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“UN PUGNO DI AMICI” DA OGGI SU AMAZON PRIME VIDEO LA COMMEDIA DI MATRANGA E MINAFÒ:

“UN PUGNO DI AMICI”
DA OGGI SU AMAZON PRIME VIDEO LA COMMEDIA DI MATRANGA E MINAFÒ:
IL TRAILER
Insieme ai comici di Sicilia Cabaret e Made in Sud, con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagrande, ecco trailer del primo film degli artisti siciliani

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Il Nastro dell’Anno 2020 al film di Giorgio Diritti VOLEVO NASCONDERMI

Il Nastro dell’Anno 2020 al film di Giorgio Diritti

VOLEVO NASCONDERMI

Un premio all’eccellenza per i produttori, Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar
e Paolo Del Brocco per Rai Cinema, a Giorgio Diritti per lo stile essenziale di una regia importante e alla straordinaria performance di Elio Germano.

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“UN PUGNO DI AMICI” IL PRIMO FILM DI MATRANGA E MINAFÒ

“UN PUGNO DI AMICI”
IL PRIMO FILM DI MATRANGA E MINAFÒ SU AMAZON PRIME VIDEO
La pellicola approda sulla più grande piattaforma italiana di streaming online. Protagonista il cast di Sicilia Cabaret e di Made in Sud con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagrande

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Interris.it: Gianluca Curti: “Io produttore cinematografico che da bimbo sognava di fare l’astronauta”

Gianluca Curti: “Io produttore cinematografico che da bimbo sognava di fare l’astronauta” – Audio
Intervista all’amministratore delegato della Minerva Pictures e presidente nazionale di Cna-Cinema. Il racconto di come nasce una professionalità tutta made in Italy

da Manuela Petrini

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Il regista ennese Davide Vigore "Il dopo Covid al cinema potrebbe riservare qualcosa di interessante"

Un momento molto particolare che nel prossimo futuro da un punto di vista professionale ed artistico potrebbe diventare molto “produttivo”. Guarda sempre al domani con ottimismo il giovane regista ennese Davide Vigore anche lui a casa nella sua Enna in questo periodo di Lockdown. Davide ha dovuto sospendere tutta l’attività promozionale del suo successo il film breve “La Bellezza Imperfetta” che dopo la consacrazione al Festival di Venezia nella sezione “Giovani Autori Italiani”, ha vinto numerosi premi e concorsi e stava iniziando la sua avventura all’estero. “Proprio così – commenta Davide – avevamo iniziato la fase di doppiaggio in Inglese, Francese e Spagnolo. Ma visto il blocco totale ci siamo dovuti fermare. Ma non vedo l’ora di poter riprendere”. Nel frattempo Davide Vigore cosa fa? “Cerco di impegnare il mio tempo con delle cose da fare che magari prima non avrei avuto tempo. Intanto sto avendo il piacere di trascorrere del tempo in famiglia dove mancavo ormai da quasi 10 anni. Non riesco a ricordare un tempo così lungo insieme i miei famigliari. E questo a mio avviso è un valore molto importante e perché no potrebbe essere in futuro spunto per un lavoro. Ovvero il rapporto ritrovato tra figli e genitori o qualcosa che vada in questa direzione. Inoltre ho completato la revisione di un romanzo dal titolo “Fuorigioco” che avevo iniziato a scrivere la scorsa state che sarà il mio prossimo lavoro. Dododichè spero di riprendere al più presto l’attività perché oltre alla promozione di “La Bellezza Imperfetta” ho lasciato in Stand By altri progetti come un promo per la Regione Sicilia ed altro ancora. Ma tutto dipende da quando riprenderemo e come”. E infatti un artista come te per il vostro settore come immagina il futuro? “Da un punto di vista professionale molto incerto – continua – perché in un settore come il nostro dove la componente relazionale interpersonale sta alla base oggi viene difficile immaginarla. Se oggi dovessi immaginare come potrà evolversi il nostro lavoro riuscirei a vedere contesti legati ad ambienti famigliari o su questa falsa riga. Sicuramente questo momento che stiamo vivendo ci darà molti spunti di riflessione e meditazione. Ma ad ogni modo sono ottimista. E come è stato che dopo la seconda guerra mondiale è nata una corrente cinematografica che poi è diventata esempio in tutto il mondo come il Neorealismo sono convinto che da questa tragica vicenda professionalmente per il mondo del cinema potrebbe nascere qualcosa di importante. D’altronde questa è la caratteristica principale di noi italiani, quella di riuscire a venire fuori alla grande in particolare nei momenti di difficoltà e sono convinto che anche questa volta sarà così”.
Riccardo Caccamo

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I vincitori del settimo Torino Underground Cinefest “Echo” di Amikam Kovner e Assaf Snir e “Take care” di Itamar Giladi sono i Migliori Film della settima edizione del TUC, diretto da Mauro Russo Rouge

I vincitori del settimo Torino Underground Cinefest
“Echo” di Amikam Kovner e Assaf Snir e “Take care” di Itamar Giladi sono i Migliori Film della settima edizione del TUC, diretto da Mauro Russo Rouge
Si è appena conclusa la settima edizione del Torino Underground Cinefest, ideato e diretto dal regista Mauro Russo Rouge, affiancato da Annunziato Gentiluomo e Matteo Valier, e realizzato dalle associazioni ArtInMovimento e SystemOut. Come annunciato, nonostante la versione special in streaming sulla piattaforma italiana Indiecinema e su MYMOVIESLIVE, le giurie hanno fatto il lavoro decretando, nelle due categorie in concorso, lungometraggi e cortometraggi, rispettivamente come Miglior Film “Echo” di Amikam Kovner e Assaf Snir e “Take care” di Itamar Giladi, che hanno ricevuto i premi in denaro.
La Giuria dei Lungometraggi, composta da Fabrizio Odetto (Presidente), Alessandro Amato, Davis Alfano, Paolo Armao, Laura Salvai e Alessio Brusco, ha motivato la sua scelta dicendo che “Echo è il riflesso frammentato di un peccato antico (il tradimento) che viene qui affrontato con estrema originalità e delicatezza, attraverso una narrazione fatta di immagini e suggestioni simboliche, fortemente metaforiche, in cui i personaggi sono avvolti da una penombra emotiva che li spinge a comunicare in maniera indiretta e differita.
La sceneggiatura è di gran pregio, come sublime è la scrittura dei personaggi, così ben caratterizzati ed equilibrati, sul bilico delle loro vite.
La regia, armoniosa ed elegante, non risulta mai invadente e non ha paura dei silenzi.
Una storia potente, carica di un malinconico senso di irrisolto; un mosaico di istantanee in cui ogni tassello alla fine si incastra perfettamente, conducendoci verso una crudele, sublime verità, di fronte alla quale non possiamo fare a meno di interrogarci”.
La Giuria dei Cortometraggi formata da Annunziato Gentiluomo, Armand Rovira, Nicolas Gauthier, Stefano Semeria, Andrea Morghen, Roberto Vietti, Raimondo Livolsi, Guglielmo Francavilla, Jacopo Schieda, Luca Del Fuego Confortini e Carlo Conversano, motivano tale scelta sostenendo che “Take care” è “un film crudo di grande complessità tematica e di notevole tensione emotiva: si intrecciano in sé i temi dell’immigrazione, della sanità, dei rapporti famigliari in un’America che è crocevia di culture e in cui i diritti non sono certo uguali per tutti.
Un film drammatico che in un tempo breve racconta le criticità della vita dei Chicanos, manifestandosi sociale e politico senza necessariamente volerlo essere.
La disperazione trascina il protagonista a infrangere le regole, ma il rimorso lo trattiene dall’atto finale del crimine. È l’attitudine del personaggio, la sua bontà d’animo, a emergere da una deviazione morale inesorabile, annunciata e delineata. Nonostante ciò non viene premiato, forse perché ha girato le spalle ai suoi principi e alla sua fede, vendendo al banco dei pegni la sua croce d’oro, e perché non ha creduto nella possibilità di un aiuto da parte dell’altro, caricandosi su di sé il peso di tutta la situazione, legittimando con orgoglio la sua condizione di immigrato. In questo retro-front, ritroviamo una luce inaspettata, una sua rinascita, una sua liberazione. Il climax è raggiunto dal finale reso magistralmente dall’israeliano Itamar Giladi nel primissimo piano del protagonista che ricorda lo stile del regista Martin Scorsese nella scena cult di Mean streets.
Dal punto di vista tecnico è un prodotto veramente notevole, in cui sono rintracciabili una consapevolezza registica, un uso eccellente della fotografia e del suono e un impianto narrativo caratterizzato da implicazioni storiche e personali che vanno ben oltre la pellicola e che la avvicinano alle logiche di un lungometraggio.
Take care non è, dunque, un lavoro di comunità o un lavoro pro o anti-migrante, ma vuole mostrare solo (ed è molto) che nulla – né le difficoltà, né l’avidità, né il pianto, né la vittimizzazione, né la paura e nemmeno il senso di colpa – sono all’altezza dei valori”.
Rimanendo tra i lungometraggi, la Giuria ha assegnato il premio come Miglior regia a Ton Van Zandvoort (“Sheep Hero”), sostenendo che “Rendere accattivante un documentario è un’impresa piuttosto ardua… La regia di Ton Van Zantvoort ci riesce in modo superlativo!
La cura per la composizione delle inquadrature rende ogni frame un delizioso dipinto bucolico. La presenza della macchina da presa non risulta mai invadente, riuscendo a dare al pubblico l’illusione di trovarsi davvero lì, in quel preciso momento, assieme ai personaggi (e alle pecore) che popolano questo spaccato di realtà campestre, incorniciato in una composizione fotografica “frame as canvas” mai fine a se stessa.
Per la sensibilità e la profondità con cui affronta il conflitto tra tradizione e innovazione, tra sogno e realtà, tra sicurezza e libertà, tra vita personale e vita sociale, tra mondo interno e mondo esterno, tra semplicità e complessità.
Per l’intelligenza nell’uso semantico duplice del gregge: come gregge reale, fisico, da seguire attraverso i grandi spazi della natura, guidati dai migliori ideali, e come gregge metaforico a cui conformarsi, sacrificando ogni desiderio di libertà.
Per il magistrale utilizzo dell’artificio cinematografico, ben mascherato, quasi invisibile nel raccontare con sguardo discreto una storia necessaria che proietta e immerge lo spettatore nella crudeltà della condizione umana.
Una storia in cui ogni sentimento emerge cristallino, spontaneo, sincero, Autentico al limite del commovente!”
La Giuria decreta come Miglior Attrice Yaël Abecassis (nel ruolo di Ella in “Echo”), “per la classe e la maturità della sua interpretazione, fulcro e cardine su cui poggia l’intera narrazione e intorno a cui ruotano e si arricchiscono di senso tutte le altre caratterizzazioni.
Per l’eleganza e il talento con cui riesce ad esprimere sottilmente il duplice dramma di una donna che si trova, da una parte, a ferire il cuore dell’amato, e dall’altra a patire la sordità emotiva che da esso scaturisce e che sta alla base del suo gesto, incarnando al contempo il ruolo di carnefice e di vittima sacrificale.
Il mondo interiore del suo personaggio si rivela lentamente, rendendo sempre più concreto e meno evanescente l’eco della sua storia, portandoci a concludere che nel tradimento non esiste chi vince e chi perde, chi ha colpa e chi ha ragione, come non esistono la verità e la menzogna…
Esistono soltanto anime fragili che si spera possano trovare nei propri errori la forza e il coraggio di sublimare la loro umanità”.
Il Miglior Attore è, invece, Adar Hazazi Gersch (nel ruolo di Eden in “Doubtful”) “per aver accompagnato con efficacia lo spettatore nell’esplorazione del disagio interiore, delle difficoltà relazionali e della rabbia di un giovane problematico con tendenze autodistruttive che, nonostante la sua incapacità emotiva di fidarsi ed affidarsi, è in cerca di un riscatto.
Un’interpretazione straordinariamente equilibrata e intensa, mai sopra le righe che traccia un sottile confine tra Finzione e Verità.
La recitazione di Adar trova il suo punto di forza nella repressione coatta di ogni sentimento empatico; la sospensione emotiva che deriva dal “non detto” porta alla luce la dirompente sofferenza psicologica e il grido d’aiuto inespresso del suo personaggio…
Come una miccia silenziosa, la sua anima brucia lentamente verso l’epilogo, in cui passioni e turbamenti trovano finalmente il loro potente, catartico sfogo!”
La Giuria dei Lungometraggi assegna la propria Menzione Speciale ad Adnan Omerović (attore protagonista e co-sceneggiatore in “Majnuni”) con tale motivazione: “La poetica visionaria che scaturisce dalla scrittura e dalla diretta interpretazione di Omerović ha sullo spettatore un effetto ipnotico e straniante che merita un giusto riconoscimento.
La straordinaria potenza del linguaggio onirico, unita alla lucida, destabilizzante follia che brilla negli occhi del protagonista, rendono questa singolare e affascinante opera indipendente degna di arrivare all’attenzione del grande pubblico”.
Nella sezione cortometraggi, la Giuria ha assegnato il premio come Miglior regia in ex-aequo a Konstantina Kotzamani (“Electric Swan”) e a Marie Losier (“Felix in Wonderland”), due donne.
Rispetto alla regista Kotzamani, così viene motivata la scelta: “la composizione onirica e surreale è diretta magistralmente da Konstantina Kotzamani che offre uno sguardo verticale sui rapporti di classe. Emerge così uno spaccato sociale evidente dove ogni personaggio è cristallizzato in una maschera e recita un ruolo predeterminato. Nel grande schermo assistiamo a movimenti stereotipati di burattini che agiscono in uno scenario che via via si fa sempre più grottesco e che sono sapientemente orchestrati dalla regista. “Electric Swan”, in sintesi, è un’eccellente espressione registica di realismo magico”.
Per quanto riguarda invece la regista Losier, la Giuria sostiene che “dirige con acume e tecnica questo documentario che esplora il mondo del musicista dadaista Felix Kubin. Colpisce il prodotto nella sua globalità che si esprime in un caleidoscopio di colori, suoni, sperimentazione e ricerca musicale. Un lavoro tecnicamente impressionante, frutto della perfetta sinergia con Aël Dallier Vega che ha gestito con empatia il montaggio, un lavoro che mette al centro lo stesso Felix, artista a tutto tondo, che si fa dirigere con naturalezza, esprimendo se stesso e ciò in cui crede.
Una regia immersiva che coniuga genialità, contenuti di musica elettronica, storia della musica e fisica quantistica, ed eccessi. Stupefacente!”
La Miglior Attrice è Linde Van Der Storm (“Till the end of the world”) poiché “è dotata di quell’espressività, di quegli sguardi intensi e di quella gestualità rintracciabili in un’attrice ben levigata e che ha alle spalle un’importante carriera. La sua è un’interpretazione superlativa e convincente da tutti i punti di vista. Il rapporto tra padre e figlia non tralascia nulla all’azione performativa attorale, ma è verità assoluta: sono padre e figlia. La bambina offre un repertorio di sfumature, umanità di un’infanzia forzata a una crescita rapida per la situazione di isolamento e incertezza in cui vive. Nel suo amore incondizionato per il padre, desidera affetto, ma si prende cura di lui, palesando un’evidente capacità di entrare in sintonia con la situazione in cui si trova”.
Il Miglior Attore è invece Denis Lavant (“The Figurant”) che “ha dimostrato in quasi quarant’anni di carriera di sapersi muovere agevolmente fra i ruoli più disparati grazie a una fisicità unica e tipicizzata. In “Figurant” lui è tutto: è il focus di questo cortometraggio distopico e ne è il motore.
Il suo è un personaggio beckettiano senza voce e tormentato, una figura a tratti grottesca e totalmente alienata, trascinata dagli eventi. Incarna il cosiddetto clown bianco che viene spinto in scena, trasportato inerme dagli accadimenti: è realmente una comparsa e non il protagonista delle azioni.
Ogni suo movimento, ogni suo aspetto, ogni suo atomo rivelano, difatti, intenzioni antagonistiche tra uno spirito pronto a giocare e un corpo di sensibilità animale troppo lento per partecipare a questo gioco di ruolo, di cui è un burattino”.
La Giuria dei Cortometraggi assegna una Menzione Speciale a “Tattoo” di Farhad Delaram, corto che “impone ai nostri occhi un labirinto di ipocrisia sociale nel quale lo spettatore attiva naturalmente un processo di immedesimazione che lo porta a voler quasi entrare in scena e scuotere la protagonista o difenderla dalle ingiuste aggressioni che subisce. La donna è una vittima di una società per la quale è solo subdolamente libera: tale mancanza di libertà viene riprodotta simbolicamente dagli ambienti in cui si consuma l’azione, tutti talmente chiusi da far vivere anche a chi guarda un senso di forte claustrofobia. Contro questi si scaglia la protagonista che arriva a tatuare se stessa sulla mano, come atto di ribellione alla sua costrizione culturale. Fotografia, suoni, location e colori partecipano al dramma in una manifestazione puntuale di una ricca semplicità capace di muovere contrastanti emozioni e di esprimere, attraverso la storia vera di Dena Rassam, una chiara critica sociale inerente ai diritti della donna”.
Il Premio del pubblico è andato al documentario sociale “Dentro il collettivo” di Lorenzo Melegari, un appassionante viaggio sul confine incerto tra legalità e giustizia.
Il Premio come Miglior Sound Designer è stato conferito da Paolo Armao a “Easy does it” (di Will Addison – Sound Designer: Ben Sellers), “per la grande attenzione dedicata al concept sonoro che può rivelarsi un omaggio al timbro sonoro dello “Spaghetti Western”.
Il montaggio del suono regala ritmo alla scena, contribuendo a rappresentare il mondo surreale dei due personaggi principali”.
Davis Alfano, invece, assegna il Premio come Miglior Fotografia a “Olma Djon” (di Victoria Yakubov – Fotografia: Iskander Narymbetov) “per aver trasformato una natura intatta e un paesaggio metafisico, con immagini che mostrano con chiarezza il conflitto dei personaggi, indicando attraverso la figura del padre le difficoltà nascoste in ogni essere umano”.
La Menzione ArtInMovimento Magazine viene attribuita a “Mare” di Guille Vàzquez, “un film poetico, delicato, dal grande valore simbolico che riesce a ritrarre il disagio psichico con pennellate speciali in cui si sovrappongono la verità percepita e quella oggettiva. Sette minuti tecnicamente convincenti con una fotografia e una colonna sonora impressionanti, in cui si distingue la dedizione del figlio per la madre”.
Gli allievi della classe 4AGC dell’I.I.S. Giulio Natta di Rivoli conferiscono il loro Premio a “Rood” di Falko Jakob per “la trama emozionante e soprattutto per l’ottima opera del sound designer che ha saputo trasmettere emozioni e immergere il pubblico attraverso la colonna sonora. Notevole il lavoro di post-produzione e il montaggio, bella la fotografia e bravo l’attore che è riuscito ad entrare nel ruolo veicolando quella suspense propria del genere horror”.
“E cala il sipario anche su questa speciale edizione del Torino Underground Cinefest senza amaro in bocca. Ci siamo messi alla prova e in un gioco di trasformismo abbiamo realizzato una versione streaming di cui sono veramente orgoglioso. I numeri hanno dimostrato che l’esperimento è riuscito e che il nostro “non arrenderci” è stato premiato. Stiamo lavorando per la prossima edizione che sarà sicuramente di otto giorni”, dichiara Mauro Russo Rouge, direttore artistico del TUC.
Si ricorda che i mediapartner del settimo TUC sono stati ArtInMovimento Magazine (che ha curato anche l’ufficio stampa), MYmovies, Italia Che Cambia, Piemonte Che Cambia, CameraLook, Movieplayer, Nocturno, Sentieri Selvaggi, Psychofilm, La Settima Arte e TorinOggi; i partner tecnici sono MYMOVIESLIVE, Indiecinema, Forword ed Event Horizon; mentre i partner culturali sono BIMED – Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo -, Ambrosio Cinecafé, CineTeatro Baretti, I.I.S. Bodoni-Paravia di Torino e I.I.S. Giulio Natta di Rivoli (TO).

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Il programma del settimo TUC Mauro Russo Rouge, ideatore e direttore del festival torinese del cinema indie, prende la parola, facendo un bilancio sulla situazione contingente e rilanciando novità per l’ottava edizione di marzo 2021.

Il programma del settimo TUC
Mauro Russo Rouge, ideatore e direttore del festival torinese del cinema indie, prende la parola, facendo un bilancio sulla situazione contingente e rilanciando novità per l’ottava edizione di marzo 2021.
Come è stato già ricordato, per allinearsi alle direttive del Decreto del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo, inerente alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, la settima edizione del Torino Underground Cinefest, ideato e diretto dal regista Mauro Russo Rouge, affiancato da Annunziato Gentiluomo e Matteo Valier, e realizzato dalle associazioni ArtInMovimento e SystemOut, sarà per oltre il 70% dei prodotti selezionati in streaming sulla piattaforma italiana Indiecinema (www.indiecinema.it). Inoltre sette lungometraggi saranno anche disponibili su MYMOVIESLIVE, all’interno del più ampio progetto #IORESTOACASA promosso da MYmovies.
Rispetto alla piattaforma Indiecinema, dalle ore 14.00 di domenica 22 marzo, saranno disponibili sempre fino al 28 di marzo, “Olma Djon” di Victoria Yakubov, “Anna” di Dekel Berenson, “Bertin” di Elise Lausseur, 2019, “Electric swan” di Konstantina Kotzamani, “Ghost of a chance” di Manes Duerr e “Tattoo” di Farhad Delaram.
Da lunedì 23 marzo si potrà godere la visione di “Sheep Hero” di Ton van Zantvoort, “Felix in Wonderland” di Marie Losier, “Innocent boy” di Brock Cravy, “Mare” di Guille Vàzquez, “I am Mackenzie” di Artemis Anastasiadou, “Fourteen / 14 Ans” di Barbara Carlotti e “Rood” di Falko Jakobs.
Da martedì 24 marzo saranno visibili “Occidente” di Jorge Acebo Canedo, “Majnuni” di Kouros Alaghband, “Ashmina” di Dekel Berenson, “Antilope” di Diego Murillo; “Hardballer” di Mika Tervonen e Lauri Tamminen, “I don’t want to be alone” di Sergio Rozas e “Somebody and Nobody di Joscha Douma.
Da mercoledì 25 marzo saranno in streaming “Philophobia” di Guy Davies, “Take care” di Itamar Giladi, “Lead” di Benjamin Leichtenstern, “Mila” di Andreas Vakalios, “Rockout” di Alice Gadbled, “De feet” di Vittoria Campaner e “Figurant” di Jan Vejnar.
Da giovedì 26 marzo si potrà godere la visione di “Anna’s war” di Aleksey Fedorchenko, “Echo” di Amikam Kovner e Assaf Snir, “There is a salad standing between us” di Alice Von Gwinner, “Il nostro tempo” di Veronica Spedicati, “Moth” di Shu Zhu e “The animal that therefore I am” di Bea De Visser.
Da venerdì 27 marzo saranno disponibili “Here and now” di Roman Shumunov, “Doubtful” di Eliran Elya, “Exit Beirut” di Eli Salameh, “Luce” di Ciro Apicella e “Autumn waltz” di Ognjen Petković.
Da sabato 28 marzo saranno visibili “Dentro il collettivo” di Lorenzo Melegari, “Born in Gambia di Natxo Leuza Fernandez, “Sirio” di Davide Palella, “The Boogeywoman” di Erica Scoggins, “Stekenjokk and the guardians of the eggs” di Per Bifrost e Alexander RynéUs e “Dogwatch” di Albin Wildner.
In sintesi 10 lungometraggi e 35 cortometraggi provenienti da tutte le parti del mondo.
A questo URL www.mymovies.it/iorestoacasa/torinounderground/ saranno disponibili gratuitamente, per una singola proiezione, sempre alle ore 22.00, dal 22 marzo fino al 28 con un film al giorno, in ordine “Occidente” di Jorge Acebo Canedo, a cui seguiranno “Olma Djon” di Victoria Yakubov, “Sheep hero / Eroe delle pecore” di Ton Van Zantvoort, “Anna’s war” di Aleksey Fedorchenko, “Philophobia” di Guy Davies, “Dentro il collettivo” di Lorenzo Melegari e “Doubtful” di Eliran Elya.
“Questa speciale edizione del Torino Underground risulta comunque molto ben assortita, ricca di interessanti prodotti cinematografici. La parola poi sarà data alle Giurie impegnate nelle scelte dei vincitori e al pubblico che avrà la possibilità di accostarsi al genere indie, a questo cinema “invisibile” che, secondo il mio punto di vista, ha tanto da dire e da insegnare, oltre che è capace di emozionare e trattare temi non convenzionali con linguaggi spesso originali”, precisa il direttore artistico, il regista Mauro Russo Rouge.
Si ricorda che i mediapartner del settimo TUC sono ArtInMovimento Magazine, MYmovies, Italia Che Cambia, Piemonte Che Cambia, CameraLook, Movieplayer, Nocturno, Sentieri Selvaggi, Psychofilm, La Settima Arte e TorinOggi; i partner tecnici sono MYMOVIESLIVE, Indiecinema, Forword ed Event Horizon; mentre i partner culturali sono BIMED – Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo -, Ambrosio Cinecafé, CineTeatro Baretti, I.I.S. Bodoni-Paravia di Torino e I.I.S. Giulio Natta di Rivoli (TO).

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Cinema; L’ENNESE DAVIDE VIGORE TRA I FINALISTI IN CONCORSO AL FESTIVAL CORTINAMETRAGGIO CON IL CORTO “LA BELLEZZA IMPERFETTA”

L’ENNESE DAVIDE VIGORE TRA I FINALISTI IN CONCORSO AL FESTIVAL CORTINAMETRAGGIO
CON IL CORTO “LA BELLEZZA IMPERFETTA”
LA XV EDIZIONE DAL 23 AL 28 MARZO IN STREAMING
CON L’HASHTAG #CORTINAMETRAGGIOLIVE
L’ennese Davide Vigore è in concorso a Cortinametraggio il festival ideato e diretto da Maddalena Mayneri dedicato al meglio della cinematografia “breve” italiana. La XV edizione in versione 2.0 andrà online dal 23 al 28 marzo, aderendo alla campagna #iorestoacasa lanciata dal mondo della cultura per contrastare la diffusione del Covid-19, con l’hashtag #CortinametraggioLive.
Il suo cortometraggio si intitola La bellezza imperfetta. Girolamo Scimone ha 65 anni e vive in una Palermo oscura. Schivo e riservato ha sempre avuto un rapporto conflittuale con le donne, che non lo hanno mai trovato attraente. Quando Girolamo si trova a incrociare lo sguardo timido e impaurito di Victoria, giovane ragazza ucraina, per la prima volta nella sua vita, avverte le conseguenze dell’amore. Nel cast Melino Imparato, Victoria Pisotska.
Classe 1989, Davide Vigore nasce ad Enna, è regista e sceneggiatore. Nel 2008 collabora con il regista Giampaolo Cugno, nella qualità di assistente alla regia, nel film La Bella Società, dal 2010 al 2013 realizza i suoi primi cortometraggi (Amira, I Lament del Convento, Italia, Cortocircuito, Ego Te Absolvo), il videoclip Li Culura e lo spot per l’Enel Green Power – Ciaula scopre la luna. Nel novembre 2011, con la Euno Edizioni pubblica il libro “Per un’educazione interculturale tratto dal Film Amira. Nel 2012 fonda la società cinematografica Amira Produzioni e sempre nello stesso anno frequenta il CSC – Centro Sperimentale di Cinematografa Sede Sicilia. Si diploma in regia nel 2015. Nel 2013 partecipa al film collettivo prodotto dal CSC Appunti per un film collaborando con il regista pluripremiato Pietro Marcello. Nell’estate del 2013 collabora come aiuto regista al nuovo film di Gian Paolo Cugno I Cantastorie nelle sale nell’autunno 2016. Sempre del 2013 il doc. Chi vuoi che sia che racconta la storica coppia gay Massimo e Gino, girato nello storico quartiere di Ballarò di Palermo, vincitore tra gli altri al Festival del cinema di Parma e al Floridia Film Festval, Omovies Film Festival, Festival del Cinema Invisibile, Erice Film Festival, Notorius Film Festival. Ancora nel 2013 partecipa al film collettivo 1963. Quando a Palermo c’erano le lucciole girato in occasione del 50° anniversario de Il Gattopardo e presentato al Festival internazionale di Taormina, un ritratto di Palermo negli anni ’60. Nel 2014 gira il film Fuorigioco, sulla storia dell’ex calciatore Maurizio Schillaci vincitore di numerosi premi. Nel 2015 gira per EXPO 2015 lo spot A casa di Lucia. Nel 2016 esce La Compagna Solitudine presentato tra gli altri a Molisecinema. Sempre nel 2016 riceve il Premio Nazionale di scrittura, saggistica e letteratura Più A Sud Di Tunisi sezione cinema. Nell’autunno del 2016 il corto La Viaggiatrice viene selezionato e presentato in concorso alla 73° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione MigrArti, ottenendo la Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2017 e in selezione al 70° Festival di Cannes – Sezione Short Film. Nel 2016 viene presentato anche il suo libro La Viaggiatrice edito da Vetri Edizioni. Nel 2017 gira lo spot Musa per il Museo Archeologico Varisano. Da giugno 2017 collabora con il premio Oscar Paolo Sorrentino alla realizzazione del flm Loro in qualità di assistente alla regia.
Dal 23 al 28 marzo ogni giorno a partire dalle 18.30 saranno online le cinque serate dei corti in concorso sul sito del festival www.cortinametraggio.it con una finestra dedicata allo streaming, e in contemporanea su Canale 100 di Canale Europa, https://canaleeuropa.tv/it/cortinametraggio-tv.html piattaforma televisiva online, che dal 2016 è partner di Cortinametraggio.
Tra i Partners istituzionali della XV edizione di Cortinametraggio il MiBACT, SIAE, la Regione del Veneto, il Comune Cortina d’Ampezzo con Cortina Marketing, la Provincia di Belluno con Rete Eventi Cultura, Ficts, Anec-Fice, il CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, il SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti cinematografici Italiani, NuovoIMAIE. Main partner Rai Cinema Channel e RaiPlay, Universal Music Publishing Group, Vision Distribution, Dolomia, Aermec, Audi, Viva Productions. Gold sponsor Lotus Production, I Santi Di Diso, Italo, Carpenè Malvolti, Riva Yacht, Silver sponsor Lab 20.21, SuMa Events, IVDR, Tralci di vita, La cooperativa di Cortina, Kevin Murphy. Main sponsor hospitality Grand Hotel Savoia & SPA, Hotel de La Poste. Main Media Partner Ciak. RaiRadio1 Radio ufficiale del festival. Media partner Style Magazine, Cinemaitaliano.info, Good Style Magazine, RaiPlay, Cinecittà News, Art Style Magazine, Coming Soon, Radio Cortina. Tra gli sponsor Contemporary & Co, Messa a Fuoco Campania, Le Giornate Del Cinema Lucano – Premio Internazionale Basilicata.

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Cinema; Le riflessioni sul settimo TUC

Le riflessioni sul settimo TUC
Mauro Russo Rouge, ideatore e direttore del festival torinese del cinema indie, prende la parola, facendo un bilancio sulla situazione contingente e rilanciando novità per l’ottava edizione di marzo 2021.
Come è stato comunicato in data 9 marzo e per allinearsi alle direttive del Decreto del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo, inerente alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, la settima edizione del Torino Underground Cinefest, ideato e diretto dal regista Mauro Russo Rouge e realizzato dalle associazioni ArtInMovimento e SystemOut, sarà in streaming sulla piattaforma italiana Indiecinema (www.indiecinema.it). Sette lungometraggi saranno anche disponibili su MYmovies (https://www.mymovies.it/).
Come ogni anno, ecco le riflessioni e i bilanci, attraverso cui il direttore artistico presenta l’evento.
“La settima edizione del Torino Undeground Cinefest si presenta al pubblico con una serie di importanti novità, prima tra tutte la modalità di fruizione in streaming sulla piattaforma Indiecinema. Non si tratta certamente di una scelta fatta da noi che avevamo visto nella Sala 1 di 440 posti dell’Ambrosio Cinecafè la sede più idonea per rispondere al meglio ai bisogni del nostro pubblico che cresce di anno in anno, ma imposta dalla situazione odierna di cui sappiamo veramente troppo poco per pensare di rimandare il nostro evento cinematografico.
Nell’ultima edizione dello scorso anno, in cinque giorni, più di 4 mila persone hanno assistito alle nostre proiezioni. Numerose le persone che non sono riuscite a presenziarvi, soprattutto nella fascia serale.
Quest’anno 2.111 film sono stati inviati al vaglio del nostro team di preselezione. Alla fine di mesi di visione 61 i film in concorso di cui 13 lungometraggi e 48 cortometraggi, provenienti da Germania, Olanda, Francia, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Israele, Grecia, Inghilterra, Nepal, Chile, Polonia, Finlandia, Spagna, Austria, Venezuela, Latvia, Svizzera, Belgio, Iran, Taiwan, Svezia, Cuba, Argentina, Cina, Libano, Serbia, Bosnia ed Herzegovina, Russia e ovviamente Italia. Molto dei quali fruibili online (oltre 40), dopo l’opportuna autorizzazione degli autori.
Avevamo previsto due eventi speciali fuori concorso, fra i quali una masterclass con Hervè Schneid, editor francese di film come “Delicatessen”, “Il favoloso mondo di Amelie”, “La città perduta” e “Neruda”, sul film russo “Anna’s War” del regista Aleksei Fedorchenko, vincitore di due Nika Award’s (il maggiore riconoscimento annuale russo) come Miglior Film e Miglior Attrice con ben dieci nomination, e la presenza di dodici autori. Una festa di apertura e chiusura nel capiente foyer dell’Ambrosio… Avevamo… mai imperfetto è più azzeccato. Per quest’anno è andata così. Non vogliamo certo farci schiacciare da tale situazione, ma con coraggio e intraprendenza desideriamo portare un messaggio di speranza permettendo a una platea potenzialmente più vasta di godere di questi magnifici prodotti e di garantire loro una maggiore visibilità.
La nostra è un’azione inarrestabile che comincia molti mesi prima con un lavoro di sensibilizzazione attraverso un tour di rassegne sul territorio del Nord Italia (Torino, Ivrea, Tortona, Milano, Savona, Novara e Asti), animate da un unico obiettivo: divulgare, a rotazione, tutti i film in selezione. Un processo assai apprezzato da un pubblico sempre partecipe e attento.
Ogni anno, durante la chiusura del festival, dichiaro sempre al pubblico che il festival tornerà l’anno successivo con un livello di complessità maggiore. Lo scorso anno dissi che avremmo aumentato i giorni da cinque a sette. E così è stato. Ora, prima di cominciare questa settima edizione, dichiaro apertamente che l’ottava edizione del Torino Underground durerà otto giorni. L’asticella va sempre alzata: è uno stimolo a non rilassarsi. La bussola punta sempre verso un obiettivo: non sederci sugli allori e realizzare per crescere. Questo è l’orientamento che abbiamo io e i miei soci, Matteo Valier e Annunziato Gentiluomo.
Adesso però godiamoci questo 7° TUC special”, precisa Mauro Russo Rouge, il direttore artistico.

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Cinema: TUTTO IL GIORNO DAVANTI di Luciano Manuzzi con Isabella Ragonese.

TUTTO IL GIORNO DAVANTI di Luciano Manuzzi con Isabella Ragonese.
Una giornata come le altre nella vita di Adele Cucci è eccezionale per il solo risultato di arrivare alla sera. È la giornata di una mamma che deve accompagnare a scuola, ascoltare, capire, sgridare e consolare i suoi due figli per poi scappare al lavoro dove l’aspettano altri quattrocento ragazzi e bambini a cui badare. Le giornate di Adele sono così da quando, dopo la nomina ad assessore alle politiche sociali di Palermo, le sono stati affidati centinaia di minori stranieri non accompagnati sbarcati in città. Agnese è diventata il loro tutore legale, la loro responsabile, la loro referente. Insomma è diventata la loro mamma. Il tempo sembra non essere mai abbastanza: decisioni, ostacoli, problemi, corse, sbagli, fallimenti e soddisfazioni riempiono ogni minuto della sua vita indissolubilmente intrecciata alle vicende personali delle centinaia di minori a lei affidati. I suoi quattrocento figli. Più due! Quando arriva la sera, Adele può finalmente spegnere la luce e addormentarsi con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che poteva fare, per oggi. E domani… sarà una giornata come le altre.
Tutto il giorno davanti è un tv movie liberamente ispirato all’esperienza di Agnese Ciulla, già Assessora alle Attività Sociali di Palermo.
FOTO https://www.dropbox.com/sh/xy8kvtpucn3503q/AADHxGc9Zv26XXmge4K_-Lx3a?dl=0
FOTO SET https://www.dropbox.com/sh/u4nokb2mmo2mcia/AADwFIqqWMoui0dA-uvuf6H2a?dl=0

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