TROINA RENDE OMAGGIO AI 48 CADUTI DELLA DIGA ANCIPA E CONSEGNA ALLA STORIA I LORO NOMI
Scoperta la lapide commemorativa sulla roccia della diga, alla presenza delle autorità civili e militari e di una folta delegazione calabrese. Nel pomeriggio la presentazione del libro “Le sciagure dimenticate” di Basilio Arona
Troina, 11 ottobre 2026 – Con una solenne cerimonia commemorativa, la Città di Troina, ieri, 10 ottobre 2026, ha ufficialmente consegnato alla storia i nomi dei 48 operai che persero la vita tra il 1949 e il 1955 durante i durissimi lavori di costruzione della diga Ancipa, imprimendoli nella memoria collettiva attraverso una lapide collocata sulla roccia dell’invaso. Cerimoniere dell’intera giornata dedicata al ricordo delle vittime e al valore del lavoro, che ha riunito la comunità troinese, le autorità civili e militari e una folta delegazione proveniente dalla Calabria, per rendere omaggio a una pagina dolorosa della storia del dopoguerra rimasta a lungo nell’ombra, l’assessore ai gemellaggi Giuseppe Macrì.
Il momento centrale della celebrazione si è svolto presso il bacino idrico del lago Sartori, dove la scopertura della lapide, recante i nomi di tutti i caduti, con la città di provenienza e l’età di morte, è stata accompagnata dalla deposizione di una corona d’alloro e dalla benedizione da parte di don Silvio Rotondo. Un gesto dal profondo valore simbolico, per restituire dignità e riconoscimento a quanti, provenienti da ogni parte d’Italia, morirono durante la realizzazione di un’opera fondamentale per la Sicilia e il Mezzogiorno intero, pagando con il proprio sacrificio un prezzo altissimo.
“Oggi ci troviamo in un luogo simbolo per Troina che, a ridosso del secondo dopoguerra, rappresentò un’opera pubblica imponente che ci ha fatto conoscere a livello regionale e nazionale – ha dichiarato il sindaco Alfio Giachino. La costruzione di questo invaso, parallelamente a quella dell’Oasi, ha caratterizzato in maniera fortissima la nostra vita: da qui comincia la sindacalizzazione della nostra comunità che ha permesso ai nostri lavori di capire che, oltre ai doveri, ci sono anche diritti che vanno tutelati. Con la costruzione dell’Ancipa, che ha pagato a caro prezzo, Troina ha costruito una mentalità aperta e con un forte senso dell’accoglienza e dell’inclusione che va oltre. Essere qui oggi, in questo momento di forte carica emotiva, è un motivo di grande orgoglio e soddisfazione”.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione della folta delegazione di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, guidata dal sindaco Giovanni Verduci e da Paola Spanò, presidente dell’Associazione Minatori. Circa 300 minatori specializzati nello scavo delle gallerie, provenienti dal piccolo centro calabrese, furono infatti impegnati nel cantiere dell’Ancipa, sei dei quali persero la vita durante i lavori. La presenza delle istituzioni calabresi, dei rappresentanti dell’associazione e dei familiari dei lavoratori, ha rinnovato il valore di una memoria condivisa, che supera i confini geografici e restituisce alle vittime il ricordo che meritano nella storia delle rispettive comunità.
“Il ricordo dei nostri minatori è qualcosa che va oltre qualsiasi linea di demarcazione politica e non politica – ha affermato il sindaco di Motta, Giovanni Verduci. È un momento a cui teniamo tantissimo per onorare e omaggiare non solo i nostri caduti, ma tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di quest’opera così importante e riconoscere il loro sacrificio. È una giornata molto toccante e molto sentita da tutta la comunità di Motta e vi ringrazio per quello che avete fatto e per quello che rappresenta Troina per la nostra città”.
Il pomeriggio è poi proseguito al cineteatro “Andrea Camilleri”, con la presentazione del volume “Le sciagure dimenticate” di Basilio Arona. L’incontro, introdotto e moderato dall’assessore agli eventi, Salvuccio Siciliano, ha offerto un ulteriore momento di approfondimento sulle tragedie, sulle condizioni di lavoro e sulle vicende umane legate alla costruzione della diga.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Troina, Alfio Giachino, e del presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Piero Capizzi, sono intervenuti l’assessore alla cultura di Motta San Giovanni, Enza Mallamaci, e la presidente dell’Associazione Minatori, Paola Spanò.
Gli aspetti storici e sociali sono stati invece approfonditi dai giornalisti Pino Scorciapino, Anna Vasquez e Silvano Privitera, mentre le conclusioni sono state affidate all’autore del volume.
“Questo libro non è mio – ha spiegato Basilio Arona -, ma è un libro collettivo. Nasce per restituire voce ai lavoratori che in quei cantieri persero tutto, anche il futuro. La storia dell’Ancipa non è soltanto un capitolo ingegneristico, né soltanto una cronaca di sciagure: è un mosaico umano. Raccontare quegli anni significa attraversare dolore e orgoglio insieme. Ma significa anche consegnare la memoria ai più giovani, perché senza memoria non esiste crescita e senza riconoscimento non esiste giustizia”.

