Capo Zafferano, 66 mila euro di indennizzo a un mafioso e un parco atteso da 30 anni. E ora chiude anche l’area a ridosso del faro. La vicenda sbarca all’Ars e al Senato. Sunseri e Damante (M5S) «Vogliamo spiegazioni»
PALERMO, 19/09/2026. – Sessantaseimilaquattrocentosessantacinque euro liquidati dallo Stato a un professionista condannato in via definitiva per associazione mafiosa, un parco annunciato quasi trent’anni fa e mai realizzato e, adesso, anche l’area immediatamente a ridosso del faro chiusa al pubblico. Senza spiegazioni ufficiali da parte dell’Agenzia del Demanio.
Succede a Capo Zafferano, tra Bagheria e Santa Flavia, uno dei luoghi più suggestivi del litorale palermitano che da settimane vede interdetta al pubblico l’area limitrofa ad una delle sue attrazioni migliori, il faro ottocentesco, chiusa senza che – dicono i parlamentari M5S Luigi Sunseri e Ketty Damante, che hanno presentato interrogazioni rispettivamente all’Ars e al Senato – siano state fornite spiegazioni ufficiali da parte dell’Agenzia del Demanio.
«Con decreto del 28 ottobre 2017 – dichiara il deputato regionale Sunseri – l’Agenzia del Demanio ha quantificato in 66.465 euro l’indennizzo spettante a Salvatore Scardina (e al fratello) per l’acquisizione dei terreni in parte dei quali doveva sorgere il parco tra Monte Catalfano e Capo Zafferano, previsto dal Comune di Santa Flavia sin dal 1997 e mai realizzato. Il decreto è arrivato ad appena un mese dalla condanna in primo grado di Scardina a 12 anni di reclusione per lo stesso reato, nell’ambito del processo Panta Rei. Con la mia interrogazione all’Assemblea regionale siciliana chiedo che fine ha fatto il progetto del parco e il perché della chiusura dell’area prossima al faro».
«Perché – chiede Ketty Damante – l’Agenzia del Demanio ha liquidato quella somma senza verificare la posizione patrimoniale del beneficiario? Al ministro dell’Interno chiedo se la Direzione investigativa antimafia abbia mai valutato la confisca di prevenzione sui terreni che, secondo quanto riportato dalla stampa, la famiglia Scardina conserverebbe ancora attorno al faro».
«Non ci interessa solo il singolo pagamento – dichiarano congiuntamente Sunseri e Damante – ci interessa capire perché, in trent’anni, nessuno abbia mai completato quel parco, e perché lo Stato continui a trattare come un proprietario qualunque chi ha precedenti penali per associazione mafiosa».
«Voglio anche sapere – conclude Sunseri – se il governo regionale intenda riattivare, ai sensi della legge regionale n. 98 del 1981, l’iter per la realizzazione del parco e con quali tempi, se e quali risorse, anche di provenienza europea o nazionale (PNRR, FESR, FSC), siano state in passato destinate o possano oggi essere individuate per il restauro del faro di Capo Zafferano e per la realizzazione del progetto del parco».


