L’ENTE CORPO VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE FIRMA TRE CONVEZIONI CON IL TRIBUNALE DI ENNA PER ACCOGLIERE I DETENUTI IN REGIME DI MESSA ALLA PROVA O CON PENE DETENTIVE BREVI
Quaranta detenuti potranno scontare la pena presso l’Ente Corpo Volontari Protezione Civile di Enna. E’ questo quanto sancito dalle tre convenzioni firmate dall’Ente con il tribunale di Enna che aprono le porte ai detenuti che hanno delle pene detentive brevi, fino ai tre anni, o su richiesta dell’imputato nei procedimenti davanti al giudice di pace o per specifiche fattispecie di reato come violazione del codice della strada o violazioni in materia di stupefacenti e ancora nei casi di sospensione del processo con messa alla prova per gli imputati che ne facciano richiesta, subordinata alla prestazione di lavoro di pubblica utilità. Le convenzioni sono state firmate dal delegato e vice direttore dell’Ente Corpo Volontari Protezione Civile, Davide Giunta e la presidente del tribunale di Enna, Miriam D’Amore. I detenuti potranno essere impiegati in interventi di protezione civile e prevenzione, attività di utilità sociale o legate alle specifiche competenze professionali dei condannati, assistenza sociale e di volontariato, supporto nelle emergenze di protezione civile e, nei casi di messa alla prova, anche come supporto socio-sanitario verso categorie fragili. Qualora i posti dovessero esaurirsi, è già prevista la possibilità di aumentarne il numero in base alle esigenze e alle richieste degli uffici giudiziari. Tutta l’attività e il percorso dei soggetti inseriti saranno costantemente e rigorosamente monitorati, per la parte di competenza, dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Caltanissetta, mentre l’Ente Corpo Volontari Protezione Civile Enna svolge questa funzione con puro spirito di servizio verso la collettività non ricevendo alcun ritorno o beneficio economico, ma facendosi invece carico direttamente di tutti gli oneri economici, tra cui le coperture assicurative obbligatorie, organizzativi e gestionali, assumendosi al contempo un compito di grande responsabilità sociale e civile. «La sottoscrizione di queste tre importanti convenzioni con il Tribunale di Enna rafforza concretamente il ruolo della Protezione Civile non solo come presidio di sicurezza, ma come vero e proprio laboratorio di cultura della legalità, uguaglianza e coesione sociale- dice il presidente dell’Ente Giuseppe Vallone – Promuovere il rispetto delle leggi e della persona umana significa offrire a tutti pari dignità e opportunità di riscatto, senza distinzioni né pregiudizi. Attraverso la messa alla prova e i lavori di pubblica utilità, il nostro Ente apre le proprie porte alla collettività, permettendo ai partecipanti di lavorare spalla a spalla con i nostri volontari, esempio più alto e concreto di cittadinanza attiva. Crediamo fermamente che il lavoro restitutivo a favore della comunità, svolto nel segno dell’equità e del rispetto reciproco, rappresenti una sinergia virtuosa tra le istituzioni giudiziarie e il mondo del volontariato».
«Dal punto di vista operativo e organizzativo, l’Ente è pronto ad accogliere complessivamente fino a 40 soggetti che svolgeranno lavori di pubblica utilità e percorsi di messa alla prova presso la nostra sede di Via Scifitello ad Enna- dice il direttore generale Alessandro Battaglia – La legalità e il rispetto dell’individuo si traducono, nell’azione amministrativa, nel garantire pari trattamento, massima tutela della salute, della sicurezza e della dignità lavorativa di ciascun partecipante, in linea con i più rigorosi standard normativi. I soggetti inseriti saranno affiancati quotidianamente dai nostri volontari, punto di riferimento operativo e modello vivente di spirito di servizio e cittadinanza attiva, nello svolgimento di attività concrete come la prevenzione dei rischi, sempre in stretto coordinamento con la Cancelleria del Tribunale e l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE)». Mentre per Davide Giunta, vice direttore e delegato alla gestione della convenzione, che ha seguito la sottoscrizione degli accordi e che si occuperà personalmente del coordinamento operativo e del monitoraggio dei percorsi formativi e lavorativi “il valore aggiunto dei programmi risiederà nell’affiancamento continuo con i nostri volontari: permettere a chi sta compiendo un percorso riparativo di operare al fianco di donne e uomini che incarnano la massima espressione di cittadinanza attiva costruisce ponti di uguaglianza e reciproca comprensione. Garantiremo un’interfaccia costante con i funzionari dell’UEPE e le forze dell’ordine preposte ai controlli, affinché ogni prestazione d’opera sia un’esperienza educativa concreta e un valore restituito al nostro territorio Considero la legalità un percorso vivo, che si costruisce valorizzando le attitudini di ogni singolo individuo nel pieno rispetto dei suoi diritti fondamentali e della sua dignità.».

