Siamo in piazza Garibaldi ad Enna. Ormai i palazzi sono custodi del silenzio, avvolti nel fascino di un tempo immobile.
Per il turista o per l’ennese contemporaneo, sono grandi mausolei di uffici attuali o dismessi. Servirebbe fermarsi al centro della piazza per ascoltare la loro storia. Facciamo un passo indietro fino al 1926. Castrogiovanni viene eletta Provincia e riacquista l’antico nome, attualizzato in Enna. Si ha voglia di mettere in mostra questa piccola cittadina alla quale è stato donato un ruolo di primo piano. Serve svecchiare. Serve incaricare qualcuno che le dia un nuovo volto, soprattutto in centro. Servono nuovi locali per uffici amministrativi di prestigio. L’uomo giusto sembra essere il palermitano Salvatore Caronia Roberti. Proprio in questa piazza scompare definitivamente l’antico Monastero di San Marco. Due edifici gemelli per nascita, ma non per stile o destinazione, vedono la luce negli anni a seguire: parliamo del Palazzo della Prefettura e di quello della Camera di Commercio. Uno di fronte all’altro. Il primo luminoso, dall’impatto visivo ieratico con la sua torre alta ben trentacinque metri; il secondo più cupo, costruito con pietre dal tono caldo. Uno lungo ed alto, l’altro cubico. Il potere politico di fronte al potere economico. Non bastò erigerli, fu necessario anche decorarli. Due statue e quattro aquile campeggiano sul Palazzo della Prefettura, antico monito romano di potere e autorità. I decori del palazzo di fronte, invece, narrano una storia più umile legata alle antiche attività umane. Chiaramente l’essenza ennese va ritrovata in quest’ultimo racconto artistico. Il dialogo silenzioso e perenne crea un’energia potente tra i due palazzi. Stesso padre, stessa epoca, ma diverse identità. Possediamo tanta storia e possiamo contemplarla ogni giorno con i nostri occhi.

