PASQUASIA: COME LA PENSANO I POLITICI DEL TERRITORIO?
Continua la voce di “uno che grida nel deserto” e ci stupiamo, rimaniamo basiti, che gli ennesi, i quali ci incontrano per strada non decidano di mobilitarsi. Il problema è sempre lo stesso e ne stiamo parlando da molti giorni, siamo al terzo articolo ma continuiamo a crederci . Si tratta di Pasquasia. Continuiamo a chiederci: ci sono o no nel suo sottosuolo le famigerate scorie radioattive? Perché sulla questione è stato apposto il segreto di Stato? Cosa si vuole nascondere? Perché l’Onorevole Grimaldi a suo tempo, quando fece dichiarazioni pesantissime non fu ascoltato da nessuno? Nel frattempo, proprio due giorni fa abbiamo saputo da ex lavoratori della miniera che risiedono a Barrafranca, che nel periodo in cui la miniera stessa fu chiusa, gli stessi videro giungere alcuni TIR sigillati, ma quando chiesero cosa trasportassero furono subito allontanati. Non è una leggenda metropolitana perché di questa vicenda ne parlano in molti nell’ennese, e si sa, vox populi vox dei. Ma di contro i soliti politicanti che vengono poi a chiederci i voti e magari fanno, perché così, noi fessi li abbiamo abituati, risultati plebiscitari, per poi “pettinare le bambole” hanno eretto un muro di omertà. Dunque dobbiamo crederci? Qualcuno si muoverà? Abbiamo anche saputo, da nostre indagini che un soldato americano di stanza a Sigonella, tra i fumi dell’alcool ha detto ad un ennese: “Pasquasia è nostra”. Dunque se così fosse, cosa ci si può attendere da un Governo che sostiene Trump e Netanyau? Siamo sicuri che almeno dai partiti di opposizione a questo Governo qualcosa verrà fuori quindi ci rivolgiamo agli Onorevoli Marino e Venezia, al Presidente Capizzi e al Sindaco Crisafulli perché siamo sicuri che sono gli unici che potranno chiarire e porre fine a questa squallida situazione che sta minacciando e che minaccia da anni inesorabilmente il territorio ennese con centinaia di casi di tumore. Sarebbe utile ed appropriato incaricare un’Universitá specializzata per fare le indagini. Nel frattempo ci chiediamo: ma dov’è la Giustizia? Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

