Importante riunione al Comune di Enna sul “Dopo di noi”
Sì è tenuta avantieri al Comune un’importante riunione programmatica sul “Dopo di noi” , la nota iniziativa, a nostro avviso, come tutte quelle in materia di disabilità, colma di lacune e fatta soltanto di chiacchiere che nella realtà non trovano mai concretizzazione perché il Welfare mix purtroppo, in Italia, non funziona, ma questa è soltanto un’opinione personale di chi scrive. La materia è regolata dalla Legge n. 112 del 22 giugno 2016, ed è intitolata “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare”. More solito, in Sicilia, un’orda di famelici l, sentendo odore di soldi vi si avventerebbe e sta alla bravura dei funzionari, degli assistenti sociali e dei politici preposti, sapere discernere chi abbia veramente bisogno da chi voglia “cavalcare la tigre”. E non abbiamo dubbi che la brava Stefania Marino e il personale che lo collabora nell’assessorato di cui il sindaco Crisafulli l’ha investita alla titolarità, le Politiche Sociali, saprà ben differenziare le vere situazioni di bisogno da quelle finte. Presenti alla riunione, molti rappresentanti delle maggiori associazioni addette ai lavori, quindi il Terzo Settore. Presente il garante per la disabilità, Marco Milazzo. “Ringrazio tutti quanti gli intervenuti- ha detto l’On Marino – in particolare le famiglie, che per noi Amministrazione rappresentano le migliori risorse per lavorare nel modo migliore per la nostra comunità”. La Marino è cosciente che ancora il Comune è ancora lontano dai risultati sperati, “ma oggi abbiamo voluto dire che vogliamo lavorare per tutte le famiglie che affrontano delle difficolta’, che non resteranno sole”. Si inizierà con un censimento delle disabilità gravi predisponendo una modulistica che poi sarà ovviamente divulgata dal Comune Di Enna. “Stileremo – ha proseguito il Vice Sindaco Marino – un progetto e avremo cura di attenzionarlo insieme al garante per i disabili anche a tutte le associazioni e ovviamente a chi vive il problema in prima persona” . Sì tratta di un primo step che rappresenta un momento importante per la comunità perché le famiglie non possono essere lasciate da sole, ma il Comune deve stare accanto a loro, perché solo così una comunità può dirsi civile e inclusiva.
Mario Antonio Filippo Pio Pagaria


