Categorie
Associazioni

Sinergia di intenti per la tutela dell’ambiente tra Consiglio Nazionale dei Geologi e Commissario Straordinario alle bonifiche delle discariche abusive

Sinergia di intenti per la tutela dell’ambiente tra Consiglio Nazionale dei Geologi e Commissario Straordinario alle bonifiche delle discariche abusive
Firmato oggi un importante Protocollo di intesa
È stato siglato oggi il Protocollo di collaborazione per la promozione della sostenibilità ambientale e per l’innovazione tecnologica nell’attività di bonifica delle discariche abusive localizzate sul territorio nazionale tra il Consiglio Nazionale dei Geologi e il Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive, Generale dei Carabinieri, Giuseppe Vadalà.
“È un giorno importante per la salvaguardia dell’ambiente e di tutto il territorio italiano. Il Consiglio Nazionale dei Geologi è fiero di questa firma perché la crescita e lo sviluppo del nostro Paese non possono prescindere dal pieno rispetto delle leggi e delle regole, dalle politiche di valorizzazione della cultura, della legalità e di sostenibilità etico-sociale, economico-finanziari, ambientale ed energetica” afferma Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Siamo pronti a mettere la professionalità dei geologi al servizio di un percorso valido e credibile con l’obiettivo di risanare le discariche non conformi e irregolari, nel rispetto della normativa europea e nazionale, e di restituire tali aree, riqualificate e bonificate, al territorio. L’auspicio è che questa sinergia tra istituzioni sia anche da esempio per altre simili iniziative che possano contribuire anche a stimolare investimenti pubblici e privati diretti a rafforzare la tutela ambientale e il rilancio dei territori”.
“Siamo orgogliosi di aver siglato questo protocollo per l’attività di bonifica delle tantissime discariche abusive italiane: il risanamento delle aree inquinate consente di ripensare il territorio indirizzando le scelte verso la riqualificazione e rigenerazione, riducendo il consumo di suolo. I geologi svolgono un ruolo fondamentale nella gestione delle criticità ambientali, in quanto professionisti tecnici che sanno leggere il territorio nella sua evoluzione ed interezza e sanno proporre soluzioni concrete per trasformare la gestione delle bonifiche ambientali da mera passività a opportunità di crescita”. È il commento del Segretario CNG, Arcangelo Francesco Violo che aggiunge: “L’accordo mira a promuovere condizioni di libera e corretta concorrenza nel mercato del lavoro professionale, favorendo la qualità delle prestazioni, la diffusione della cultura della trasparenza e del rispetto delle regole tra gli operatori economici”.
Il Commissario Straordinario Bonifica Discariche Abusive, Generale dei Carabinieri, Giuseppe Vadalà: “Unicamente con un lavoro congiunto di tutti i soggetti coinvolti nei procedimenti di bonifica si può uscire dall’infrazione europea in cui è caduto il nostro Paese. Per rendere esecutiva questa “azione collettiva” occorre fare sistema quindi è necessario associarsi, includere e coadiuvare le azioni con i massimi professionisti, questo per noi rappresenta l’Ordine Nazionale dei Geologi, infatti i geologi svolgono un ruolo indispensabile nella coordinazione delle criticità ambientali, poiché hanno le capacità tecniche per poter leggere il territorio nel suo sviluppo morfologico e naturalistico. Ritengo che non si possano fare le bonifiche se non dialogando ed agendo in sinergia di intenti e in accordo di esecuzione con le più ampie professionalità che il nostro Paese può rendere disponibile, per questo motivo sono orgoglioso della possibilità di firmare questo protocollo che rappresenta una sigla fondamentale nella nostra azione. La partnership con l’Ordine dei Geologi ci aiuterà nel risolvere questi 81 piccoli problemi che affliggono l’Italia tutta”. Conclude il Gen. Vadalà : “Oggi è un altro giorno apprezzabile che si aggiunge ai tanti altri degli ultimi 34 mesi: oggi infatti abbiamo aumentano i nostri protocolli di intesa, siamo già a 28, perché crediamo che fare sistema sia anche rendere l’Italia più unita e aiutarla verso una strategia vincecnte al fine di far emergere i soggetti, pubblici e privati, più onesti, con maggior professionalità e dotati di spirito di iniziativa, solo così possiamo rimuovere l’infrazione, migliorare il nostro tessuto sociale e rendere il nostro ambiente più sano per le generazioni future”.

Visite: 16
Categorie
Associazioni

Il coordinamento nazionale Diritti Umani sulla giornata mondiale della Radio

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della IX Giornata Mondiale della Radio (World Radio Day), 13 febbraio, istituita su iniziativa dell’UNESCO dall’Assemblea generale dell’ONU con la risoluzione 67/124 del 18 dicembre 2012, intende promuovere negli istitutiti l’importanza e l’attualità della radio come mezzo di comunicazione. La data della ricorrenza coincide con l’istituzione della Radio delle Nazioni Unite, avvenuta nel 1946, con il seguente messaggio inaugurale: “Qui, sono le Nazioni Unite che parlano ai popoli di tutto il mondo”.
La scuola è la dimensione privilegiata in cui tutte le componenti della comunità educativa hanno possibilità di confrontarsi e sviluppare idee, tematiche, suggerimenti e interessi; per dare un respiro “formativo” più ampio di lunga durata, ci si propone di organizzare un quadro organico delle suddette attività, orientandole in funzione di un’acquisizione di saperi e principi di valore universale.
La convivenza sociale pacifica attualmente è contrastata da una serie spinte fortemente disgregatrici: sessismo, microcriminalità giovanile, bullismo, violenza di genere, omofobia, xenofobia, aggressività, cyberbullismo, razzismo; per scongiurare la degenerazione delle dinamiche relazionali, è di vitale importanza attivare strategie didattiche mirate per diffondere tra gli studenti l’importanza dei diritti universali e del rispetto della persona.
La radio, da sempre veicolo d’intrattenimento e informazione, può assumere in tale contesto e a buon diritto il ruolo di “cassa di risonanza” per garantire un clima armonico e rispettoso delle norme condivise a scuola e fuori.
La musica unisce, diverte, commuove, stimola la riflessione e costituirà il filo conduttore del palinsesto pensato dagli studenti e per gli studenti.
La radio nelle scuole potrebbe consentire di attribuire molto spazio ad argomenti di forte valore civico e di supportare campagne di sensibilizzazione contro la discriminazione, le disparità e a favore del rispetto delle norme condivise. La web radio negli istituti scolastici dovrebbe rendersi veicolo degli ideali di cittadinanza responsabile, come la lotta alla droga, alle violenze di genere e ad ogni forma di violazione dei diritti umani tramite “scalette” atte a coprire i diversi ambiti disciplinari, mediante piccole “pillole” informative, e nel contempo stimolare la curiosità del pubblico attraverso incontri, servizi con personaggi impegnati nel sociale con l’intento di diffondere il valore della legalità, della libertà e della giustizia sociale.
La proposta del CNDDU in oggetto è in realtà assai pregnante di significato e funzionale per l’acquisizione di una forma mentis “civica”, il cui scopo conclusivo consiste nel potenziare e incrementare le competenze civiche-sociali, comunicative, digitali; rispettare sé, gli altri e l’ambiente circostante; essere responsabili e consapevoli; essere costruttivi, creativi, cooperativi; riflettere criticamente; condividere esperienze e mediare; risolvere problemi, fare scelte e prendere decisioni.
Il Coordinamento, inoltre, suggerisce ai DS degli istituti scolastici che abbiano adottato una web radio di divulgare messaggi di pace e di civiltà in sintonia con la Giornata internazionale e inviarci il file.
Il nostro hasthag è #BUONGIORNORADIO.

Visite: 10
Categorie
Associazioni

NUOVA DISCIPLINA SUI DEHORS, PER LA CIDEC DI PALERMO “TROPPA LENTEZZA IN CONSIGLIO COMUNALE”.

NUOVA DISCIPLINA SUI DEHORS,
PER LA CIDEC DI PALERMO “TROPPA LENTEZZA IN CONSIGLIO COMUNALE”.
IL PRESIDENTE SALVATORE BIVONA :
“ SÌ AL BUON SENSO, NO ALLE RESTRIZIONI ECCESSIVE ”
10 febbraio 2020
“L’approvazione definitiva del nuovo regolamento sugli spazi esterni di bar e ristoranti da parte del Consiglio comunale procede troppo lentamente e a pagarne le spese sono i commercianti sfiniti, che chiedono regole certe per svolgere le proprie attività all’insegna della legalità”: con queste parole, il presidente della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti di Palermo Salvatore Bivona commenta le ultime novità riguardanti i dehors e la disciplina normativa in materia di pedane, ombrelloni, sedie e tavolini dei locali sul suolo pubblico cittadino.
“Abbiamo atteso circa due anni affinché il Consiglio si pronunciasse – afferma – ma ad oggi sono stati votati soltanto gli emendamenti a quattro articoli: un risultato davvero esiguo in considerazione dell’estrema urgenza del provvedimento, dal quale dipendono i destini di tante attività produttive che insistono sul tessuto urbano”.
“Negli ultimi mesi – afferma Bivona – il mancato rinnovo di tante concessioni ha determinato, da un lato, la cessazione di alcune attività e, dall’altro, la rimozione, da parte degli stessi commercianti, di pedane, sedie e tavolini posti all’esterno dei locali: i danni sono stati notevoli, anche sotto il profilo occupazionale”.
“Chiediamo ai consiglieri di tutti i gruppi di imprimere un’accelerazione ai lavori – conclude – appellandoci al loro senso di responsabilità e alla loro ragionevolezza, affinché gli esiti di questa lunga attesa non siano troppo penalizzanti per i piccoli imprenditori e i commercianti, che hanno contribuito in maniera non indifferente, nel tempo, alla crescita turistica della città”.

Visite: 17
Categorie
Associazioni

Il Coordinamento nazionale diritti umani sulla giornata internazionale delle donne

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle ragazze nella Scienza che si celebra l’11 febbraio, intende fare una doverosa riflessione sulle donne che hanno dedicato la loro vita alla scienza.
Nel dicembre del 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito una giornata mondiale per omaggiare il grande valore di tutte le donne che hanno contribuito in maniera significativa allo sviluppo scientifico. Tale giornata rientra a pieno titolo nei 17 obiettivi previsti dalle Nazioni Unite nel programma dello Sviluppo sostenibile per trasformare e migliorare il mondo. Nell’Agenda 2030 un obiettivo/traguardo fondamentale è proprio la Parità di genere. Le Nazioni Unite sono consapevoli che per trasformare e migliorare il mondo è necessaria una solida formazione scientifica, e quest’ultima deve essere accessibile agli uomini e alle donne in egual misura. E’quindi fondamentale superare le differenze di genere nell’accesso allo studio delle materie scientifiche. Il rapporto dell’UNESCO di Woman in Science 2018 ha analizzato il livello di disuguaglianza scientifica per fornire numeri precisi delle donne in ambito STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Dal rapporto è emerso che solo il 28.8% delle donne a livello globale riesce ad affermarsi in ambito scientifico. Poche donne arrivano ai vertici degli istituti di ricerca, poche sono le accademie titolate, la piramide della scienza è costituita da un vertice maschile che ancora non lascia spazio all’ingegno femminile.
Ma perché? Se sono brave, se sorpassano i loro compagni maschi non solo al liceo, ma anche all’università, perché sono poi poche le prospettive di carriera in ambito scientifico? Qual è la ruota dell’ingranaggio mal lubrificata che non permette alle donne di avanzare e affermarsi nonostante ormai le loro riconosciute capacità? In realtà la risposta è, allo stesso tempo, semplice e complessa: il desiderio di maternità, gli orari di lavoro, i modi di lavorare, la “testosteronica” competizione maschile, tutto questo rappresenta quella ruota dell’ingranaggio mal lubrificata! E allora sono troppe le donne che non ce la fanno a sfatare miti, a sconfiggere pregiudizi, a superare vecchi stereotipi secondo i quali è più adatto Adamo a fare l’astronomo!
La Giornata delle Donne nella Scienza è nata proprio per incoraggiare le donne, per sostenerle, per supportarle nella loro scelta di iniziare una carriera scientifica, e soprattutto per favorire la piena parità di genere nelle scienze. A livello Internazionale qualcosa sta cambiando. L’Unione Astronomica Internazionale ha incluso tra i suoi progetti lo Woman and Girls in Astronomy Day, con il chiaro intento di incoraggiare le ragazze di tutto il mondo a considerare di intraprendere una carriera nell’ambito dell’astronomia. Anche il Nostro Paese sta agendo da magnete per promuovere, tutelare e valorizzare le competenze femminili nella scienza. Nel 2016 è nata una banca dati online, 100esperte.it, che propone profili e cv di professioniste italiane nei vari settori scientifici.
Il CNDDU, in questa giornata così nobile, è totalmente schierato accanto alle donne che sognano di poter dare il loro contributo nell’ambito scientifico, qualsiasi esso sia. Per tale ragione vuole impegnarsi in prima linea ad essere portavoce di questo triste gap di genere affinché si riduca e permetta la piena realizzazione del grande ingegno di Eva.
Non occorre andare molto lontano, non occorre uscire dai confini nazionali per inchinarsi dinanzi a donne-scienziato che hanno cambiato la Storia dell’Umanità. Ricordiamo infatti con sommo orgoglio che il Nostro Paese ha dato i natali a donne come Rita Levi Montalcini, a Margherita Hack, e Samantha Cristoforetti. E la lista, di ieri e di oggi, potrebbe continuare ancora a lungo.
Come sempre ci rivolgiamo alla scuola italiana, sempre sensibile, sempre attenta e sempre impegnata a valorizzare le giuste cause. Pertanto, il CNDDU, invita come sempre i colleghi docenti a dedicare “qualche parola” per questa giornata.
Sarebbe bello poter ricordare ai nostri studenti le donne che hanno ricevuto il Premio Nobel per la Scienza, purtroppo sono solo 20, rispetto ai 600 assegnati. Ma quelle 20 donne-scienziato ci sono, esistono! E se noi le ricordiamo, se noi le portiamo in classe, magari il loro esempio può diventare una stella polare che guiderà qualche nostra alunna verso la scienza, e allora non avrà più paura di sognare in grande!

Visite: 14
Categorie
Associazioni

OMICIDIO MIMMO CRISAFULLI, IN CAMPER DA CATANIA PER LA CASSAZIONE. "NON SI PATTEGGIA LA MORTE"

OMICIDIO MIMMO CRISAFULLI, IN CAMPER DA CATANIA PER LA CASSAZIONE. “NON SI PATTEGGIA LA MORTE”
L’udienza in Cassazione per l’ultimo grado di giudizio sull’omicidio di Mimmo Crisafulli è stata programmata per martedì 11 febbraio ore 10 e sotto il palazzo di giustizia a Roma sono attese diverse persone per sostenere il padre Pietro con la sua famiglia.
Prende il via l’iniziativa “Non si patteggia la morte” che non prevede fiaccolate. bensì dona la possibilità a chi lo desidera, di far sentire la propria voce, stringendosi attorno alla famiglia di Mimmo Crisafulli.
La famiglia, ed in particolare il padre Pietro in viaggio con un camper da Catania diretto a Roma presso la Corte Suprema di Cassazione, dove martedì 11 febbraio ore 10 alla quarta sezione penale decideranno sui ricorsi presentati dalla famiglia Crisafulli e dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, capeggiata dal Veronese Alberto Pallotti che sarà presente alla manifestazione pacifica, per chiedere giustizia non vendetta.
“A differenza dell’omicidio di Marco Vannini, il PG ha chiesto che i ricorsi sulla morte di Mimmo Crisafulli, vengano dichiarati inammissibili. L’ultima parola spetta ai giudici, ma c’è il massimo rischio dell’ennesima “sentenza fotocopia”, c’è il timore fondato che Mimmo venga ucciso definitivamente per l’ennesima volta dalla magistratura Italiana. Una sentenza veramente assurda, che da un lato ha riconosciuto Anastasia Conti colpevole di omicidio stradale, dall’altra la buffonata della condanna con patteggiamento illegale ed illegittimo a 5 mesi e 10 giorni di reclusione con la condizionale e pena non menzione sul casellario giudiziale. Chiediamo con forza che la Corte di Cassazione si pronunci anche a porte aperte, che dia la possibilità alla famiglia di partecipare all’udienza, ma soprattutto che si pronunci a sezione unite: occorre sciogliere una volta per tutte il “pasticcio giuridico” Mimmo merita rispetto, giustizia e verità”.
La vicenda di Mimmo Crisafulli in attesa dell’ultimo atto, in Cassazione dove è stata fissata per martedì 11 febbraio 2020 l’udienza, per la famiglia si tratta di un giorno molto importante: la sentenza potrà infatti confermare o ribaltare la condanna stabilita dal Giudice per l’udienza Preliminare di Catania nei confronti di Anastasia Conti. Dunque l’ultimo capitolo giudiziario della tragedia di Mimmo Crisafulli sarà scritto il prossimo 11 febbraio del 2020, per decidere sui ricorsi presentati dalla difesa della famiglia Crisafulli e dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada capeggiata dal Veronese Alberto Pallotti, contro la decisione del giudice per l’udienza Preliminare di Catania, che aveva concesso un patteggiamento, condannando Anastasia Conti a 5 mesi e 10 giorni di reclusione con la condizionale, pena non menzione, con l’accusa di omicidio stradale per la morte del 25enne, avvenuta a Catania il 6 marzo 2017.
La difesa civile chiede l’annullamento della sentenza. chiedendo che la Corte di Cassazione rimetta gli atti alla Corte Costituzionale perchè venga dichiarata l’illegittimità dell’articolo 447 del CPP nella parte in cui non prevede il diritto della persona offesa ad interloquire all’udienza fissata. La direttiva dell’Unione Europea 29 del 2012, declinerebbe nel dettaglio il diritto fondamentale dell’offeso a partecipare al procedimento e al processo, ed in particolare. il diritto ad essere ascoltato e fornire prove. La richiesta del PG presso la Cassazione pone molti dubbi ad un nuovo processo, ma l’ultima parola spetta ai giudici che potrebbero confermare la sentenza, rendendo così la decisione definitiva. Se invece accogliessero i ricorsi della difesa della famiglia Crisafulli si celebrerà un nuovo processo.
Il caso di Mimmo Crisafulli è un caso che ha fatto molto discutere e che mobilitò anche associazioni che chiesero giustizia affiancando la famiglia in una dura battaglia.
“Dall’archiviazione all’apertura delle indagini, senza un processo fino ad arrivare al patteggiamento è stata una vergogna inaudita – aveva commentato col cuore in gola Pietro Crisafulli (presidente di Sicilia Risvegli Onlus, responsabile Ass.ne Italiana Familiari e Vittime della Strada delle sede di Catania e regista del film “La voce negli occhi”), padre di Mimmo, ed anche fratello di Salvatore conosciuto come il “Terri Schiavo Italiano” – vogliamo giustizia vera: non si patteggia con la morte. Lei, la signora che si trovava alla guida dell’auto, condannata a 5 mesi e nemmeno sulla carta, a noi è rimasto l’ergastolo del dolore. Con la sentenza di patteggiamento, senza un processo, senza che il morto si possa discolpare dalle accuse infondate dal presunto concorso di colpa, ma soprattutto non rispettare le numerose sentenze, ultima per ordine di tempo, proprio dalla Corte Suprema di Cassazione terza sezione civile, ord. 30993/2018, in cui spiega chiaramente che non c’è nessun concorso di colpa con l’altro guidatore, chi non si ferma allo stop ha sempre la responsabilità esclusiva. Dunque al segnale di stop bisogna sempre fermarsi. I giudici supremi della Cassazione avevano respinto con rigore tale doglianza, rammentando che il segnale di “stop” pone a carico dei conducenti di autoveicoli l’obbligo di arrestare sempre e comunque la marcia, persino quando la strada sia sgombra totale da veicoli. L’11 febbraio comunque manifesteremo a Roma davanti alla sede della Corte di Cassazione, sè rigetteranno i ricorsi, ricorreremo alla Corte Europea, facendo condannare l’Italia per l’ingiustizia subita”.
Non è escluso che la famiglia Crisafulli abbandoni l’Italia per andare a vivere all’estero, il padre in un intervista ha dichiarato di togliersi la cittadinanza Italiana, portandosi con sè anche il figlio morto.

Visite: 13
Categorie
Associazioni

Promozione delle eccellenze madonite, sviluppo e maggiore slancio agli artigiani Confartigianato Palermo ed Ente Parco delle Madonie insieme

Promozione delle eccellenze madonite, sviluppo e maggiore slancio agli artigiani
Confartigianato Palermo ed Ente Parco delle Madonie insieme
Siglata un’intesa: più turismo, più cultura e più arte – Donato un defibrillatore
Confartigianato Imprese Palermo ed Ente Parco delle Madonie insieme per dare maggiore slancio, visibilità e opportunità ai paesi montani ma soprattutto agli artigiani e alle micro e piccole imprese locali. Turismo, cultura, arte e artigianato.
Un connubio di passione e intenti tra Confartigianato e Parco che non può non puntare in alto. Il protocollo d’intesa è stato siglato nella maestose stanze di Palazzo Pucci Martinez. Presenti il commissario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone, Giuseppe Pezzati e Giovanni Rafti, rispettivamente il presidente e il segretario di Confartigianato Imprese Palermo, insieme a Laura Arcilesi, delegato di Confartigianato per la promozione di turismo e cultura sulle Madonie.
“La convenzione – dice il commissario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone –, è finalizzata allo studio e alla realizzazione di progetti e servizi attinenti la promozione, tutela della natura e dell’ambiente, dei beni culturali e artistici legati al turismo anche sociale e scolastico, nonché alla realizzazione di corsi di formazione professionale e di sostegno alle attività artigianali. Ancora una volta, si vuole dare risalto alla valenza dei territori, al loro tessuto sociale, alle attività tradizionali espressione di una cultura centenaria, proprio perché l’artigianato e la piccola impresa, sono il cuore del sistema produttivo, terreno fertile in cui operare”.
Confartigianato Palermo vuole adesso portare in territorio madonita un progetto d’eccellenza che è stato avviato lo scorso anno nella città di Palermo. Ed è quello dei “Percorsi Accoglienti”, ovvero la riscoperta delle piccole botteghe d’artigianato d’eccellenza che possano fare da volano per lo sviluppo turistico del territorio. L’emozione che passa attraverso il racconto, crea empatia con il potenziale cliente e lo introduce nell’itinerario turistico e naturalistico. E proprio in occasione della firma della convenzione, una prima tappa è stata effettuata tra i tesori di Giulia Maria Valenza, una piccola, storica, merceria dove la “maestra” artigiana pensa, crea e realizza pezzi unici tra scialli, maglie e tutto ciò che da un filato può nascere e prendere vita.
“Coniugare il nostro lavoro, il nostro amore per gli artigiani e le micro e piccole imprese alle realtà presenti nei comuni delle Madonie – dice Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Palermo – è per noi motivo d’orgoglio. Siamo ogni giorno al fianco delle piccole imprese e cerchiamo, sempre più, di dare loro supporto. I nostri artigiani non sono mai lasciati soli. Il nostro impegno, se inserito in un contesto turistico, può contribuire a portare sviluppo ed economia. Crediamo molto nel valore del turismo, lo diciamo da sempre, in ogni occasione. Attorno al turismo ruotano tutti i settori dell’artigianato. Se il turismo funziona, funziona l’economia e funziona l’impresa. E viceversa. Questa intesa con il Parco non può che portare presto buoni frutti”.
In occasione della firma del protocollo d’intesa, come primo passo simbolico, Confartigianato Palermo, grazie all’Ancos, l’associazione di promozione sociale, ha donato all’Ente Parco un defibrillatore semiautomatico (Dae) che sarà collocato a Madonnuzza, frazione di Petralia Soprana, zona ad alta presenza di visitatori e cittadini, di attività commerciali, di enti ed istituzioni pubbliche e private. Il defibrillatore è stato consegnato al sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso.
Il commissario Caltagirone ha ringraziato Confartigianato “per avere permesso di dare risposte ad esigenze sempre più diffuse in tema di salute e assistenza, con un’accurata attenzione nei confronti dei cittadini madoniti”.

Visite: 11
Categorie
Associazioni

BANCO FARMACEUTICO: A PALERMO E’ CORSA CONTRO IL TEMPO PER AFFRONTARE L’EMERGENZA POVERTA’ SANITARIA FABBISOGNO CRESCIUTO A 28MILA CONFEZIONI DI FARMACI

BANCO FARMACEUTICO: A PALERMO E’ CORSA CONTRO IL TEMPO
PER AFFRONTARE L’EMERGENZA POVERTA’ SANITARIA
FABBISOGNO CRESCIUTO A 28MILA CONFEZIONI DI FARMACI
Palermo, 8 febbraio 2020 – A Palermo e provincia gli enti caritatevoli assistiti dalla Fondazione Banco Farmaceutico sono saliti a 28, ma nel frattempo è cresciuto a ben 28mila confezioni il fabbisogno di farmaci perché i tantissimi soggetti che non hanno soldi per curarsi possano affrontare questo periodo di picco influenzale.
Così è scattata la corsa contro il tempo per raggiungere questo obiettivo entro lunedì prossimo. Quest’anno la raccolta di farmaci è cominciata prima, lunedì scorso, con un buon riscontro, ma il clou sarà oggi e lunedì, con in campo tutte le 94 farmacie aderenti all’iniziativa, in aumento rispetto all’edizione del 2019, e con 400 volontari del Banco Farmaceutico.
“E’ importante l’impegno di tutti i cittadini – spiega Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo – perché sono sempre di più le persone che, pur avendo la ricetta del Servizio sanitario nazionale, non possono pagare neanche il ticket. Non riusciamo ad aiutare tutti, perché spesso si vergognano e neppure entrano in farmacia, rinunciano a curarsi aggravando la propria condizione di salute”.
“Purtroppo – aggiunge Mario Bilardo, presidente dell’Ordine provinciale dei farmacisti – l’emergenza non si ferma qui con la Raccolta per il Banco farmaceutico, ma prosegue quotidianamente, tutto l’anno, con i farmacisti sempre impegnati in prima linea per contribuire a risolvere i problemi di questa società sempre più in declino. I dati Istat confermano che la povertà sanitaria è in aumento e non basta più la generosità: occorre trovare una soluzione strutturale”.
Giacomo Rondello, delegato provinciale del Banco farmaceutico, ha ringraziato “le farmacie, i volontari e i cittadini che stanno contribuendo con grande spirito di abnegazione al grido d’allarme dei tanti poveri del territorio. Già nei primi giorni di raccolta straordinaria c’è stato un incremento di donazioni. Confidiamo ora in questi ultimi due giorni per dare risposte ad una domanda purtroppo in crescita”.
Situazione confermata da Salvatore Beninati, della Farmacia solidale dell’Istituto Villa Nave: “Noi riceviamo sempre più confezioni dal Banco Farmaceutico, dalle farmacie, dalle industrie e da privati cittadini, riusciamo ad aiutare tanti poveri e tanti enti caritatevoli. C’è anche quando riusciamo a inviare confezioni in zone di guerra come ad Aleppo, in zone dove operano i soldati italiani come in Libano, o a missioni in Congo, ma spesso dobbiamo dire no per mancanza di disponibilità. E’ un’emergenza molto più grande di noi”.

Visite: 7
Categorie
Associazioni

TIM RIMBORSA 2.000 EURO AD UN ASSISTITO FEDERCONSUMATORI LA ROSA: TIM IN TORTO GRAVE, I NOSTRI CONSULENTI HANNO FATTO GIUSTIZIA

TIM RIMBORSA 2.000 EURO AD UN ASSISTITO FEDERCONSUMATORI
LA ROSA: TIM IN TORTO GRAVE, I NOSTRI CONSULENTI HANNO FATTO GIUSTIZIA
Ammonta a 2.000 euro il danno non patrimoniale liquidato dall’azienda telefonica Tim, oltre alle spese processuali, ad un cittadino disabile di Castelvetrano a seguito del pronunciamento del Giudice di Pace, che ha accolto la richiesta avanzata dall’utente assistito dai legali di Federconsumatori. La vicenda ha avuto inizio nel 2016 e ci sono voluti gli avvocati della nostra associazione affinché il cittadino vedesse riconosciuto un suo diritto basilare di utente: un banale trasferimento di linea telefonica.
Nel 2016 il nostro assistito ha cambiato casa e chiesto il trasferimento della linea, senza però ottenerlo. Si è rivolto quindi alla sede territoriale di Federconsumatori Sicilia a Castelvetrano per richiedere l’assistenza dei nostri avvocati, Maria Tiziana Favoroso e Maria Italia, che hanno prontamente presentato un ricorso ex art. 700 del Codice Procedura Civile per ottenere l’immediato trasloco della linea telefonica. Il 13 marzo 2017 il Tribunale di Marsala ha dato ragione al cittadino e a Federconsumatori, ordinando a Tim di traslocare la linea telefonica al nuovo indirizzo. Cosa che Tim ha effettivamente fatto.
Tuttavia, il lungo tempo trascorso tra l’iniziale richiesta del consumatore e l’effettivo trasferimento della linea telefonica ha causato un notevole danno all’utente Tim, anche in correlazione alla sua disabilità. Per questo, subito dopo il trasloco della linea, gli avvocati di Federconsumatori hanno richiesto il pagamento dell’indennizzo contrattuale ed il risarcimento del danno.
Adesso il Giudice di Pace di Castelvetrano ha accolto le domande di risarcimento e ha condannato Tim al pagamento di 2.000 euro, più le spese di giudizio.
“Questo è un classico caso in cui una grande azienda di servizi calpesta i diritti di uno dei suoi utenti, sapendo che difficilmente l’utente avrà voglia e forza di fare ricorso – commenta Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia – Questa volta, però, l’utente ha fatto la scelta giusta rivolgendosi alla nostra associazione, dove ha trovato le competenze necessarie a portare avanti la causa civile. Al termine di questa vicenda l’utente ha visto rispettati i suoi diritti e ha ottenuto il dovuto risarcimento, mentre Tim – conclude La Rosa – essendo in torto grave non ha potuto fare altro che fare il suo dovere e poi pagare per il danno arrecato”.
Federconsumatori ricorda che lo sportello di Castelvetrano è aperto tutti i martedì dalle ore 16 alle 18, nella sede della Cgil in via Giuseppe Garibaldi, 44.

Visite: 13
Categorie
Associazioni

Il Coordinamento nazionale sui Diritti Umani sul giorno del ricordo

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in occasione del Giorno del ricordo, 10 febbraio, istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92, intende promuovere azioni didattiche e/o laboratori finalizzati a «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale» (legge 30 marzo 2004 n. 92, art. 1 c. 1).
Pulizia etnica sulla popolazione inerme, torture e violenze di ogni tipo contro donne, bambini, vecchi e adulti, colpevoli unicamente di essere Italiani, hanno funestato e insanguinato le province dell’attuale confine orientale, costringendo molti connazionali ad abbandonare le proprie case.
Il fenomeno dell’esodo ebbe inizio dalla fine della seconda guerra mondiale e si protrasse nel decennio successivo. Si calcola che i giuliani (in particolare istriani e fiumani) e i dalmati italiani emigrati dalle loro sedi corrispondano a un numero oscillante tra le 250.000 e le 450.000 persone circa; infatti fu un’avvenimento così vistoso da determinare lo smistamento in quasi tutte le regioni italiane di migliaia di profughi in 109 centri di raccolta ricavati spesso da edifici in disuso e insediamenti al limite della tollerabilità.
Non sempre l’integrazione tra i nuovi arrivati e gli “autoctoni” fu semplice a causa di discriminazioni di carattere politico, anche quando ogni forma di ideologia avrebbe dovuto tacere di fronte al disagio di bambini, donne e anziani che, in molti casi, erano anche completamente estranei alle accuse mosse.
Il Coordinamento propone alle scuole secondarie di secondo e primo grado di consultare e leggere le testimonianze degli esuli giuliano – dalmati per problematizzarle e contestualizzarle in classe.
“Siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali” (Papa Francesco, messaggio in occasione della Giornata mondiale della Pace del 2017).

Visite: 9
Categorie
Associazioni

COMMISSARIATA L'ATI DI MESSINA, A RISCHIO LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA NEL MESSINESE?

COMMISSARIATA L’ATI DI MESSINA, A RISCHIO LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA NEL MESSINESE?
Palermo 07.02.20
È di queste ore la notizia che la Regione ha commissariato l’Assemblea Territoriale idrica di Messina che raccoglie i 108 comuni della provincia di Messina e nella quale la città capoluogo ha un ruolo preminente.
L’ex Ato di Messina era stato tra i pochi, insieme a Ragusa e Trapani, a non avere affidato la gestione del SII ad un gestore unico né tantomeno ad un gestore privato o misto. Fu il risultato della battaglia condotta dal Forum acqua pubblica e da moltissimi comuni del messinese che si schierarono per la gestione pubblica.
Anche l’Ati Messina sembrava orientato verso la scelta pubblica, ed addirittura nell’assemblea del 20 luglio 2018 indicava nell’Amam, spa pubblica del comune di Messina, il possibile gestore unico del SII del messinese. Decisione ribaltata lo scorso dicembre dall’assemblea dei Sindaci.
Mancava però il Piano d’ambito che il sindaco di Castelmola Orlando Russo, eletto Presidente dell’Ati a giugno 2019 in sostituzione del sindaco di Mistretta decaduto per lo scioglimento per mafia di quel comune, non è riuscito a sbloccare. Un piano fondamentale che vale centinaia di milioni di euro e la cui approvazione da parte dei comuni è propedeutica all’affidamento al gestore unico. La Regione ha finanziato la redazione del piano d’ambito della provincia di Messina con oltre 250.000 Euro che saranno gestiti dal Commissario ma è fondamentale che i Sindaci diano indicazioni precise sulla futura gestione pubblica e partecipativa del SII attraverso la costituzione di una azienda speciale consortile, come già deliberato dall’ATI di Agrigento che ha potuto valutare gli effetti nefasti della gestione mista e della privatizzazione. Solo così i comuni del messinese, che insieme alla provincia in maggior numero in Sicilia hanno promosso la legge di iniziativa popolare e dei consigli comunali per l’acqua pubblica che ha dato vita alla l. r. 19/15 vigente, potranno mantenere in mano pubblica la gestione di una risorsa indispensabile, restando comproprietari di una azienda di diritto pubblico che non fa profitto sull’acqua, nel rispetto della legge regionale e della volontà popolare referendaria.
Il Commissario dovrà aggiornare il piano d’ambito, ma è fondamentale che i comuni assumano la responsabilità politica di indirizzare le scelte del piano economico finanziario che dovrà essere redatto in una direzione precisa, affinché non ci si ritrovi “costretti” a cedere al mercato il bene più prezioso.
Il Commissario ha tempo fino al 31 luglio per stilare il piano d’ambito, mentre i comuni avranno 30 giorni di tempo per approvarlo.
È necessario tenere dunque desta l’attenzione e rivitalizzare quello schieramento di comuni e movimenti per la gestione pubblica che ha impedito in questi anni la privatizzazione del servizio idrico; il Forum siciliano propone fin d’ora ai Sindaci e Presidenti dei consigli comunali di aprire una discussione pubblica e di merito sul futuro del bene comune primario.

Visite: 12