Giulio Cesare o la notte della Repubblica: Marco Lorenzi e A.M.A. Factory interrogano la crisi della democrazia
Il 23 e 24 ottobre, dopo il successo delle precedenti repliche, Giulio Cesare o la notte della Repubblica torna in scena al Teatro Libero di Palermo. La riscrittura drammaturgica di Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo rilegge Shakespeare alla luce del presente, interrogando il rapporto tra potere, consenso e responsabilità individuale.
Quando la difesa della Repubblica diventa una giustificazione per la violenza, il confine tra fedeltà agli ideali e ambizione personale si fa sempre più sottile: è in questa zona d’ombra, dove la lotta per salvare un ordine politico può trasformarsi in una contesa per il potere, che si muove Giulio Cesare o la notte della Repubblica, il progetto artistico de Il Mulino di Amleto prodotto da A.M.A. Factory, in scena il 23 ottobre alle ore 21:00 e il 24 ottobre alle ore 19:00 al Teatro Libero di Palermo.
Diretto da Marco Lorenzi, che firma l’adattamento drammaturgico e la riscrittura insieme a Lorenzo De Iacovo, lo spettacolo parte dalla tragedia di Shakespeare per indagare le contraddizioni degli ordinamenti democratici e repubblicani, spostando l’attenzione dalla ricostruzione storica alle motivazioni che guidano le scelte individuali e collettive. Al centro della vicenda c’è Bruto, diviso tra l’affetto per Cesare e la convinzione di dover difendere la Repubblica romana. Uomo d’onore, ma attraversato da contraddizioni e ambizioni, si trova di fronte a un’alternativa radicale: partecipare a una rivoluzione sanguinosa o accettare la sottomissione. Attorno a lui, Cassio, Marco Antonio e gli altri protagonisti alimentano un conflitto in cui le ragioni dichiarate si intrecciano con interessi personali e strategie politiche. La vera vittima della vicenda non è Cesare, ma la Repubblica stessa, lacerata dalle ambizioni di potere e dalle contraddizioni di chi si proclama suo difensore.
La riscrittura di Lorenzi e De Iacovo porta questo conflitto oltre la dimensione storica e interroga il significato della ribellione, il ricorso alla violenza in nome della libertà e la responsabilità che accompagna ogni scelta politica. A questa riflessione si intreccia il rapporto tra media, informazione e mistificazione: un tema che investe la costruzione del consenso, il modo in cui i fatti vengono rappresentati e la capacità dei cittadini di orientarsi nella complessità del dibattito pubblico. La ricerca scenica traduce queste questioni in un linguaggio che mette in dialogo il testo shakespeariano con la contemporaneità, attraverso il lavoro degli interpreti e l’integrazione di diversi codici espressivi. La regia video di PiBold / Paolo Arlenghi, il disegno luci di Umberto Camponeschi e il disegno sonoro di Massimiliano Bressan concorrono a costruire una partitura visiva e sonora che amplifica il conflitto drammaturgico e avvicina la tragedia alle tensioni del presente.
La critica ha riconosciuto nello spettacolo una rilettura incisiva del classico, capace di trasformare la vicenda shakespeariana in uno strumento di indagine politica. Paolo Randazzo, su Gli Stati Generali, lo ha definito «un lavoro solido, colto, compatto», sottolineandone la capacità di porre «domande politiche autentiche e adulte».
Ilena Ambrosio, su PAC, ha individuato nella messinscena «un atto organicamente politico», mentre Giuseppe Distefano, su Exibart, ha parlato di «uno spettacolo esemplare, tagliente, fuori dai canoni». Osservazioni che convergono nel riconoscere la forza di un lavoro in cui l’energia degli interpreti e la ricerca scenica sostengono una riflessione sulla fragilità delle istituzioni, sulla manipolazione del consenso e sulle responsabilità individuali e collettive.
Presentato per la prima volta il 16 ottobre 2025 al Festival delle Colline Torinesi, Giulio Cesare o la notte della Repubblica torna così a interrogare il presente attraverso una domanda che attraversa la Storia: quando la difesa della democrazia si trasforma in una lotta per il potere, quali strumenti restano a una comunità per riconoscere la differenza tra la tutela dei propri ideali e la loro negazione?
Per ulteriori informazioni scrivere a: info@amafactory.it
Giulio Cesare o la notte della Repubblica
Da William Shakespeare
Adattamento drammaturgico e riscrittura: Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo
Regia: Marco Lorenzi
Con Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Rebecca Rossetti, Francesco Sabatino, Angelo Tronca
Progetto: Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory
Produzione: A.M.A. Factory
Collaborazione artistica: Barbara Mazzi, Rebecca Rossetti, Daniele Russo
Con la partecipazione in video di Ida Marinelli e Danilo Nigrelli
Disegno sonoro: Massimiliano Bressan
Progettazione regia video: PiBold / Paolo Arlenghi
Progettazione luci: Umberto Camponeschi
Consulenza per scena e costumi: Gregorio Zurla
Tournée
23-24 ottobre 2026 – Palermo, Teatro Libero
6 novembre 2026 – Erbusco (BS), Teatro Comunale
20 novembre 2026 – Manfredonia, Teatro Lucio Dalla
21-22 novembre 2026 – Bari, Teatro Kismet
22 novembre 2026 – Bari, Teatro Kismet
26 novembre 2026 – Ovada, Teatro Dino Crocco
27 novembre 2026 – Cuneo, Teatro Toselli
28 novembre 2026 – Racconigi, SOMS Racconigi
2 dicembre 2026 – Carpi, Teatro Comunale
3 dicembre 2026 – Breno (BS), Teatro delle Ali
13 dicembre 2026 – Viterbo, Teatro dell’Unione
9 gennaio 2027 – Asti, Teatro Alfieri
10 gennaio 2027 – Tortona, Teatro Civico
25 febbraio 2027 – Novara, Teatro Faraggiana
6-11 aprile 2027 – Torino, Teatro San Pietro in Vincoli
17-18 aprile 2027 – Barcellona, Teatre La Biblioteca
27 aprile- 2 maggio 2027 – Roma, Teatro Vascello

