SICILIA: GIAMBONA “CANTIERI E COMITATI? TANTA IPOCRISIA. CHI GOVERNA SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ”
PALERMO (11 agosto 2026) – “La nuova stagione dei cantieri politici e dei comitati civici promossa da esponenti della maggioranza ha un sapore paradossale. Chi governa da anni oggi scopre i problemi della Sicilia e di Palermo e si propone addirittura di raccogliere adesioni per affrontarli. Ma qualcuno spieghi loro che non sono all’opposizione: sono al governo. E lo sono da anni, con responsabilità precise e assessori nei posti in cui si assumono le decisioni”. Lo dice il vicepresidente del gruppo parlamentare del Pd all’Ars, Mario Giambona, commentando le recenti iniziative politiche che, a livello regionale e palermitano, puntano alla costruzione di nuovi “cantieri” e alla nascita di comitati civici per raccogliere segnalazioni sui problemi dei territori.
“Il centrodestra governa il Paese con una maggioranza larghissima, governa la Regione da nove anni e Palermo dal 2022 – aggiunge Giambona -. Dopo tutto questo tempo, presentarsi ai cittadini con la lista delle cose che non funzionano e chiedere loro di segnalarle attraverso nuovi comitati è semplicemente surreale. Se davvero esistono le criticità che vengono denunciate, la domanda non è perché i cittadini non le abbiano ancora segnalate, ma perché chi governa non le abbia ancora risolte”.
L’esponente dem sottolinea che “da anni il Pd denuncia in Aula, nelle commissioni, nei Comuni e sui territori le inefficienze e le emergenze che oggi qualcuno sembra avere improvvisamente scoperto. Abbiamo parlato di servizi che non funzionano, infrastrutture, sanità, trasporti, gestione del territorio, investimenti e qualità dell’amministrazione. Non abbiamo mai avuto bisogno di inventarci un cantiere estivo per accorgercene”.
“Quello a cui stiamo assistendo – sottolinea Giambona – è un tentativo evidente di cambiare ruolo senza cambiare poltrona. Continuare a stare nelle stanze del governo e, contemporaneamente, costruirsi una narrazione da opposizione. Ma la politica richiede almeno un requisito: l’onestà intellettuale. Non si può essere contemporaneamente causa e soluzione dei problemi che si denunciano”.
“Se il bilancio di questi anni di governo è positivo – conclude Giambona – lo si dimostri con i risultati. Se invece, come noi sosteniamo da tempo, siamo davanti a fallimenti e ritardi, allora si abbia il coraggio di ammetterlo. Non servono comitati per nascondere le responsabilità e nemmeno cantieri per rinviare ancora una volta le decisioni. Serve una svolta politica vera. E se davvero si ritiene che Palermo e la Sicilia abbiano bisogno di essere liberate dall’immobilismo, allora si cominci proprio da qui. Occorre riconoscere il fallimento di questo modello di governo e lavorare alla costruzione di un’alternativa. Un vero governo di liberazione, non l’ennesimo cantiere elettorale sotto l’ombrellone”.


