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Agricoltura

Cronache di Gusto: Primavera senza pioggia in quasi tutta Italia: e scattano le irrigazioni di soccorso

Primavera senza pioggia in quasi tutta Italia: e scattano le irrigazioni di soccorso
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“Per cercare di salvare le coltivazioni gli agricoltori sono stati addirittura costretti ad intervenire in molti casi con le irrigazioni di soccorso”.
E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli effetti della primavera più secca degli ultimi 60 anni secondo l’analisi realizzata da Meteo Expert dalla quale si evidenzia che le regioni del Nord Italia sono le più provate, con una anomalia del -70%, ma sono in sofferenza anche le regioni del Centro e quelle del Sud, dove il deficit di pioggia è rispettivamente del 59% e 41%. Gli effetti si fanno sentire sulle coltivazioni coni terreni a secco che hanno bisogno di acqua affinchè i campi di mais e barbabietola riescano a germogliare, mentre frumento, pomodoro da industria, ortaggi ed erba medica sono già in stress idrico. Ma se non ci sarà un profondo cambiamento a breve, con adeguate precipitazioni, mancherà in molte aziende l’acqua necessaria per la crescita delle colture con un rischio per le forniture alimentare del Paese in un momento di riduzione degli scambi commerciali per effetto dell’emergenza coronavirus.
C.d.G.

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Agricoltura

Cronache di Gusto; Dl Cura Italia, anche le imprese agricole potranno richiedere il Fondo di garanzia

Dl Cura Italia, anche le imprese agricole potranno richiedere il Fondo di garanzia
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Un emendamento al Dl Cura Italia ha esteso alle imprese agricole la possibilità di avvalersi in maniera diretta degli interventi del Fondo di Garanzia per le Pmi.
Lo fa sapere il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate che già nei giorni scorsi aveva sottolineato l’importanza di far avere un rapido e consistente afflusso di liquidità alle imprese del settore primario in questo momento drammatico per l’economia. “Un risultato importante che risponde alle esigenze e alle richieste del mondo agricolo”, dichiara L’Abbate, nel precisare che “a oggi il comparto primario può accedere solo attraverso i Confidi agricoli che a livello nazionale non ci sono; quelli esistenti, invece, riescono a far erogare finanziamenti in poche province per importi di entità modestissima”. Il Sottosegretario ricorda che “come già verificatosi per l’agroalimentare, con 1 miliardo di euro concesso nel solo 2019 il Fondo di Garanzia sarebbe in grado di concedere agevolmente erogazioni di prestiti di liquidità, ripianamento passività e investimenti in grado di sostenere e rilanciare il settore agricolo, anche in previsione della cosiddetta Fase 2”. Risulterà determinante, conclude L’Abbate, “mettere gli istituti finanziari nelle condizioni di poter sostenere anche il comparto agricolo, come anche procedere rapidamente dopo la definitiva conversione in legge del Cura Italia alla Camera, dove auspichiamo che la norma venga confermata”.
C.d.G.

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Agricoltura

Cronache di Gusto: "AAA Lavoro nei campi cercasi": apre sportello online

“AAA Lavoro nei campi cercasi”: apre sportello online
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Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi e l’inflazione con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro con le aziende agricole che assumono.
L’iniziativa è estesa a tutta la Penisola dopo il successo della fase sperimentale realizzata in Veneto con l’arrivo nella prima settimana di ben 1.500 offerte di lavoro di italiani con le più diverse esperienze dagli studenti universitari ai pensionati fino ai cassaintegrati, ma non mancano neppure operai, blogger, responsabili marketing, laureati in storia dell’arte e tanti addetti del settore turistico in crisi secondo Istat, desiderosi di dare una mano agli agricoltori in difficoltà e salvare i raccolti. Il 60% ha fra i 20 e i 30 anni di età, il 30% ha fra i 40 e i 60 anni e infine 1 su 10 (10%) ha più di 60 anni. Il progetto è stato avviato in autonomia in attesa che dal Governo e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti, cassaintegrati e pensionati lo svolgimento dei lavori nelle campagne dove mancano i braccianti stranieri anche per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza coronavirus da alcuni Paesi europei, dalla Polonia alla Bulgaria fino alla Romania, con i quali occorre peraltro trovare accordi per realizzare dei corridoi verdi privilegiati per i lavoratori agricoli. Con il blocco delle frontiere è a rischio più di ¼ del Made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere con 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero.
Job in Country è la piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata dal Ministero del Lavoro della Coldiretti che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima virtuale on line e poi sul campo. Si pone infatti l’obiettivo di mettere in contatto nei singoli territori i bisogni delle aziende agricole in cerca di manodopera con quelli dei cittadini che aspirino a nuove opportunità di inserimento lavorativo, in un quadro di assoluta trasparenza e legalità. Vanno infatti specificate mansioni, luogo e periodo di lavoro ma anche disponibilità e competenze specifiche in un settore dove è sempre più rilevante la richiesta di specifiche professionalità. L’attività è svolta direttamente nelle singole provincie attraverso le Società di servizi delle Federazioni provinciali ed interprovinciali della Coldiretti, secondo un modello di capillare distribuzione sul territorio.
Sul portale JobinCountry raggiungibile dal sito www.coldiretti.it è possibile: per le aziende, inserire offerte di lavoro, indicando le caratteristiche professionali richieste e le condizioni relative alle offerte (come mansioni e retribuzione); per chi è in cerca di occupazione, è possibile inserire il proprio curriculum e la propria disponibilità alla nuova occupazione, e mantenere sempre aggiornati i propri dati professionali.
“Di fronte alle incertezze e ai pesanti ritardi che rischiano di compromettere le campagne di raccolta e le forniture alimentari della popolazione siamo stati costretti ad assumere direttamente l’iniziativa” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “la necessità di introdurre al più presto i voucher semplificati in agricoltura limitatamente a determinate categorie e al periodo dell’emergenza, senza dimenticare la ricerca di accordi con le Ambasciate per favorire l’arrivo di lavoratori stranieri che nel tempo hanno acquisito spesso esperienze e professionalità alle quali ora è molto difficile rinunciare”.
L’esperienza della Coldiretti è già stata sperimentata in Francia con la a campagna “Braccia per riempire il tuo piatto” alla quale hanno risposto 207.000 candidati su sollecitazione del ministro dell’Agricoltura francese, Didier Guillaume che aveva lanciato un appello a chi era licenziato o in cassa integrazione ad unirsi “al grande esercito dell’agricoltura francese”. Se da un lato si è registrato una grande voglia di collaborazione dei cittadini nei confronti dell’agricoltura meno incoraggianti purtroppo sono stati i risultati dal punto di vista della professionalità e capacità di personale proveniente da esperienze completamente diverse secondo gli agricoltori francesi.
C.d.G.

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Agricoltura

Regione Sicilia: Agricoltura, 40 milioni per investimenti nelle aziende siciliane

Agricoltura, 40 milioni per investimenti nelle aziende siciliane
Agricoltura, 40 milioni per investimenti nelle aziende siciliane
13 aprile 2020
Quaranta milioni di euro per investimenti nelle aziende agricole siciliane. Lo prevede il bando pubblicato dalla Regione Siciliana, attraverso l’assessorato dell’Agricoltura, a valere sulla Misura 4.1 del Programma di sviluppo rurale 2014/2020. Si tratta di una delle procedure più attese dal comparto agricolo, grazie alla quale sarà possibile acquistare macchine, attrezzi agricoli, per trasformazione, confezionamento e commercializzazione di prodotti; realizzare e ristrutturare allevamenti (stalle, ricoveri, recinzioni) oltre che punti vendita aziendali e sale degustazioni; e ancora serre e tunnel per colture protette e florovivaismo; operare miglioramenti fondiari e sistemazioni idraulico-agrarie (recinzioni, terrazzamenti, recinzioni, viabilità aziendale ed elettrificazione).
Una quota dei finanziamenti sarà destinata all’agricoltura delle isole minori: Pantelleria, Eolie, Egadi, Ustica, Lampedusa e Linosa, che erano rimaste escluse dai bandi emessi dalla precedente programmazione.
In linea con la nuova Pac, verranno premiati gli interventi dei cosiddetti “genuine farmers”, ovvero dei “veri agricoltori”, la cui principale attività economica è quella agricola: così come le produzioni certificate di qualità (Bio, Dop, Igp e Qs-Qualità sicura garantita dalla Regione Siciliana, di neo introduzione) e ancora gli investimenti che puntano alle strategie di adattamento al cambiamento climatico, come la realizzazione di laghi collinari.
Tra le novità importanti del nuovo bando la sburocratizzazione e lo snellimento delle procedure amministrative. Determinante sarà infatti il ruolo dei tecnici progettisti: con le “perizie asseverate”, nelle quali saranno riportati la fattibilità degli interventi, i punteggi e l’attestazione di conformità in materia di edilizia ed urbanistica, eviteranno agli agricoltori di dover chiedere pareri e autorizzazioni, che in passato hanno causato aggravio di costi e una notevole dilatazione dei tempi di presentazione delle domande.
«Il Governo Musumeci ha mantenuto fede all’impegno preso – afferma l’assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera – rispondendo alle reali esigenze dell’agricoltura siciliana e semplificando le procedure. Si tratta di un bando molto atteso, grazie al quale le aziende agricole potranno ammodernare le loro strutture, migliorandone reddito e competitività ma soprattutto, a fronte del massimale di 5 milioni di euro previsto dal precedente bando, abbiamo previsto un tetto massimo di 300 mila euro a progetto, rispondente alle reali esigenze del tessuto produttivo siciliano, fatto per lo più da piccole e medie aziende. La percentuale di contributo a fondo perduto prevista è pari al 50 per cento, elevabile di un ulteriore 10 per cento, nel caso in cui i proponenti siano giovani con meno di 40 anni d’età. Anche la cantierabilità del progetto, che ha costi elevati, dovrà essere prodotta solo se e nel momento in cui il progetto verrà finanziato».

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Agricoltura

Cronache di Gusto; La Sicilia dichiara lo stato di crisi per agricoltura e pesca

La Sicilia dichiara lo stato di crisi per agricoltura e pesca
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Edy Bandiera
di Roberto Chifari
“Stato di crisi” per il settore dell’agricoltura, agroalimentare, ittico e agrituristico siciliano, conseguente all’emergenza sanitaria che ha di fatto bloccato il settore primario.
La notizia era nell’aria da giorni, adesso è arrivata la conferma direttamente dagli uffici regionali di palazzo Orleans. Troppe gravi e profonde le difficoltà per un settore che ha subìto gli effetti di una pandemia senza precedenti. Con la dichiarazione dello Stato di crisi la Regione siciliana chiede che siano definiti gli strumenti finanziari finalizzati alla ripresa economica, che saranno attivati nell’ambito delle disposizioni nazionali e comunitarie. “Con questo atto – afferma l’assessore regionale siciliano per l’Agricoltura, Edy Bandiera – intendiamo manifestare, chiaramente, dinanzi a quale catastrofe di carattere economico ed occupazionale ci troviamo e chiedere un’immediata accelerazione dei provvedimenti a sostegno dei settori duramente colpiti. Occorre limitare, con tempestività, gli impatti negativi economici, sociali e ambientali del tessuto produttivo siciliano, fatto per l’80 per cento da piccole e medie imprese, oggi falciato dalla chiusura del canale Horeca, degli agriturismi, enoturismi e delle frontiere, che rappresentano la parte più considerevole del sistema produttivo agricolo siciliano”.
Nello specifico il provvedimento specifica che gli effetti indiretti dell’emergenza sanitaria hanno portato all’azzeramento del canale Horeca (hotel, ristoranti e catering). Questo ha portato «alla chiusura – si legge – di strutture ricettive, agriturismi, enoturismi, mercati storici e rionali, nonché di quelli dell’agricoltore e del pescatore; l’azzeramento della domanda di cibo da parte dei turisti in Sicilia; la difficoltà lungo tutta la filiera alimentare, in termini di approvvigionamento di materie prime e di spedizione e consegna dei prodotti; il ridotto funzionamento dei servizi di logistica, soprattutto internazionali, che ha già messo in difficoltà le imprese per il reperimento di materiali di consumo, di servizi e i prezzi di ricambio dei macchinari». Situazione ancora più grave per il settore florovivaistico, che trattando un prodotto no food ha registrato un azzeramento totale delle commesse e del fatturato, anche a seguito della chiusura di negozi e mercati, nonchè della sospensione di cerimonie civili e religiose.

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Agricoltura

Il ministro Terranova assicura: "Le imprese agricole rientrano nel decreto liquidità"

Il ministro Terranova assicura: “Le imprese agricole rientrano nel decreto liquidità”
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Teresa Bellanova
“Libero il campo da equivoci di tutte le nature: il settore agricolo è ricompreso, e non potrebbe essere diversamente, nell’iniezione di liquidità che il Decreto garantisce a sostegno di tutto il sistema produttivo ed economico”.
Così il ministro Teresa Bellanova pochi minuti fa alle associazioni di categoria incontrate in videoconferenza. “Leggo di allarmi e interpretazioni su un testo che dovrebbe essere, per una questione di opportunità, esclusivamente nelle mani dei tecnici per la redazione definitiva ai fini della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – prosegue – Voglio tranquillizzare tutti: le imprese agricole, che con l’intera filiera alimentare stanno permettendo il bene-cibo al Paese, rientrano nel Decreto liquidità licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri”.
C.d.G.

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Agricoltura

Ex Provincia; Agricoltura. Le piogge di queste giorni un segnale di speranza per un settore in sofferenza

Agricoltura. Le piogge di queste giorni un segnale di speranza per un settore in sofferenza
Un patto solidale, tra aziende, territori e consumatori oggi è più che mai strategico perchè ” nessuno si salva da solo” in questa grave crisi mondiale. ”
Agricoltura. Le piogge di queste giorni un segnale di speranza per un settore in sofferenza30
MAR
2020
Le precipitazioni piovose di questi giorni hanno allentato la grande preoccupazione del mondo agricolo per la tenuta delle coltivazioni e della zootecnia, segmenti portanti per l’economia del territorio ennese, oggi messa anche a durissima prova per l’emergenza sanitaria da Covid-19. La funzione economica e ambientale svolta dall’agricoltura sostenibile praticata nel nostro territorio assume, infatti, un’ importanza strategica per la tenuta sociale, sempre più in bilico. Con l’arrivo delle piogge degli ultimi giorni si è interrotto di fatto un lungo periodo di siccità che ha rischiato di compromettere irreversibilmente le produzioni con conseguenze disastrose per le tante aziende agro zootecniche operanti nel territorio ennese. Gli oltre 70 millimetri di pioggia caduta in tre giorni fanno ben sperare gli agricoltori, per l’ottenimento della produzione necessaria alla sopravvivenza economica delle aziende. Gli invasi ricadenti nel nostro territorio dispongono di un accumulo di acqua sufficiente per la stagione irrigua 2020 e pertanto si spera nelle produzioni orto frutticole con particolare riferimento a quelle ottenute nelle aree irrigue servite dalla diga Olivo e dalla diga Nicoletti. Oggi più che mai il settore agricolo fa appello alla popolazione locale per invitarli a consumare i prodotti del territorio provinciale e regionale, con il duplice vantaggio, di aiutare le aziende e di mangiare sano. Un patto solidale, tra aziende, territori e consumatori oggi è più che mai strategico perchè ” nessuno si salva da solo” in questa grave crisi mondiale. ” Con l’inizio della stagione primaverile- commenta l’agronomo dell Libero Consorzio comunale di Enna, Andrea Scoto- si registra un aumento della qualità e della quantità dei prodotti alimentari in particolare delle produzioni di latte e dei suoi derivati che se non consumati oltre a determinare un danno economico per i produttori, incrementa lo spreco alimentare con le note conseguenze ambientali”. Occorre una maggior consapevolezza del valore della agro-biodiversità dei prodotti locali per mantenere in vita i sistemi agricoli sostenibili legati al territorio. “È auspicabile- conclude Scoto- un incremento di iniziative per il riconoscimento ed il consumo delle produzioni locali anche nelle tante attività di solidarietà che i comuni stanno attivando per l’emergenza sociale”.

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Agricoltura

Decreto Cura Italia: Tardino (Lega): serve un grande piano per l’agricoltura, chiediamo interventi a sostegno dei comparti in sofferenza.

Decreto Cura Italia: Tardino (Lega): serve un grande piano per l’agricoltura, chiediamo interventi a sostegno dei comparti in sofferenza.
Palermo, 31 marzo 2020- “Abbiamo inteso porre una serie di richieste di supporto al mondo agricolo all’attenzione del Governo e della Commissione europea. L’agricoltura nei suoi differenti comparti- e penso a quello zootecnico, al florovivaismo, all’acquacoltura e alla pesca- sta soffrendo, ci sono aziende che stanno subendo perdite ingenti nelle singole produzioni.
Come Lega abbiamo richiesto un pacchetto di interventi coraggioso per far fronte alle urgenze di oggi, a fronte dell’elemosina che il Governo ha ritenuto di ‘elargire’, ma dobbiamo già pensare alle misure da adottare per i prossimi mesi, onde evitare un ulteriore collasso dell’economia, che il nostro paese non si può permettere.
Sono convinta serva un grande piano di supporto per il settore agricolo, e ringrazio il nostro Segretario Regionale, Sen. Stefano Candiani e i nostri parlamentari regionali e nazionali per il pieno sostegno alle proposte che chiediamo vengano inserite nei provvedimenti da adottare. In primo luogo, una moratoria di 18 mesi a tasso zero su tutti i finanziamenti in essere, e un allungamento del periodo di ammortamento pari al doppio del periodo residuo, con conseguente adeguamento della normativa europea sugli aiuti in de minimis. Inoltre, per quanto riguarda il mondo agricolo associato in Organizzazione di Produttori (OCM ortofrutta), chiediamo alla Commissione europea una deroga all’art. 35 del Reg. UE 1308/2013, per consentire agli Stati membri di concedere un aiuto finanziario nazionale alle organizzazioni di produttori di tutte le Regioni, per consentire investimenti finalizzati a rafforzare le OP e a renderle più resilienti in caso di eventuali crisi del comparto ortofrutticolo.
Anche l’ortofrutta, infatti, seppure in questo momento sta soffrendo meno di altri settori, sta affrontando diverse problematiche, come la carenza di manodopera, sia in campagna che nei centri di condizionamento del prodotto, o la diminuzione dei consumi. Inoltre, nei mesi di maggio e giugno per i nuovi trapianti ci saranno difficoltà notevoli, a causa della chiusura delle aziende produttrici di beni primari per l’agricoltura e, mi riferisco ai fertilizzanti, fitofarmaci, plastica e similari.
Dobbiamo agire oggi, per evitare situazioni drammatiche domani. La Lega è a fianco dei produttori, di tutte le aziende del nostro territorio, in un momento così difficile, e ringrazio Abiomed, una cooperativa agricola siciliana che associa oltre 300 produttori agricoli di piccole e medie dimensioni, per averci rappresentato i problemi che riguardano l’intero settore.
Lo dichiara in una nota Annalisa Tardino, Deputata della Lega al Parlamento europeo.

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Cronache di Gusto: Emergenza manodopera in agricoltura: "Serve mappatura dei bisogni delle aziende"

Emergenza manodopera in agricoltura: “Serve mappatura dei bisogni delle aziende”
Dare attuazione, già dalle prossime ore, alla mappatura dei fabbisogni di lavoro agricolo, prevista come azione prioritaria nel Piano triennale di prevenzione e contrasto al caporalato.
Per fronteggiare l’assenza di manodopera già registrata nelle campagne, incrociando in modo trasparente e legale domanda e offerta di lavoro e, urgenza indifferibile, prevenire “l’emergenza umanitaria che rischia di determinarsi negli insediamenti informali affollati di persone che oggi non lavorano e sono a rischio fame”. Così dai microfoni di Radio24, il ministro Teresa Bellanova, con una lettera già sui tavoli dei ministri Luciana Lamorgese e Nunzia Catalfo, parla di obiettivi precisi: fare di tutto “per mantenere il tessuto produttivo vivo, sicuro, stabile” e perché negli insediamenti informali non si determini una “gravissima emergenza sanitaria”.
Nel sottolineare che la “filiera agroalimentare sta assolvendo ad un compito per nulla semplice, assicurando anche in questi giorni la continuità degli approvvigionamenti, mettendo in campo le misure di sicurezza necessaria”, Bellanova rileva la necessità di un intervento urgente e congiunto per “fare i conti con un significativo problema di assenza di manodopera nei campi. Tema che assumerà dimensioni ancora maggiori tra poche settimane, quando molti prodotti ortofrutticoli andranno a maturazione. Il lavoro condiviso sul Piano triennale di prevenzione e contrasto al caporalato – dice la Bellanova – può consentire di avanzare al meglio, ma serve uno sforzo e un coraggio che siano all’altezza della sfida che abbiamo davanti”. Per questo “già nelle prossime ore – scrive – vorrei iniziare a dare attuazione alla mappatura dei fabbisogni di lavoro agricolo”.
Il fine è evidente: fronteggiare la diminuzione delle presenze attuali per “compensare il probabile calo degli arrivi di lavoratori stagionali stranieri dall’estero”, impedire l’emergenza sanitaria ed umanitaria che rischia di determinarsi in “insediamenti informali pieni di persone che oggi non lavorano e sono a rischio fame”. Sconfiggere il caporalato: “Dobbiamo lavorare contro i caporali e per gli agricoltori”. Chi “non esce dal ghetto oggi per paura – riflette Bellanova – uscirà domani per cercare cibo. Lo farà senza alcuna forma di protezione per la propria salute. Si tratterà quindi di un problema umanitario, sanitario e di ordine pubblico. Non possiamo aspettare ancora. Per risolvere questa emergenza. E’ necessario procedere speditamente per incrociare l’offerta e la domanda di lavoro, e dare dignità ai più deboli. È un fatto di umanità, di giustizia. C’è offerta di lavoro, ci sono le strutture di accoglienza lasciate vuote, ma non c’è manodopera. Dobbiamo pensare insieme un meccanismo di regolarizzazione, magari a fronte della sottoscrizione di contratti regolari che oggi sarebbero disponibili in agricoltura”.
Un meccanismo trasparente che potrebbe estendersi anche ai lavoratori stagionali a rischio nel settore turistico e in altri comparti, perché “possano valutare l’opportunità di lavorare nel settore agricolo e agroalimentare”, segnalando anche la necessità di un approfondimento su quanto le organizzazioni dei datori di lavoro agricoli affermano in merito alla complessità nell’utilizzo dei voucher così come regolamentati oggi. ​
C.d.G.

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Agricoltura

Emergenza Coronavirus: gli agricoltori palermitani donano 60 mila euro in attrezzature

Emergenza Coronavirus: gli agricoltori palermitani donano 60 mila euro in attrezzature
La Cila Ebat dona 60 mila euro per l’emergenza Coronavirus. Il comitato di gestione della Cassa integrazione dei lavoratori agricoli ed Ente bilaterale agricolo territoriale, presieduto da Antonio Terrasi, ha deliberato all’unanimità di devolvere questa somma destinandola, su indicazione delle autorità sanitarie, all’acquisto di dispositivi e macchinari indispensabili per la cura e la prevenzione della diffusione del Covid-19. Le attrezzature acquistate con gran parte della somma – 50 mila euro – saranno donate direttamente ad alcuni ospedali di Palermo e provincia, che saranno scelti in base alle necessità espresse dagli stessi nosocomi. Gli altri 10 mila andranno invece agli operatori del 118, la prima linea nella guerra alla diffusione del contagio.
Con questa cifra saranno acquistati respiratori e ventilatori polmonari e caschi respiratori. “Ma anche mascherine, sia monouso che il tipo FP02, e tute di contenimento bioprotettive dotate di calzari. Si tratta di dispositivi che, secondo le indicazioni che ci sono state date dalle autorità sanitarie, in questo momento mancano o scarseggiano nei nostri ospedali ma che sono indispensabili per la salvaguardia della salute di medici e infermieri impegnati in questa difficile battaglia che sta coinvolgendo tutta la popolazione”, spiega Antonio Terrasi. “Il settore agricolo palermitano, colpito questo inverno da una grave siccità mai registrata negli ultimi cento anni, vive una difficile stagione dal punto di vista economico. Ma tutto il comparto, imprese e lavoratori, ha comunque voluto dare un contributo concreto per supportare il nostro sistema sanitario che sta affrontando una enorme sfida”, ha aggiunto Terrasi.
Dei 60 mila euro stanziati, 54 mila sono stati messi a disposizione dal Cila Ebat, ente che fornisce varie prestazioni per i circa 12 mila lavoratori agricoli in provincia. I restanti 6 mila euro arrivano invece dalle organizzazioni nazionali dei datori di lavoro agricolo (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) e delle organizzazioni nazionali dei lavoratori agricoli (Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil) firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti.

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