DOMANI, SABATO 31 OTTOBRE, SI CONCLUDE “GRAVINA IN JAZZ 2026”
Alla Sala delle Arti “Emilio Greco” sarà in scena “Terrestre” di Beatrice Arrigoni
Serata finale per la 12a edizione di “Gravina in Jazz” edizione 2026, cartellone che da anni presenta, come tutte le produzioni dell’Associazione Musikante del Presidente e Direttore Artistico Antonio Petralia, una carrellata di nomi, dalle giovani promesse alle realtà più importanti a livello nazionale ed internazionale del jazz “che conta”.
Inserito nel progetto “Musikante Jazz Festival – Festival Diffuso” fortemente voluto da Petralia, questa nuova edizione di “Gravina in Jazz” si muove nel solco della propria consolidata tradizione, senza girare però le spalle alle novità.
Domani, sabato 31 ottobre sarà in scena Beatrice Arrigoni con “Terrestre”. L’appuntamento è sempre alla Sala delle Arti “Emilio Greco” di Gravina di Catania in via Roma 27.
La conduzione del festival è affidata a Claudia D’Amico.
IL PROGETTO
“Terrestre” è il secondo album in quartetto di Beatrice Arrigoni, composto interamente da brani originali in italiano. La scelta della lingua madre nasce dal desiderio di autenticità e di una comunicazione più naturale tra parola e canto.
Pur mantenendo come riferimento il jazz contemporaneo, il lavoro integra influenze di pop, musica etnica, classica, improvvisazione e contemporanea, dando vita a una sintesi sonora in cui il gruppo assume talvolta i tratti di un ensemble da camera.
“Terrestre” alterna songs e canzoni dal gusto popolare a forme più libere e sperimentali, esplorando combinazioni strumentali diverse.
L’obiettivo è costruire, nell’ambito della scrittura in italiano, una sintesi personale tra parola e suono, capace di integrare e al tempo stesso di superare gli stilemi del jazz, del pop e del cantautorato italiano, in un processo creativo elaborato dove testo e musica nascono insieme, senza gerarchie tra le due dimensioni.
I TESTI
Ispirati ad esperienze personali ed eventi collettivi come la guerra in Ucraina, le morti in mare dei migranti e la pandemia da Covid19, i testi riflettono il sentire del presente e il senso di precarietà che lo attraversa, ma anche l’impulso vitale dell’esserci nell’istante e dell’essere connessi agli altri e a se stessi.
La parola “Terrestre” richiama la nostra condizione umana e terrena: siamo fragili e finiti, legati alla terra in quanto materia ma al tempo stesso dotati di umanità e sentimento.
LA BAND
Nato nel 2015, il gruppo si è evoluto da progetto di jazz contemporaneo dedicato a rivisitazioni di autori europei e americani a formazione più ricercata, focalizzata sull’interpretazione di brani originali della leader. Con Lorenzo Blardone, Andrea Grossi e Matteo Rebulla, il gruppo sviluppa un suono personale, riconoscibile nel debutto “Innerscape” (2018), dove un jazz moderno si intreccia a influenze eterogenee, e dove emergono melodie evocative e riferimenti poetici a Emily Dickinson ed T.S.Eliot, in una riflessione esistenziale su tempo, spazio e natura.
Nel 2016 la band vince il concorso “Acquedotte” di MIDJ nella categoria under 30 e negli anni partecipa a importanti festival jazz italiani (Area M, Novara Jazz, Bergamo Jazz, Lucca Jazz Donna, ecc.). Nel 2021 è finalista al “Mei Superstage Jazz” promosso dal comitato delle etichette indipendenti italiane.
In scena:
Betrice Arrigoni: voce, testi, composizioni
Danilo Tarso: pianoforte
Andrea Grossi: contrabbasso
Mattia Galeotti: batteria
Dato il limitato numero di posti, è consigliabile preacquistare il biglietto con info tramite WhatsApp al +39 345 7447035 o ai seguenti links:

