Il libro “Da Castrogiovanni ad Enna”, pubblicato dal Comune di Enna e dall’Assessorato BB.CC. e P.I. nel 1996 in occasione del 70° anniversario dell’Elevazione a Capoluogo di provincia, curato da Rocco Lombardo e Maria Sarrafiore, edizioni Lussografica Caltanissetta, è un ricco tesoro per la storia della nostra città.
All’interno, tra brani d’autore ( traduzioni di: Adamo, Corradini, Murgano, Lombardo, Sarrafiore) e cartoline d’epoca della collezione Cammarata, leggo un frammento del libro di Padre Giovanni de’ Cappuccini. Siamo nel XVIII secolo e il manoscritto, dal titolo “Storia veridica dell’inespugnabile città di Castrogiovanni”, ancora oggi è custodito all’interno del Comune di Enna. Riporto testualmente: «Castrogiovanni è dotata di dodici porte. Sono esse quattro maggiori, quattro minori e quattro minime… Ecco le porte maggiori: la prima si chiama Porto Salvo, nell’oriente; la seconda Papardura, nell’occidente, la terza del Pisciotto anticamente chiamata Scifotto; e la quarta Porta di Palermo, nell’aquilone. Seguivano le quattro minori, cioè la prima Porta Cannuti, la seconda Porta dell’Acqua; la terza Porta di Ianniscuro; la quarta Cirasa e finalmente vi si vedono le quattro minime le quali sono precipitosi viali, cioè la prima entrata di questi si chiama Pozzillo, sotto il tempio della dea Cerere; la seconda è quello viale alla falda del venerabile Convento dei PP. Zoccolanti, la terza si ritrova sotto la venerabile chiesa di S. Alicio, chiamata la scaletta; la quarta si ritrova sotto il tesoro della Chiesa Matrice, chiamata il viale della petra grossa o pure Grotta del Giudeo». Leggere tutto d’un fiato tanta bellezza lascia suggestioni profonde nell’animo degli ennesi che amano la propria città. Oggi solo la porta di Janniscuru ci ricorda il passato di una città inespugnabile. Pare che proprio il suo nome, secondo una versione che lo tradurrebbe “ Unni agghiorna e unni scura” conferirebbe alla stessa un particolare ruolo strategico oltre che geograficamente astronomico. E se il futuro di Enna, sia per i residenti che per i visitatori, passasse proprio dal recupero dei monumenti scomparsi? Un aiuto valido potrebbe arrivare dalla tecnologia, capace di supportare progetti architettonici in digitale. Ridisegnare l’antico tessuto urbano attraverso percorsi interattivi, in grado di far rinascere la Castrogiovanni di un tempo con costi sostenibili, potrebbe essere la vera chiave di volta per il turismo? Dopotutto, senza la nostra storia non abbiamo futuro.

