Il manager calcistico Domenico Panico precisa il suo ruolo attuale nell’Enna e quello eventuale nel futuro
Resterà lei a Enna? Si dice che sia stato lei a scegliere il direttore sportivo Pisano e l’allenatore.
«Voglio essere assolutamente categorico: mi dissocio totalmente da questa ricostruzione. Io non ho mai chiamato il direttore sportivo Pisano e non ho mai chiamato l’allenatore. Non sono state mie scelte e non ho mai avuto il compito di sceglierli.
La situazione nasce da una richiesta che mi è stata fatta e da una trattativa che sta portando avanti direttamente il presidente Travagin con l’amministrazione comunale, per verificare se esistano i presupposti affinché queste figure possano rappresentare un valore aggiunto e portare risorse e organizzazione alla società.
Anche quando mi è stato chiesto di ricoprire il ruolo di direttore sportivo o direttore generale, ho sempre detto di no. Non ho i titoli e rispetto profondamente chi frequenta i corsi FIGC, studia e consegue i relativi patentini. Sono ruoli che richiedono competenze e preparazione specifiche. Io sono un agente e un manager calcistico e conosco il mio ruolo.
Quello che abbiamo cercato di fare in questi ultimi due anni nasce anche da un insegnamento preciso. Pietro Lomonaco, tanti anni fa, quando l’Enna attraversava una situazione difficile, fece qualcosa di molto simile. Da allenatore, e non da direttore sportivo, contribuì a costruire una squadra puntando su giocatori poco conosciuti, ottenendo risultati importanti e contribuendo al rilancio della società.
A distanza di tanti anni abbiamo ripreso quella filosofia: cercare giovani, valorizzarli e trasformare l’Enna in una vetrina per il calcio professionistico.
Voglio fare un ringraziamento particolare e davvero sentito a Gianluca Vigneeri, Manuela Greco, mister Alfredo Cimino, Stefano Dell’Arte, Salvatore Bertuccio, Massimo Greco e Gian Primo Luglio, persone che hanno dimostrato grande disponibilità e che sono state fondamentali per rimettere in moto questa macchina. In particolare, Gian Primo Luglio è stato una persona eccezionale e uno degli artefici di questa ripartenza.
Ho grande fiducia e stima in tutti loro e considero il loro contributo una delle chiavi fondamentali della ripartenza dell’Enna.
Un ringraziamento speciale va anche all’avvocato Mauro Di Natale, che si è messo immediatamente a disposizione attraverso la struttura di Casa Enna, garantendo gli alloggi ai ragazzi.
E voglio ringraziare anche Davide Di Dio e Il Carrettino, per la straordinaria disponibilità e ospitalità: colazioni, pranzi e cene per i giocatori, garantendo un’accoglienza e un comfort davvero importanti.
Per quanto riguarda Mauro Di Natale, ho consigliato personalmente al presidente Travagin di affidargli un incarico importante all’interno della società, anche come direttore generale, perché lo considero una persona competente, qualificata e di grande valore per Enna.
Con il presidente Travagin ho un ottimo rapporto e ci conosciamo da tempo. Se l’Enna avrà bisogno della mia consulenza, io sarò presente e darò la mia disponibilità.
Io sono un uomo di calcio e sono a disposizione di chiunque voglia fare le cose per bene e fare calcio seriamente. Allo stesso tempo, rimango un uomo della PLM Management, struttura con la quale lavoro e alla quale sono professionalmente legato.
Il mio obiettivo è costruire, valorizzare e contribuire, quando richiesto, a fare bene nel calcio.


