Il viaggio.
La prima foto che trovate è tratta dal libro “Patrona di Enna” di Rino Realmuto e ritrae alcune donne che effettuano “u viaggiu” durante la processione del 2 luglio. Quella al centro che si intravede è la mia amata nonnina, che amava tanto questa tradizione.
Ha inizio sul sagrato del Duomo il viaggio, a volte anche scalzo, un rito antico, un fiume di devozione che si snoda lungo le vie per giungere fino alla Chiesa di Montesalvo.
“Beato chi intraprende il santo viaggio” dice la Scrittura.
Non è una sfilata. Non è un’esibizione di folklore, né un palcoscenico per farsi guardare. Il viaggio è un intenso, momento di preghiera corale, un pellegrinaggio.
Camminare in processione, anche scalzi, è un gesto che affonda le radici in retaggi millenari; spogliarsi delle scarpe, in particolare, significa spogliarsi di ogni orgoglio, status sociale e vanità, presentandosi davanti al sacro nella propria totale e nuda umanità. Il contatto diretto e doloroso con l’asfalto, i ciottoli e la terra, è un’offerta di sacrificio. Ogni passo è una richiesta di intercessione, è il compimento di una promessa d’amore. Si fa il viaggio, anche scalzi, per ringraziare di una grazia ricevuta, per invocare protezione sui propri cari, o per affidare alla Madre un dolore troppo grande da portare da soli.
Questo pellegrinaggio non si fa da soli: un popolo unito dalla stessa fede e dallo stesso amore per Maria.
La devozione esige rispetto, e la preghiera richiede ordine. Il viaggio scalzo ha un suo luogo all’interno del corteo sacro, e va custodito con rigore: non si cammina a casaccio, anche perché si rischia di aver pestati i piedi, o di non vivere il momento di preghiera. Il voto non va vissuto nell’anarchia, né accanto ai simulacri dei Santi Michele e Giuseppe ad esempio, o nei pressi del fercolo.
Il posto è davanti, dietro u “stinnardu”, il vessillo che apre la processione.
Camminare nel posto giusto significa custodire la bellezza del rito e permettere a tutti di vivere la processione bene.
Chi fa il “viaggio” sa che non sta semplicemente camminando per le vie della città: sta tracciando, un passo alla volta, il cammino di Maria.
Ecco perché condivido l’appello e il prospetto di preghiera di Ilaria Lombardo , tanto utile, quanto essenziale direi, per chi si appresta a fare il viaggio .
Perché questo cammino sia armonico, organizzato e tutti possano pregare uniti.
Spargiamo la voce !
Per una salvaguardia, corretta, del rito.


