Ospedale di Leonforte al collasso, l’ASP ignora il Decreto Regionale. Il PD: “Non
accetteremo la dismissione silenziosa del nostro presidio.”
Il Partito Democratico di Leonforte denuncia con forza l’inaccettabile e progressivo depotenziamento
della capacità operativa del Presidio Ospedaliero della nostra città, messo in atto dall’ASP di Enna.
Di fronte a questa emergenza, le nostre Istituzioni non sono rimaste a guardare. Sosteniamo le azioni
portate avanti dal nostro Sindaco, dall’Amministrazione e dal Consiglio Comunale: dall’occupazione
fisica dell’ospedale dello scorso 20 luglio per costringere la direzione sanitaria a un confronto, alla
richiesta e partecipazione alla Conferenza dei Sindaci, fino al Consiglio Comunale del 31 luglio in cui è
stata denunciata pubblicamente la disastrosa condizione in cui versa la struttura.
Oggi i fatti ci danno purtroppo ragione. Quello che l’ASP ad aprile aveva rappresentato al Sindaco
come un intervento temporaneo di circa venti giorni – il trasferimento di due medici dal Pronto
Soccorso a quello di Enna – ha innescato un collasso strutturale. Per compensare quella mancanza,
sono stati sottratti due medici alla Medicina. Il risultato è che il reparto è rimasto con un’unica unità
medica strutturata, una dotazione evidentemente incompatibile con la necessità di assicurare le
reperibilità e la continuità assistenziale.
La toppa messa dall’Azienda, ovvero l’impiego di personale medico somministrato tramite la
cooperativa Alcantara, cesserà il prossimo 15 agosto. Senza un’immediata assegnazione di personale
medico strutturato, si determinerà un’oggettiva difficoltà nel garantire la continuità operativa del
reparto.
A questo si aggiunge un vero paradosso organizzativo: il 30 luglio, proprio il giorno prima della
Conferenza dei sindaci, il Direttore del Presidio ha impartito la disposizione di trasferire i pazienti della
Medicina all’interno degli spazi del Pronto Soccorso. Questa scelta ha determinato una riduzione di
sei posti letto della Medicina, una contrazione delle risorse infermieristiche e una preoccupante
sovrapposizione logistica tra le attività di emergenza e i degenti. Una simile e inaccettabile
promiscuità genera infatti un evidente rischio igienico-sanitario, facendo convivere negli stessi
ambienti la degenza ordinaria con i flussi non programmabili del Pronto Soccorso, e arriva a
compromettere persino la doverosa garanzia della separazione di genere tra i pazienti ricoverati.
Tutto ciò era stato correlato dall’ASP alla necessità di liberare il quarto piano per accogliere la RSA di
Pietraperzia. Ad oggi, tuttavia, la RSA permane a Pietraperzia e il quarto piano dell’ospedale di
Leonforte risulta sostanzialmente inutilizzato.
Questo progressivo smantellamento si pone, peraltro, in aperta contraddizione con la
programmazione regionale vigente. Ricordiamo, infatti, che il Decreto Assessoriale n. 22/2019
classifica il nostro presidio come “Pronto Soccorso di Zona Disagiata”, assegnando una dotazione
strutturale di ben 60 posti letto complessivi: 14 alla Medicina Generale, 12 alla Chirurgia, 18 alla
Riabilitazione e 16 alla Lungodegenza. L’attuale depotenziamento rappresenta un palese tradimento
di questo assetto normativo.
Non possiamo permettere che la permanenza nominale dell’ospedale venga usata per nascondere il
suo reale svuotamento. Qualora venisse meno la sostenibilità operativa della Medicina, l’ASP dovrà
chiarire come il Pronto Soccorso potrà continuare a svolgere le proprie funzioni.
Alla luce di questo scenario, il Partito Democratico esige risposte formali e puntuali dall’ASP di Enna:
• Come si intende garantire la continuità assistenziale della Medicina dopo il 15 agosto?
• Quale sarà la futura dotazione organica medica e infermieristica del Presidio?
• Quali sono le reali motivazioni della riduzione dei posti letto e del trasferimento dei degenti
negli spazi del Pronto Soccorso?
• Perché il quarto piano è stato svuotato se la RSA di Pietraperzia non è stata trasferita?
• Qual è il modello complessivo e la futura configurazione funzionale che l’ASP intende adottare
per il Presidio Ospedaliero di Leonforte?
Qualora l’ASP ritenga di non disporre delle risorse per mantenere l’attuale configurazione ospedaliera,
lo dichiari con trasparenza alle istituzioni e alla popolazione.
In questa battaglia il Partito Democratico è, e sarà sempre, in prima linea. Siamo accanto non solo ai
cittadini di Leonforte e a tutti quelli dei comuni che ricadono nel nostro distretto ospedaliero, per
difenderne il diritto inalienabile alla salute, ma anche a tutto il personale sanitario che, tra carenze e
turni massacranti, continua a lottare ogni giorno in corsia per tenere in piedi la struttura. Non
accetteremo una dismissione silenziosa e manifesteremo il nostro dissenso in ogni modo,
mobilitando tutte le risorse possibili a difesa delle nostre comunità.


