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SICILIA-LE DONNE DEL VINO PER L’AMBIENTE – NOTE, IMMAGINI E PAROLE PER “DONNE, VINO, AMBIENTE 2020”,

SICILIA-LE DONNE DEL VINO PER L’AMBIENTE – NOTE, IMMAGINI E PAROLE PER “DONNE, VINO, AMBIENTE 2020”, IL TEMA DELL’ANNO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DONNE DEL VINO. APPUNTAMENTO SUL WEB GIOVEDI 18 GIUGNO ALLE.15 IN DIRETTA SULLA PAGINA FACEBOOK DELLE DONNE DEL VINO SICILIA INSIEME CON L’ORTO BOTANICO DI PALERMO.

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Cronache di Gusto: Lockdown per il coronavirus: l’agroalimentare italiano ha perso oltre 1,5 miliardi di euro

Lockdown per il coronavirus: l’agroalimentare italiano ha perso oltre 1,5 miliardi di euro

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Unioncamere: Indice dei prezzi all’ingrosso di Aprile Andamento ortofrutta e agroalimentare

Indice dei prezzi all’ingrosso di Aprile

Andamento ortofrutta e agroalimentare

 

Roma, 27 maggio 2020 . La campagna degli agrumi e dei frutti raccolti lo scorso autunno è quasi giunta al termine con prezzi all’ingrosso superiori all’anno precedente, in particolare per mele (+17,4%), pere (+26,0%) e kiwi (+29,7%).

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Al Morgantìnon 2020 il miglior olio in assoluto è stato AGRESTIS IGP SICILIA

Ottava edizione Concorso Мοργαντίνων–Morgantìnon: la classifica finale
Al Morgantìnon 2020 il miglior olio in assoluto è stato AGRESTIS IGP SICILIA
dell’azienda Agrestis Soc.Coop. Agricola di Buccheri (Sr)

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Agroalimentare

Ennamagazine: Ottava edizione Concorso Morgantìnon. Ecco la classifica dei migliori oli siciliani

Ottava edizione Concorso Morgantìnon. Ecco la classifica dei migliori oli siciliani
Sono stati 92 i campioni di olio extravergine esaminati

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Cronache di Gusto: Pane & Olio, la merenda per recuperare le buone abitudini della Dieta mediterranea

Pane & Olio, la merenda per recuperare le buone abitudini della Dieta mediterranea

 

Recuperare le regole della Dieta Mediterranea per sostenere la ripartenza degli italiani.

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Agroalimentare

Cronache di Gusto: Coronavirus, crolla la produzione alimentare: perdite di oltre 1,5 miliardi

Coronavirus, crolla la produzione alimentare: perdite di oltre 1,5 miliardi

In controtendenza rispetto ai mesi precedenti crolla per la prima volta nel 2020 anche la produzione alimentare con una perdita di oltre 1,5 miliardi a marzo per la chiusura di bar, ristoranti pizzerie, gelaterie e agriturismi.

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Agroalimentare

Impresa e didattica, all’azienda Pandittaino entrano le webcam del Dipartimento Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania

Impresa e didattica, all’azienda Pandittaino entrano le webcam del Dipartimento Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania
un visita-studio guidata virtuale
dai campi di frumento della Valle del Dittaino ai processi automatizzati di trasformazione

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Cronache di Gusto: Export del Made in Italy: "Non prima della fine dell'anno. Ma sarà un grande 2021"

Export del Made in Italy: “Non prima della fine dell’anno. Ma sarà un grande 2021”
Pubblicato in L’intervento il 05 Maggio 2020
Alessandro Terzulli
Quando riprenderanno le esportazioni dei prodotti italiani?
Difficile dirlo con certezza. Una data ipotizzabile, indicata da più parti come molto probabile, è quella del quarto trimestre di quest’anno, quindi da ottobre 2020. Non per tutti i settori, certo: più per agroalimentare e farmaceutica. E verso Paesi come la Cina, il Vietnam o le Filippine, ma anche la Germania nonostante alcune incertezze. Altri comparti come il trasporto e l’automotive dovranno attendere il 2021, così come l’export verso gli Stati Uniti che però si stima ripartirà. Il tutto mentre il commercio internazionale è previsto scendere quest’anno del 6,4% a volume per il “great lockdown”, il grande blocco mondiale delle attività seguito al Covid-19. La buona notizia è che si attende un recupero notevole già l’anno prossimo: +7,9%. Queste sono le previsioni fornite al Corriere della Sera da Alessandro Terzulli dell’ufficio studi di Sace, su dati Oxford Economics. “Nel 2021 potrebbe esserci una ripresa forte, ma non sarà per magia — dice Terzulli al Corriere — Le imprese italiane sono preparate e si stanno dando da fare, ma serviranno investimenti, strategie di marketing, vicinanza ai clienti”.
L’export italiano per ora è previsto da Sace in calo, dopo un decennio d’espansione, con una forbice indicativa del -5/-10% nel 2020, a seconda dei settori; ma la tendenza potrebbe ribaltarsi già l’anno prossimo con un +5/+10% possibili, con il recupero della domanda. Tra i settori più colpiti nel 2020 Terzulli conferma innanzitutto il turismo, più il trasporto (anche merci) e, in parte, la logistica. Fra i beni che chiuderanno l’anno in negativo l’economista indica poi la filiera dell’automotive, per il coronavirus ma anche per motivi congiunturali, come l’incertezza sugli acquisti del diesel e il calo su mercati come la Cina. Avranno bisogno di più tempo per ripartire anche beni di consumo durevoli come l’arredo, il design e non durevoli come il lusso con l’alta moda e la gioielleria che richiedono fiducia. Mentre la meccanica strumentale, che copre il 20% dell’export italiano (l’Italia è il quinto esportatore mondiale di macchinari), risentirà dei minori investimenti.
“È chiaro che l’impatto di questa pandemia sarà pesante sul commercio internazionale — dice Terzulli – Calerà parecchio la domanda, visto che in tutto il mondo gli scambi di beni scenderanno. Pesa non solo la pandemia ma anche, per la prima parte dell’anno, l’incertezza sulla Cina, il cui Pil è atteso in lieve flessione a fine anno al -0,2%, sostenuto dal parziale allentamento delle misure per contenere il coronavirus”. Migliori le prospettive per l’agroalimentare, dove “parecchio dipenderà dal rapporto qualità-prezzo” e, soprattutto, la farmaceutica, con l’Italia “dove le multinazionali investono e ci sono competenze”. Bene le apparecchiature medicali. “Ciò che si perde sarà recuperato — dice Terzulli — ma è importante che la ripresa sia quest’anno, per riposizionarsi nel 2021”.
C.d.G.

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Cronache di Gusto: Export del Made in Italy: “Non prima della fine dell’anno. Ma sarà un grande 2021”

Export del Made in Italy: “Non prima della fine dell’anno. Ma sarà un grande 2021”
Pubblicato in L’intervento il 05 Maggio 2020
Alessandro Terzulli

Quando riprenderanno le esportazioni dei prodotti italiani?

Difficile dirlo con certezza. Una data ipotizzabile, indicata da più parti come molto probabile, è quella del quarto trimestre di quest’anno, quindi da ottobre 2020. Non per tutti i settori, certo: più per agroalimentare e farmaceutica. E verso Paesi come la Cina, il Vietnam o le Filippine, ma anche la Germania nonostante alcune incertezze. Altri comparti come il trasporto e l’automotive dovranno attendere il 2021, così come l’export verso gli Stati Uniti che però si stima ripartirà. Il tutto mentre il commercio internazionale è previsto scendere quest’anno del 6,4% a volume per il “great lockdown”, il grande blocco mondiale delle attività seguito al Covid-19. La buona notizia è che si attende un recupero notevole già l’anno prossimo: +7,9%. Queste sono le previsioni fornite al Corriere della Sera da Alessandro Terzulli dell’ufficio studi di Sace, su dati Oxford Economics. “Nel 2021 potrebbe esserci una ripresa forte, ma non sarà per magia — dice Terzulli al Corriere — Le imprese italiane sono preparate e si stanno dando da fare, ma serviranno investimenti, strategie di marketing, vicinanza ai clienti”.

L’export italiano per ora è previsto da Sace in calo, dopo un decennio d’espansione, con una forbice indicativa del -5/-10% nel 2020, a seconda dei settori; ma la tendenza potrebbe ribaltarsi già l’anno prossimo con un +5/+10% possibili, con il recupero della domanda. Tra i settori più colpiti nel 2020 Terzulli conferma innanzitutto il turismo, più il trasporto (anche merci) e, in parte, la logistica. Fra i beni che chiuderanno l’anno in negativo l’economista indica poi la filiera dell’automotive, per il coronavirus ma anche per motivi congiunturali, come l’incertezza sugli acquisti del diesel e il calo su mercati come la Cina. Avranno bisogno di più tempo per ripartire anche beni di consumo durevoli come l’arredo, il design e non durevoli come il lusso con l’alta moda e la gioielleria che richiedono fiducia. Mentre la meccanica strumentale, che copre il 20% dell’export italiano (l’Italia è il quinto esportatore mondiale di macchinari), risentirà dei minori investimenti.

“È chiaro che l’impatto di questa pandemia sarà pesante sul commercio internazionale — dice Terzulli – Calerà parecchio la domanda, visto che in tutto il mondo gli scambi di beni scenderanno. Pesa non solo la pandemia ma anche, per la prima parte dell’anno, l’incertezza sulla Cina, il cui Pil è atteso in lieve flessione a fine anno al -0,2%, sostenuto dal parziale allentamento delle misure per contenere il coronavirus”. Migliori le prospettive per l’agroalimentare, dove “parecchio dipenderà dal rapporto qualità-prezzo” e, soprattutto, la farmaceutica, con l’Italia “dove le multinazionali investono e ci sono competenze”. Bene le apparecchiature medicali. “Ciò che si perde sarà recuperato — dice Terzulli — ma è importante che la ripresa sia quest’anno, per riposizionarsi nel 2021”.

C.d.G.

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