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Anche l’ex Convento di S.Maria degli Angeli di Assoro tra i “Luoghi del Cuore” Fai che si possono votare

C’è anche lo splendido sito dell’ex Convento degli Angeli di Assoro tra quelli che si possono votare nel censimento dei “Luoghi del Cuore”, l’iniziativa promossa dal Fai, il Fondo Ambiente Italia, giunta alla decima edizione finalizzata salvataggio, recupero tutela e valorizzazione di siti per certi versi dimenticati. E grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo il FAI ha sostenuto e promosso ben 119 progetti di recupero e valorizzazione di luoghi d’arte e di natura in 19 regioni. Quest’anno il censimento si arricchisce di due classifiche speciali. La prima dedicata all’”Italia sopra i 600 metri”, cioè a luoghi che appartengono alle aree interne montane del Paese, di cui la Fondazione si sta occupando anche attraverso il Progetto Alpe e che coprono da sole il 54% del territorio nazionale: La seconda è relativa ai “Luoghi storici della salute”, beni architettonici che hanno radici profonde nel nostro passato, e che oggi, a fronte dell’emergenza sanitaria, sono divenuti valorosi presidi a tutela di tutti noi. I luoghi più votati verranno premiati, a fronte della presentazione di un progetto concreto: 50.000 euro, 40.000 euro e 30.000 euro saranno assegnati rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato, mentre il luogo più votato via web diventerà protagonista di un video realizzato a cura della Fondazione. Per i vincitori delle due classifiche speciali sono in palio complessivamente 20.000 euro. FAI e Intesa Sanpaolo, dopo la pubblicazione dei risultati, lanceranno a marzo 2021 il bando per la selezione degli interventi in base al quale tutti i proprietari (pubblici o non profit) e i portatori di interesse dei luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti potranno presentare alla Fondazione una richiesta di restauro, valorizzazione o istruttoria sulla base di specifici progetti d’azione.
E quelli di Santa Maria degli Angeli tra i 200 in lizza attualmente occupa la trentacinquesima posizione. Per poterlo votare sino al 15 dicembre basta collegarsi con il sito del Fai. Ma per fare conoscere meglio di cosa stiamo parlando di seguito tracciamo una sua breve storia.

Nel 1623 i frati minori riformati edificarono la chiesa e il convento di Santa Maria degli Angeli. L’accesso al complesso avviene attraverso un’imponente scalinata realizzata intorno al 1650, alla cui base vi è croce composta da due monoliti di roccia. La chiesa presenta una facciata priva di ornamenti che rispecchia i canoni dell’ordine francescano: povertà, umiltà e semplicità. Varcata la soglia della chiesa si accede al vestibolo, definito da una volta a crociera con profilo ribassato che sorregge il coro. L’impianto, ad unica navata, presenta una cappella laterale sul lato nord, dedicata all’Immacolata; le pareti longitudinali sono caratterizzate da una serie di altari laterali ai quali corrispondono delle nicchie ospitanti i simulacri lignei di San Pasquale, di Sant’ Antonio da Padova e dell’Immacolata. La chiesa, nel 1754, venne decorata seguendo il canone dell’horror vacui, ovvero terrore del vuoto, infatti, sull’intera superficie della fabbrica storica, dalle pareti alla volta, non vi è uno spazio bianco. Le pitture, a trombe l’oeil, raffigurano elementi geometrici, fitomorfi, ghirlande floreali ed in più vi sono simulate delle profondità prospettiche che rendono uno spettacolo meraviglioso. Di particolare interesse, artistico e simbolico è il ciclo degli affreschi presenti nella cappella dell’Immacolata, omaggio alla vita di Maria. Sono raffigurate, ad esempio: lo sposalizio di Maria e Giuseppe, la fuga in Egitto con Giuseppe che conduce Maria e il bambino, le figure di quattro Sante ed anche due scene non presenti nei vangeli canonici ma dati dai vangeli apocrifi. L’altare principale è caratterizzato da una struttura in legno e in stile barocco, riproducente la facciata di una chiesa con triplo ordine di colonne tortili e coronamento con cupola dorata. un’ampia nicchia contiene la statua della Madonna degli Angeli, titolare della chiesa, talvolta coperta da una tela raffigurante san Francesco, purtroppo danneggiata. Di notevole pregio è il coro, caratterizzato da stalli in legno finemente cesellati e riccamente decorato da affreschi con scene tratte dai vangeli e nei cartigli ritroviamo dei paragoni con la mitologia. Il pavimento è costituito da piastrelle in cotto, un tempo smaltate con motivi floreali e policromatici, al di sotto del quale vi è una cripta, attualmente non accessibile, un tempo utilizzata per la sepoltura, principalmente dei monaci. Di particolare pregio all’interno del convento troviamo: la zona archeologica che presenta tracce di condutture scavate nel pavimento e l’ambiente del refettorio che presenta un affresco raffigurante l’ultima cena di cui non si conosce l’autore e di difficile datazione.

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