Diga Ancipa. Venezia (PD): “Servono dati certi e trasparenza sui prelievi idrici”
Palermo, 3 settembre 2026 – È stata presentata all’Assemblea regionale siciliana un’interrogazione parlamentare urgente rivolta al Presidente della Regione sulla gestione delle risorse idriche dell’invaso Ancipa. Al centro dell’iniziativa parlamentare vi sono i dati e le contestazioni contenuti nel nuovo esposto presentato dal Movimento per la Difesa dei Territori e riportati dalla stampa, secondo cui tra il 1° e il 2 settembre sarebbero stati trasferiti dall’invaso circa 570 mila metri cubi di acqua e il volume complessivamente presente sarebbe sceso a circa 13,8 milioni di metri cubi.
“Non intendiamo sostituirci agli organismi tecnici e di controllo – sottolinea Fabio Venezia, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare –, ma chiediamo che siano messi a disposizione dati ufficiali, aggiornati e verificabili sulla reale consistenza della risorsa e sui quantitativi effettivamente prelevati”.
Particolare attenzione viene posta sul quantitativo di 4 milioni di metri cubi destinato agli usi irrigui, autorizzato dalla Regione lo scorso 28 luglio. Il deputato ennese chiede di conoscere con precisione quanto sia stato effettivamente utilizzato, quale sia il quantitativo residuo e se siano stati effettuati ulteriori trasferimenti o prelievi per finalità diverse. La questione assume particolare rilievo alla luce della situazione di criticità idrica che continua a interessare la Sicilia.
“L’acqua dell’Ancipa è una risorsa strategica per tutta la Sicilia – continua il deputato ennese – e non può essere gestita senza la massima chiarezza. In una situazione di emergenza idrica, ogni metro cubo deve essere contabilizzato e deve essere chiaro a tutti dove viene destinato. La priorità assoluta deve essere garantire l’approvvigionamento potabile dei cittadini”.
“Chiediamo al Governo regionale – conclude Venezia – di rendere pubblici quotidianamente i dati sull’invaso, perché su una risorsa così strategica non possono esserci zone d’ombra. Cittadini, sindaci, agricoltori e istituzioni devono poter conoscere in tempo reale la situazione dell’invaso e le prospettive per i prossimi mesi”.


