Al Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, in corso a Padova, presentata la partecipazione italiana nel consorzio europeo per la perforazione scientifica dei fondali oceanici chiamato ECORD. Importanti i risultati della ricerca!
Attraverso lo studio dei fondali oceanici è possibile capire i cambiamenti climatici in atto!
Angelo Camerlenghi – Ricercatore dell’OGS di Trieste : «Attraverso la perforazione dei fondali oceanici stiamo studiando il passato per capire il futuro del Pianeta. E’ una ricerca molto importante per capire i cambiamenti climatici in atto. Per esempio circa 35 milioni di anni fa l’Antartide è diventato il primo polo ‘congelato’ mentre solo circa 3 milioni di anni fa, è arrivata la glaciazione dell’Artico. Ora stiamo studiando le variazioni tra periodi glaciali ed interglaciali in entrambi i poli».
Nel link intervista e immagini https://wetransfer.com/downloads/f0a7da00596ad1b47a7c2eb3fe091b4120260917114953/09de14113635afe6dd2aa45cf66b384120260917120620/8adb2a
A Padova, insieme le due più importanti Società delle Geoscienze!
“Al Congresso Nazionale di Padova della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia abbiamo presentato la partecipazione italiana nel consorzio europeo per la perforazione scientifica dei fondali oceanici chiamato ECORD. La partecipazione a questo consorzio è finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca tramite il CNR che coinvolge OGS, lNGV e molte Università. Lo scopo è perforare i fondali oceanici, i fondali lacustri e le zone continentali, per ricostruire la storia della Terra.
Senza questo progetto sapremmo molto poco del nostro pianeta. In particolare ci sono state attività di studio importanti nelle aree polari, in Antartide e in Artico in cui la partecipazione italiana è stata molto importante. Due spedizioni sono state coordinate da ricercatrici di OGS che hanno hanno contribuito alla ricostruzione della storia glaciale del nostro pianeta.
Ad esempio abbiamo capito quando si sono formate le calotte glaciali, com’è variato il clima tra una glaciazione e l’altra, scoprendo per esempio che ci sono stati periodi molto più caldi anche di quello attuale nel passato lontano. In questo modo riusciamo a capire quale sarà la resilienza degli ecosistemi e quali saranno i cambiamenti globali accelerati dalla componente antropogenica. Dunque i cambiamenti ci sono stati ma oggi sono aggravati dalle attività umane. Abbiamo identificato quando la Terra ha cominciato ad avere delle calotte glaciali. Per esempio circa 35 milioni di anni fa l’Antartide è diventato il primo polo ‘congelato’ mentre solo circa 3 milioni di anni fa, è arrivata la glaciazione dell’Artico. Ora stiamo studiando le variazioni tra periodi glaciali ed interglaciali in entrambi i poli”. Lo ha annunciato Angelo Camerlenghi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica, intervenendo al Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia in corso a Padova.
Per interviste –
Angelo Camerlenghi – Ricercatore dell’OGS – Tel 339 – 713 9994
Lara Maritan, Ricercatrice in Petrologia e Petrografia al. Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e Presidente Congresso – Tel 349 – 324 9658.
Fabrizio Berra – geologo, Dipartimento Scienze della Terra dell’Università Statale di Milano, Presidente del Congresso – Tel 340 – 610 0941.
Rodolfo Carosi – Presidente della Società Geologica Italiana Tel. – 347 3151107.
Paolo Mazzoleni – Presidente della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia Tel. 366 6088173
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia – Tel 392 – 5967459.


