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FEDERCONSUMATORI SICILIA DICE “NO” AGLI INCENERITORI: DANNOSI PER LA SALUTE, L’ECONOMIA E L’AMBIENTE

Riccardo Luglio 16, 2026 3 minuti letti

FEDERCONSUMATORI SICILIA DICE “NO” AGLI INCENERITORI: DANNOSI PER LA SALUTE, L’ECONOMIA E L’AMBIENTE

Palermo, 16 Luglio 2026 – Federconsumatori Sicilia torna a esprimere la propria netta e totale contrarietà al progetto di costruzione di due inceneritori (ingannevolmente definiti “termovalorizzatori”) nei territori di Palermo, in località Bellolampo, e di Catania, a Passo Martino. Attraverso le osservazioni formali presentate agli Assessorati regionali competenti, Federconsumatori ha puntualizzato i quattro motivi fondamentali per cui queste opere non devono essere realizzate. Si tratta di motivi di salute pubblica, costi per il cittadino, scarsa trasparenza dei progetti, incompatibilità con la normativa europea e il tentativo di aggirarla bruciando di tutto tranne rifiuti urbani.

1. Gravi rischi per la salute pubblica – I territori di Palermo e Catania presentano già una situazione ambientale fortemente compromessa e sono stati oggetto di condanne da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per il superamento sistematico dei limiti di inquinamento dell’aria (PM10 e biossido di azoto). Costruire inceneritori in queste aree significa esporre oltre 1,3 milioni di cittadini a ulteriori emissioni nocive e cancerogene. A ciò si aggiunge un fatto gravissimo: lo studio sull’impatto sanitario presentato nel progetto risulta firmato da un soggetto privo delle necessarie competenze in ambito medico-sanitario. Non c’è stata, inoltre, un’adeguata valutazione preventiva sui terreni per il rischio di ricaduta di diossine e metalli pesanti.

2. Costi a carico dei cittadini – Questi impianti sono basati su una tecnologia di base vecchia risalente al secolo scorso e verrebbero costruiti e gestiti utilizzando risorse pubbliche. Di conseguenza, i pesantissimi costi di investimento e di mantenimento di queste enormi strutture finirebbero per gravare, in modo diretto e indiretto, interamente sulle tasche della collettività siciliana.

3. Scarsa trasparenza e ambiguità dei progetti – L’iter del progetto è stato volutamente frammentato per ostacolare la partecipazione dei cittadini: la Regione ha caricato sul portale istituzionale oltre 300 documenti, rendendo di fatto quasi impossibile una consultazione chiara e completa. Esiste poi un’enorme contraddizione: mentre al pubblico viene venduta l’idea di impianti per smaltire i “rifiuti urbani”, le carte tecniche svelano che i forni bruceranno in realtà centinaia di migliaia di tonnellate di “rifiuti speciali”, inclusi ciò che di per se stesso non sono rifiuti, quali i fanghi di depurazione.

4. Incompatibilità con la normativa europea – L’Italia è già sotto procedura di infrazione da parte della Commissione Europea per violazioni delle direttive sui rifiuti. Questo progetto allontana la Sicilia dagli obiettivi comunitari di riciclo e riutilizzo, alterando la corretta gerarchia dei rifiuti. Bruciare materiali organici come i fanghi di depurazione e il digestato (che per l’Europa sono materie prime preziose per combattere la desertificazione dei suoli agricoli) è un controsenso giuridico ed ecologico.

Alla luce di queste gravi criticità, Federconsumatori Sicilia rivolge un forte e chiaro appello alla politica regionale: è il momento di fare un passo indietro e accantonare definitivamente il progetto degli inceneritori.

La nostra Isola non ha bisogno di camini che bruciano risorse ed emettono inquinanti, mentre in Italia dagli stessi tipi di rifiuti viene ottenuto prezioso combustibile per autotrazione, quindi è necessario un piano di gestione dei rifiuti moderno, trasparente e realmente basato sui principi dell’economia circolare, come imposto dalla normativa europea in vigore. Chiediamo alle istituzioni di investire sul recupero, sul riciclo di materia e sulla tutela della salute dei cittadini, garantendo un futuro sostenibile per la Sicilia.

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