Agosto ad Enna è il mese della villeggiatura in campagna.
I puntuali temporali pomeridiani donano all’aria un’essenza serica. Si ha il piacere di vivere immersi nella natura silenziosa, tra i rovi di more e le bifere che danzano tra i fichi ombrosi. Sotto questi alberi dal fascino eterno si apparecchiano lunghe tavole con candide tovaglie in cotone, su cui gustare insieme ad amici e parenti semplici pietanze della tradizione. Sono momenti di allegria scanditi dalle visite dei forestieri, che attendono con gioia le fresche sere annebbiate dai fumi di carne alla brace. Il pane di grano duro regna protagonista tra i piatti, con la sua imponente figura. I più fortunati possono gustarlo con sugo fresco di pomodoro, servito dopo giornate di intenso lavoro per la preparazione delle conserve invernali. Spesso si scorgono, sotto la luce della luna e delle stelle cadenti, pannelli in legno che custodiscono pomodori e fichi da asciugare al solleone, e il loro profumo inebria sia i commensali che le cicale. Il latte di mandorla e il caffè freddo aiutano i sensi a ritrovare quella pace che cancella dalla memoria ogni fatica.
Ma non è solo la campagna a rigenerare gli ennesi in agosto. Le passeggiate lungo il lago di Pergusa al tramonto temprano lo spirito. Invece al Castello di Lombardia si segue un altro rituale: quello della cena sui muretti con il classico arancino accompagnato da una fetta d’anguria. Si attende il Ferragosto per la festa di Maria Assunta presso la Chiesa dello Spirito Santo, unica occasione per visitare un luogo suggestivo e unico, dove il 15 agosto, fino a qualche anno fa, venivano ancora offerti i tipici mastazzoli. Ma il momento più sentito è l’ultima domenica del mese, quando si celebra la Festa della Madonna di Valverde, prima Patrona di Enna. Il quartiere dello Spirito Santo è posto – in linea d’aria – esattamente di fronte al quartiere di Valverde: due luoghi pieni di storia che si risvegliano di profonda bellezza ad agosto. Percorrere questi abitati, attraversarne le piccole tacite strade, sentirne i profumi miti, carpirne i colori, dona ai sensi un coinvolgimento totale. Un detto molto diffuso in città recita: “Agustu e rigustu, capu di virnu”, perché la montagna degli Erei anticipa le stagioni nel mese delle Feriae Augusti. In campagna si tengono sempre pronti capi spalla (spesso finemente lavorati a maglia per le donne) da indossare la sera e da offrire anche agli ospiti, insieme alle pesche nel vino.
Anche in un periodo in cui si parla tanto di carovita, Enna offre il suo lato migliore: tutte le sfumature della sua bellezza descritte in questo articolo non hanno alcun costo, o è comunque minimo. La nostra città in agosto è intrisa di poesia. Basta solo cercarla e ammirarla.


