Biblioteca Navarria Crifò: giovedì 22 ottobre si presenta “Senza onore”
Nella sala consultazione della biblioteca sita a Catania in via Naumachia 18/b si parlerà del nuovo romanzo di Enzo Mignosi
Nuovo appuntamento con i libri alla Biblioteca Navarria Crifò di Catania in via Naumachia 18/b. In collaborazione con Memoria & Futuro, si presenta al pubblico il nuovo romanzo sulla mafia del giornalista Enzo Mignosi: “Senza onore. 70 anni di mafia, misteri, intrighi”.
Giovedì 22 ottobre alle 18, converseranno con l’Autore Agata Santonocito e Adriana Laudani.
Conduce Antonio Ortoleva.
Settant’anni di mafia con il linguaggio, l’impostazione e lo stile del romanzo, partendo dal summit del 1957 all’hotel delle Palme di Palermo tra i boss americani e siciliani riuniti per costituire il tribunale di Cosa Nostra. La città ribolle di odio, ci sono in ballo i miliardi del sacco edilizio e scocca la guerra tra i Greco e i La Barbera. Pochi anni dopo, saranno i corleonesi a conquistare la scena: Totò Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, ai margini dei grandi affari ma capaci di crescere a piccoli passi fino ad armare uno squadrone che, nei primi anni Ottanta, parte all’assalto di Palermo e ne stermina i clan storici. Tra aneddoti e curiosità, il libro racconta la brutalità dei corleonesi che lasciano sul campo 1500 morti e diventano il gruppo di mafia più potente del mondo, mentre al Palazzo di Giustizia nasce il pool antimafia di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. Entrano in gioco i primi pentiti, con Tommaso Buscetta che fa da apripista, arrivano le condanne del maxiprocesso. Successo amaro, che spiana la strada alla stagione delle stragi (’92-93). Muoiono Falcone e Borsellino, muoiono tanti innocenti. S’invoca giustizia, ma i processi seguono strade impreviste. Uomini delle istituzioni attuano il più clamoroso depistaggio della storia repubblicana e resta oscuro il ruolo di tanti personaggi legati ai Servizi Segreti. Alla fine, tutti i corleonesi, da Riina a Messina Denaro, vengono arrestati ma troppe domande restano senza risposta.
Enzo Mignosi, 74 anni, palermitano, giornalista di lungo corso del “Corriere della Sera”, è stato corrispondente dalla Sicilia per trentacinque anni. Si è occupato di tutta la cronaca di respiro nazionale, soprattutto nera e giudiziaria, ma anche politica, costume, sport. Ha seguito la guerra di mafia degli anni Ottanta, l’avvento dei primi pentiti, il maxiprocesso, la stagione dei veleni al Palazzo di Giustizia di Palermo, le stragi del ’92-93, la caduta dell’impero corleonese con gli arresti di Totò Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i grandi processi con imputati eccellenti (Andreotti, Berlusconi, Mannino, Dell’Utri, Contrada). È autore di tre saggi (Il Signore sia coi boss, 1993, Arbor; I giorni della speranza, 2010, Di Girolamo; Quelli di via Solferino – Un cronista, i suoi anni con il Corriere e la guerra di Palermo, con prefazione di Ferruccio de Bortoli, 2018, Il Pozzo di Giacobbe) e di un romanzo, A doppia mandata (2021, Ianieri). Vive tra Bratislava e Milano.

