Nacque al mondo un sole
In occasione dell’VIII Centenario della morte di San Francesco, abbiamo vissuto una serata di profonda intensità spirituale e culturale, dedicata all’incontro straordinario tra due giganti della nostra storia: San Francesco d’Assisi e Dante Alighieri.
È stato per me un grande onore guidare i presenti attraverso la visione che il Sommo Poeta ci regala nel Canto XI del Paradiso, un testo che non è soltanto poesia eccelsa, ma una vera e propria testimonianza di fede e d’amore.
Il legame tra Dante e Francesco
Dante, legato alla tradizione francescana probabilmente anche come terziario, intrecciò la sua vita con il messaggio del Poverello d’Assisi fin dai tempi del suo contatto con le prime comunità dei frati a Firenze, Bologna e Ravenna. Tuttavia, il loro legame va ben oltre la vicinanza geografica o storica. Per Dante, travolto dalla corruzione politica ed ecclesiale del suo tempo, la figura di Francesco rappresenta la risposta radicale alla cupidigia del mondo.
Nel Canto XI, Dante celebra il “matrimonio mistico” tra Francesco e Madonna Povertà, elevando la scelta del Santo a simbolo supremo di rinnovamento morale e spirituale.
Durante la serata abbiamo approfondito il senso profondo del panegirico di San Francesco: è un domenicano (San Tommaso d’Aquino) a tessere le lodi del fondatore dei Minori, dimostrando la perfetta armonia e carità che regna nei cieli, in netto contrasto con le divisioni terrestri.
Questo racconto poetico trova un parallelo perfetto nella rivoluzione artistica di Giotto. Come Dante rinnova la lingua e la teologia in poesia, Giotto dona corpo, umanità ed emozione agli affreschi della vita di Francesco nella Basilica di Assisi: due linguaggi diversi uniti dallo stesso sguardo d’amore verso la santità incarnata.
Un sincero e commosso grazie va alla comunità francescana della Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata – Enna e a Fra Saverio , a tutti i presenti per aver reso possibile questo momento di condivisione e crescita.
Un ringraziamento speciale spetta ad Elisa Di Dio , che con la sua eleganza, sensibilità ed interpretazione magistrale del Canto XI ha saputo dare vita alle terzine dantesche, toccando le corde più intime di tutti i presenti e rendendo la serata davvero indimenticabile.
Pagina Facebook Luca Ballarò

