadro economico che spaventa l’Italia
Becchetti (Tor Vergata): “Le conseguenze dipenderanno dalla durata dell’epidemia”
da Damiano Mattana -ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:017 Marzo, 2020
Che sia la tutela e la preservazione della salute la priorità dell’uomo è fuor di dubbio, specie in una fase di emergenza sanitaria. Va da sé che, in un contesto come quello portato dalla diffusione del coronavirus quasi su scala globale, gli effetti collaterali vadano ben al di là delle previsioni, specie se un Paese intero è costretto a rallentare il passo, praticamente dimezzando la propria forza produttiva con la speranza che si tratti di una breve fase di passaggio. Tutto dipenderà, gioco forza, dal tempo che richiederà l’emergenza per rientrare nei ranghi, augurandosi che tutto torni come prima, su un piano economico ma, soprattutto, di appetibilità sul piano dei mercati. Una questione da leggere, come spiegato a Interris.it dal professor Leonardo Becchetti, professore ordinario di economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, in relazione al protrarsi dell’emergenza: “La speranza è che il tutto non duri più di un altro mese o due”.
Professor Becchetti, i continui aggiornamenti legati all’emergenza coronavirus vanno a concretizzarsi in una progressiva serie di provvedimenti che, in qualche modo, stanno rallentando il sistema produttivo del Paese. Quali sono i settori più colpiti?
“I settori sono quelli legati ai consumi in cui le persone sono insieme: turismo, ristorazione, eventi e trasporti. Ma, visto la loro frenata, poi a cascata è l’intera domanda di beni e servizi rivolta verso altri settori che produce un effetto di rallentamento del Paese. Il quale, per il momento, si traduce in una previsione che parla dello 0,5% di Pil. Bisognerà vedere però quanto durerà tutto questo periodo: se la cosa dura ancora un mese o due la possibilità di recupero c’è, anche perché ci può essere un effetto rimbalzo, che farebbe leva sulla voglia delle persone di tornare a stare insieme”.
In caso contrario?
“Finora non si hanno notizie di epidemie che non finiscano con l’estate. Sembra che anche il coronavirus non possa sopravvivere oltre i 37 gradi”.
Alla luce di questo, le misure adottate finora da un punto di vista sia sanitario che strutturale, sono state corrette?
“Due questioni: prima di tutto, a mio avviso, l’Italia è stata più scrupolosa e questo, paradossalmente, la sta penalizzando. Noi abbiamo fatto molti più tamponi: in Italia, ogni anno, muoiono 17 mila persone di polmonite, mentre all’estero non hanno verificato se si trattasse o meno di coronavirus. Questo è bastato a far passare il messaggio che l’Italia fosse un Paese infetto e contagioso. Questo può avere un effetto negativo, sia sul Made in Italy che sul turismo, nel momento in cui questi ultimi preferiscono altri Paesi al nostro. Ed è anche un rischio che questa idea si prolunghi nel tempo, allo stesso modo di come viene a crearsi una diffidenza verso le attività cinesi”.
E’ inevitabile, vista anche la mediaticità del fenomeno, che venga a crearsi una cultura di questo tipo?
“Purtroppo non c’è stato un allineamento nelle procedure dei diversi Paesi. Poi, ora è molto delicato decidere cosa fare: personalmente credo che si potrebbe si chiudere le scuole e le università ma, ad esempio, utilizzando il sistema delle lezioni a distanza. Potrebbe essere questa una grande occasione per rendere i nostri atenei così come i nostri istituti scolastici più smart. Abbiamo tutti software per farlo, tutti i ragazzi hanno il cellulare… Invece di lasciarli per due settimane sui social, potremmo consentire loro di seguire comunque le lezioni”.
Applicare quindi strumenti e-learning come alternativa provvisoria alle lezioni…
“Esatto. Si fa una sperimentazione, vediamo come va”.
Eventi di massa fermi, non ultimi quelli sportivi che, non meno degli altri, costituiscono un importante motore per l’economia. E’ un rischio ulteriore la possibilità che si fermino, ad esempio, i match di Serie A?
“Certo, fa parte del settore eventi. Però anche in questo caso bisogna vedere: se si prolunga troppo la questione, forse è meglio mandarlo avanti a porte chiuse. Ma al momento il vero problema è un altro: noi non sappiamo qual è il denominatore nel numero dei contagiati, nemmeno i virologi sembrano avere le idee chiare. Può darsi che siano molti di più e che magari stiamo osservando la parte superiore dell’iceberg. Se così fosse, vorrebbe dire che è una malattia meno letale di quanto si pensi. Questo non toglie che il nostro dovere civico è quello di rispettare in tutto e per tutto le regole di prudenza. Credo però che vadano evitati sia il panico che la paralisi. Ci dobbiamo chiedere se le precauzioni sono poche o se fosse sono eccessive”.
Fino a pochi mesi fa aveva tenuto banco il tema della Nuova Via della Seta… C’è la possibilità che l’emergenza coronavirus porti a rivedere il giudizio sulle nuove strategie di mercato?
“No, credo che finita l’emergenza possa riprendere, anche se resterà la mente delle persone il rischio pandemia al quale prima nessuno faceva caso. Ora, visto che si è materializzato, verrà in un certo senso incorporato nelle decisioni”.
Sembra che il rallentamento dell’economia stia coinvolgendo soprattutto la piccola e media imprenditoria. Al di là delle tempistiche, per un sistema che non conta su grandi investimenti potrebbe rivelarsi un colpo troppo forte?
“In questo caso dovrà essere bravo il governo ad adottare delle misure temporanee di emergenza, come appunto la riduzione delle tasse, i provvedimenti di aiuto per fronteggiare questa emergenza eccezionale e non mi sembra che l’Europa, da questo punto di vista, ci abbia detto di no”.
Ritiene che il decreto varato in Cdm sia una misura sufficiente sul breve e medio termine?
“Senz’altro attenua l’effetto negativo, può fare da ponte. Ovviamente nella speranza che il tutto non duri più di un mese o due”.
Un’epidemia al tempo della società globalizzata… Una situazione che ha giocato il suo ruolo vista la sovrabbondanza di contenuti sul tema?
“Assolutamente sì. Questa è la prima epidemia combinata con una cosiddetta ‘infodemia’, il rimbalzo sui social. Si creano dei circoli viziosi tra notizie, percezione dell’opinione pubblica e reazione della politica, che possono produrre anche degli effetti perversi. Dobbiamo ragionare anche su questo. Ora è difficile, perché è la prima volta, ma andrà fatto”.
Ha spiegato che l’Europa non dirà di no a determinati provvedimenti di traino dell’economia. Sarà così anche sul lungo periodo?
“Io dico sempre che il nostro problema non è l’Europa ma la fiducia nei mercati finanziari. È a questo che dobbiamo guardare, nel senso che le misure eccezionali si possono prendere ma bisogna stare attenti a essere percepiti come sostenibili da chi compra i nostri titoli. Però credo che le banche centrali faranno quello che hanno fatto fino a oggi: aumenteranno l’offerta di moneta e questo in parte aiuterà”.

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Emergenza Coronavirus; Cidec Enna "Più che una crisi virale è una crisi commerciale"

Affinché la psicosi non prevalga!!!
Più che una crisi virale, bisogna affrontare una crisi commerciale che dura da troppo tempo. Il nostro territorio ha bisogno di interventi concreti e mirati. Pertanto si invita tutta la classe politica dirigente a coinvolgere le varie rappresentanze sindacali, anche in virtù del comunicato sottoscritto in ottemperanza alle direttive nazionali. È ora di lavorare insieme per far sì che le imprese possano avere una valida rappresentanza sia politica che sindacale, venuta meno negli ultimi anni. Il quadro generale che tutti quanti abbiamo sotto gli occhi è allarmante! Cerchiamo insieme di attuare misure concrue e mettere in atto politiche efficienti ed efficaci per risollevare lo stutus quo, evitando il collasso delle aziende.
ASSOCIAZIONE PROVINCIALE CIDEC
Il Presidente Provinciale
Petrone Massimo

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Cronache di Gusto: Pioggia di disdette negli agriturismi: "Ora sostegno per le imprese"

Pioggia di disdette negli agriturismi: “Ora sostegno per le imprese”
Pubblicato in Scenari
Sostenere agriturismi per far fronte alla pioggia di disdette che arrivano a sfiorare anche il 50% in tutta Italia.
E’ l’appello lanciato alle istituzioni da Turismo Verde, l’associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, nel ricordare che “agricoltori e agrichef sono un patrimonio del Made in Italy e non devono essere lasciati soli”. Gli agriturismi, spiega l’Associazione, assicurano un ambiente sano e incontaminato, attività a contatto con la natura e soprattutto prodotti e cibi genuini, sicuri e di qualità garantita. L’emergenza coronavirus non deve essere sottovalutata ma neppure ingigantita, fa sapere l’associazione, fatte salve le precauzioni indicate non bisogna aver paura di scegliere le attività ricettive in campagna. Turismo Verde-Cia fa sapere che nelle regioni coinvolte direttamente dall’emergenza come Lombardia e Veneto, ci sono state disdette di massa nelle strutture, soprattutto da parte dei turisti stranieri.
Prenotazioni quasi azzerate anche per aprile, con le festività di Pasqua che rappresentano uno dei periodi più importanti per la stagione turistica. Per l’Associazione, i provvedimenti presi dal governo vanno nella direzione giusta, ma serve un intervento strutturale e di lungo periodo che sostenga le imprese e rilanci l’economia dei territori, partendo da quelli più danneggiati dall’epidemia. Per gli oltre 23 mila agriturismi italiani, servono sospensioni dei contributi previdenziali e dei pagamenti delle rate dei mutui per un periodo non inferiore a 12 mesi; allo stesso tempo, incentivi che rilancino il settore, con coupon a parziale rimborso spese, detrazioni fiscali e sospensione della tassa di soggiorno, nonché un piano di promozione straordinario.
C.d.G.

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Effetto Coronavirus sull'Economia dell'ennese; associazioni di Artigiani e Commercianti scrivono ai sindaci

Questo il testo della lettera che le associazioni di Artigiani e Commercianti hanno inviato ai sindaci di tutti i comuni della provincia dove in conseguenza delle pesanti ripercussioni che l’emergenza Coronavirus sta comportando sull’economia chiedono un urgente incontro con gli amministratori per trovare insieme delle soluzioni che possano alleviare la grave crisi che sta vivendo in mondo dell’impresa.
Egregi Amministratori
In questi anni le imprese hanno sostenuto un importante peso fiscale che, in particolare
per la piccola impresa, è stimato da diversi osservatori e centri studi nel 60% del reddito
di impresa, con percentuali maggiori nelle regioni del SUD. Anche gli Enti locali svolgono
un ruolo importante nell ’ imposizione fiscale subita dalle imprese, infatti le imposte locali
sono ai massimi livelli in quasi tutti i Comuni.
Al netto di tutte le giustificazioni che possono portare al massimo le imposte, appare
evidente che lo scenario economico che abbiamo davanti ci obbliga a chiederVi di
abbassare le aliquote. A seguito della diffusione del cosiddetto “ Coronavirus” viviamo
momenti di enorme difficoltà. Ci sono interi settori produttivi che stanno collassando in
tutto il territorio nazionale determinando provvedimenti urgenti da parte del Governo, e
oramai diversi Osservatori internazionali e autorevoli Ministri usano quotidianamente il
termine recessione.
Tutto questo ci obbliga in modo unitario e in rappresentanza del comparto
imprenditoriale, a chiedere alle comunità ed a chi le amministra una riflessione sulla tutela
dei propri sistemi produttivi, che presto si troveranno a fronteggiare una importante crisi
di liquidità, e che necessitano di risorse per programmare la propria sopravvivenza.
Vi chiediamo di attivarvi per un provvedimento di riduzione delle aliquote di IMU e Tasi,
per gli immobili che costituiscono beni strumentali per l’esercizio dell’attività d’impresa,
nonché di rivedere i regolamenti che disciplinano i vari tributi locali a carico delle attività
produttive e la loro entità.
Segreteria unitaria Enna
Siamo disponibili ad un incontro nei tempi e nei modi che l’attuale emergenza ci potrà
consentire, anche per affrontare le questioni relativamente alle azioni utili per fronteggiare
l’attuale crisi.
Certi che comprenderete le nostre istanze rimaniamo in attesa di un riscontro.
Enna lì, 6/03/2020
Per Casartigiani
F.to Ingrassia Giuseppa
Per Confartigianato Imprese Enna
F.to Peter Barreca
Per Confcommercio – Imprese per l’Italia
F.to Maurizio Prestifilippo
Per Confesercenti
F.to Castellana Luigia
Per C.N.A
F.to Filippo Scivoli
Per Unimpresa
F.to Michele Turrisi

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Sicily Business Game a Lercara Friddi 21, 28 marzo e 4 aprile presso l’Associazione LercaraLAB

Sicily Business Game a Lercara Friddi
21, 28 marzo e 4 aprile presso l’Associazione LercaraLAB
Sicily Business Game è una simulazione di impresa, per formare i partecipanti sulla gestione di un’attività imprenditoriale, attraverso strumenti di marketing. L’evento è organizzato dall’Associazione Promozione & Sviluppo LercaraLAB, di Lercara Friddi, in collaborazione con diversi professionisti: commercialisti, progettisti e legali e si svolgerà, nel comune siciliano nei giorni 21, 28 marzo e 4 aprile.
Il Business Game, nato negli U.S.A., negli anni ‘50 del secolo scorso, è uno strumento di simulazione manageriale, che permette di riprodurre le dinamiche e le logiche di un determinato scenario economico: la simulazione proietta i partecipanti in una competizione, dove vengono esaltate le dinamiche legate alla creatività, all’analisi strategica e la scelta di un determinata strategia commerciale.
I business game sono, in pratica, dei giochi di ruolo caratterizzati da un contesto simulato di natura aziendale. I partecipanti, nella veste di giocatori, lavorando in team, si confrontano con problematiche manageriali e devono attuare delle decisioni di vario genere, principalmente legate al marketing, alla logistica e alla produzione di beni e servizi.
Nel business game l’attività dell’utente-giocatore è quella di attuare una strategia commerciale, operando delle scelte, sulla base di dati forniti da un sistema, formato da un ambiente simulato, nel contesto del gioco, fermo restando che occorre sempre tenere presente, l’importanza di analizzare l’andamento del mercato, la potenziale concorrenza ed il rapporto tra benefici e costi.
Una caratteristica rilevante dei Business Game è la finalità formativa, molto apprezzato negli U.S.A., come criterio di apprendimento, e in fase graduale di affermazione, anche in Italia.
Sicily Business Game, mira alla formazione, incentrata sullo sviluppo territoriale, per facilitare l’avviamento di imprese nei comuni siciliani, mediante simulazioni di un ambiente reale, individuato nel mercato di riferimento (ad esempio l’agricoltura).
La simulazione è gestita da professionisti nel settore contabile e di organizzazione aziendale, suddivisi in vari settori del mercato (agricolo, turistico, artigianale e industriale), che guideranno i team nella stesura del business plan, del piano finanziario e del mercato di riferimento.
Il fine è quindi quello di sviluppare un business plan specifico per il corsista che intende diventare imprenditore, o approfondire determinate fasi del business plan che possono servire per la professione scelta.
Il progetto si rivolge a tutte le persone maggiorenni, che intendono avviare un’impresa e sarà riservato a 20 partecipanti, suddivisi, in 5 gruppi formati da 4 membri. Giovani, imprenditori e professionisti, saranno seguiti da commercialisti, progettisti e legali, nella redazione di un Business Plan, che sarà il risultato di tre sessioni, ognuna delle quali deve essere svolta nell’arco di una giornata.
Nella prima sessione del 21 marzo, verrà effettuata la creazione dei tem e delle idee progettuali. In tale fase verranno affrontate tematiche legate alla produzione di beni o servizi, ricerche di mercato e strategie di marketing.
La sessione seguente del 28 marzo, invece, riguarderà la redazione del modello di business con il metodo canvas (strumento strategico di Business Design che utilizza il linguaggio visuale per creare e sviluppare modelli di business innovativi, ad alto valore), l’analisi degli strumenti finanziari e la forma giuridica, ritenuta la più conveniente per l’azienda simulata.
Nel corso della sessione finale del 4 aprile, si fornirà assistenza ai partecipanti per redigere un piano economico finanziario, della dura quinquennale, inoltre, verrà effettuata l’analisi dei rischi. La stesura del business plan, infine, chiuderà i lavori.
Per potere partecipare a Sicily Business Game, è necessario versare una quota di iscrizione (che comprende l’offerta formativa) di 50,00 € a LercaraLAB.
Per informazioni ed iscrizioni è possibile contattare l’associazione LercaraLAB, telefonando al n.ro 3200136026 o inviando una E-mail a info@lercaralab.it oppure chiamare il n.ro 3273015288.
LercaraLAB, centro per la promozione dell’imprenditoria giovanile, è uno spazio fisico e virtuale, dove la comunità dei giovani del territorio, si da appuntamento per dare vita a pratiche di innovazione sociale, proponendo soluzioni alternative ed ecologiche che possano migliorare la qualità della vita dei piccoli centri come quello di Lercara Friddi.
L’immobile sede del centro, in disuso da diversi anni, è stato ristrutturato e restituito alla cittadinanza grazie al progetto I Care, sviluppato nel territorio di Lercara Friddi dall’Associazione Promozione & Sviluppo con il sostegno del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

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Giuseppe Alizzio nominato nel consiglio direttivo della Camera di Commercio Italo Moldava in rappresentanza della Regione Sicilia

Giuseppe Alizzio nominato nel consiglio direttivo della Camera di Commercio Italo Moldava in rappresentanza della Regione Sicilia
Roma – Il dott. Giuseppe Alizzio, presidente nazionale di Confeuropa Italia, è stato nominato nel consiglio direttivo della Camera di Commercio Italo Moldava in rappresentanza della Regione Sicilia.
Il provvedimento di nomina porta la firma del dott. Sergio Rapatti, presidente della Camera di Commercio Italo Moldava (organismo di Unioncamere) la cui sede si trova a Bologna; l’obiettivo è quello di favorire missioni diplomatiche e legazioni consolari Moldave.
“Un incarico di responsabilità e prestigio – ha affermato il dott. Giuseppe Alizzio, noto commercialista catanese- che metterò al servizio delle imprese”.

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Broker nel franchising, ITALIAFranchising avvia la prima professione di mediazione

Broker nel franchising, ITALIAFranchising avvia la prima professione di mediazione
Franchise Broker una nuova figura professionale si affaccia nello scenario del Franchising made in Italy
Da un’esigenza nasce una nuova attività professionale.
Riceviamo giornalmente decine di telefonate, con un unico se non esclusivo quesito: “Vorrei aprire un’attività in Franchising… che mi consigliate?”
Nell’intento di fornire un’adeguata assistenza ai nostri lettori, abbiamo creato una nostra divisione interna, composta da professionisti expertise, che si occupano esclusivamente di assistere i nostri clienti e fornire un adeguato supporto.
Nasce così il Franchise Broker, ovvero la figura del mediatore franchising.
Lo scopo?
Mettere in contatto il potenziale Affiliato con il futuro partner Franchisor.
L’attività, già veniva svolta da Noi, ma senza alcun tipo di consulenza o assistenza.
ITALIAFranchising, nato nel 1998 come piazza di affari dove i franchisee incontrano il futuro franchisor.
Questo era il nostro slogan dell’epoca, confermato e rafforzato oggi.
Un TEAM di esperti, seguirà tutte le richieste offrendo i seguenti servizi di consulenza e assistenza:
Ricerca del franchisor in base alle richieste del cliente (investimento, merceologia, dimensioni, ecc)
Verifica del Franchisor
Legale
Fiscale
Amministrativo
Finanziario
Seguiremo il cliente nelle varie fasi:
Ricerca
Verifica
Proposta
Affiliazione
Post Affiliazione
Curiamo ogni aspetto e guidiamo il futuro Affiliato alla conclusione del contratto, monitorando successivamente il rapporto che andrà a instaurarsi con la Casa Madre.
ITALIAFranchising non solo un portale web

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Un ennese "giramondo" che decide finalmente di mettere casa….nelle Filippine; Cristian Manieri

Poteva sicuramente avere una vita più “tranquilla” con un lavoro sicuro nell’azienda di famiglia. Ma invece la sua indole di “giramondo” lo ha portato a trovare la sua dimensione quasi agli antipodi della sua terra. E’ la storia affascinante del trentunenne ennese Cristian Manieri diploma professionale in tasca, che da pochi mesi ha aperto un ristorante italiano nelle Filippine, precisamente nell’isola di Palawan, a Puerto Princesa, cittadina turistica di circa 210 mila abitanti. E a quanto pare “Italiko” così si chiama appunto la sua idea imprenditoriale va molto bene ed è molto apprezzato sia dai turisti che dalla popolazione locale. Ma se aprire un ristorante italiano in uno stato straniero è una ottima idea è sicuramente singolare ed anche rischioso che lo si pensi di farlo nelle Filippine. Come è nata questa intuizione? “Ho 31 anni e la mia passione da sempre quella di viaggiare – ci racconta Cristian via WhatsApp – cosa che faccio da circa 6 anni. Mi ero trasferito in Australia ed anche qui lavoravo nel campo della ristorazione. Ma mentre mi trovato in Australia ho anche girato in questa parte del mondo e quindi anche le Filippine rimanendo molto colpito di quei luoghi e soprattutto della gente che ci abita, molto solare e sempre sorridente. Così mi inizio a balenare l’idea di trasferirmi in questi territori. Ma avevo bisogno di soldi. Me ne sono ritornato in Europa precisamente in Inghilterra dove ho lavorato mettendo da parte dei soldi da 5 mesi mi trovo qui e da circa 3 mesi ho avviato l’attività di Italiko”. Dopo 5 mesi cosa ti senti di dire sulla tua attività. “Non mi lamento – continua – va molto bene e non mi posso lamentare. Certo si potrebbe fare di più. Ma accontentiamoci”. Non hai nostalgia della tua Italia? “Io voglio precisare che io amo la mia terra ma purtroppo riuscire a fare impresa è molto difficile, Qui invece tutto molto più facile e quindi per adesso va bene così”.

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Con Google tirocini estivi gratuiti

La Fellowship di Google News Initiative 2020 in Europa offre 50 opportunità di tirocinio in 14 paesi, in collaborazione con l’European Journalism Centre (EJC) che coordina il programma e fornisce supporto amministrativo.
Criteri di ammissibilità:
essere maggiorenni
essere iscritti o accettati, a tempo pieno o part time, presso un istituto di istruzione superiore accreditato nello stesso paese della tua redazione preferita o risiedere attualmente nel paese in cui ha sede la redazione.
Sono ammissibili studenti universitari, laureandi, laureati, master e dottorandi, nonché studenti che perseguono certificati tecnici o professionali .
Il lavoro dei borsisti sarà remunerato e saranno supportati nel coprire le spese, tuttavia l’importo esatto sarà a discrezione di ciascuna organizzazione giornalistica.
Tutte le informazioni su
https://www.informa-giovani.net/notizie/giornalismo-tecnologia-o-design-con-google-tirocini-estivi-retribuiti

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