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IA E MEDIA: 4 UTENTI SU 10 ORA SI FIDANO DEI CONTENUTI PRODOTTI DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LA UTILIZZA L’80% DEGLI OPERATORI

Riccardo Aprile 9, 2026 5 minuti letti

IA E MEDIA: 4 UTENTI SU 10 ORA SI FIDANO DEI CONTENUTI PRODOTTI
DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LA UTILIZZA L’80% DEGLI OPERATORI

Cresce l’adozione delle tecnologie generative nelle redazioni e tra i consumatori, mentre cambiano rapidamente le modalità di accesso alle notizie. Una parte rilevante del pubblico accetta sintesi automatiche senza verificare le fonti, mentre gli editori accelerano su automazione, sviluppo prodotto e nuovi formati, puntando su contenuti originali e multimediali per distinguersi. “Ma servono maggiore consapevolezza e divulgazione per garantire qualità e trasparenza nell’uso di queste tecnologie. La AI WEEK 2026 a Milano opportunità di riflessione”, spiegano gli esperti Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti.
La diffusione dell’intelligenza artificiale (in particolare di quella generativa) nel settore dei media e dell’informazione sta vivendo una fase di forte accelerazione, accompagnata da segnali ancora contrastanti sul fronte dell’utenza. Se da un lato cresce l’utilizzo di contenuti generati o sintetizzati dall’IA, dall’altro, tuttavia, non esistono ancora evidenze consolidate su una fiducia pienamente diffusa a livello globale. Un dato significativo arriva però dai comportamenti: il 42% dei consumatori globali dichiara di fidarsi dei riassunti prodotti automaticamente senza consultare la fonte originale, secondo una recente ricerca pubblicata da PR Newswire. Parallelamente, il report Journalism, Media and Technology Trends and Predictions 2026 del Reuters Institute evidenzia una forte adozione della tecnologia da parte dell’industria, con il 97% dei publisher che considera l’IA importante per l’automazione e oltre 8 operatori su 10 la utilizzano in attività come raccolta delle notizie e sviluppo prodotto.
Secondo gli esperti, tuttavia, se la fiducia sia da parte di utenti che operatori sta crescendo, è necessario, per un utilizzo consapevole degli strumenti, investire su divulgazione e formazione. “Quello che osserviamo è un cambiamento profondo nelle dinamiche di consumo delle notizie. La fiducia nell’intelligenza artificiale cresce in parallelo alla sua capacità di semplificare l’accesso alle informazioni. Gli utenti premiano la velocità, la sintesi e la rilevanza, anche a costo di rinunciare a un rapporto diretto con la fonte originaria. L’IA diventa un intermediario attivo tra contenuto e pubblico, ridefinendo il ruolo stesso dei media tradizionali. Tuttavia, per una maggiore crescita della qualità e, parallelamente, della fiducia è necessario un incremento della conoscenza generale di questa tecnologia. Questo può essere raggiunto solamente investendo sempre di più nella divulgazione, anche tra i professionisti dei media e dell’informazione”, spiegano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager e creatori del successo internazionale della AI WEEK 2026, l’evento numero uno in Europa sul tema della IA, che si terrà il 19 e 20 maggio 2026 a Milano, alla Fiera di Rho, e rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali per manager, imprenditori, professionisti e innovatori interessati al futuro.
Entrando nel merito, i dati delineano comunque uno scenario articolato e per certi versi ancora contraddittorio, sia per quanto concerne gli utenti che gli operatori. L’intelligenza artificiale è ormai integrata lungo tutta la filiera dei media e dell’intrattenimento, con applicazioni che spaziano dalla generazione automatica di contenuti alla produzione video, fino ai sistemi di raccomandazione e personalizzazione. I numeri del Reuters Institute parlano chiaro: l’82% degli operatori utilizza l’IA per il newsgathering e l’81% per lo sviluppo di prodotti editoriali. Allo stesso tempo, solo poco più di un terzo (38%) del campione composto da 281 tra redattori, editori e manager del settore digitale si dichiara ottimista riguardo alle prospettive del giornalismo per il 2026: si tratta di un calo di 22 punti percentuali rispetto al 2022. Gli editori, inoltre, prevedono che il traffico proveniente dai motori di ricerca diminuirà di oltre il 40% nei prossimi tre anni: non si tratta proprio di un “Google Zero”, ma l’impatto percepito è comunque notevole. Tra le strategie per il futuro, gli editori affermano che sarà importante concentrarsi su inchieste più originali e reportage sul campo (differenza di +91 punti percentuali tra «più» e «meno»), analisi contestuali e approfondimenti (+82) e storie di vita reale (+72). Al contrario, intendono ridurre il giornalismo di servizio (-42), i contenuti evergreen (-32) e le notizie generali (-38), che molti prevedono diventeranno prodotto di massa, grazie ai chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, ritengono che sarà importante investire maggiormente nei video (+79) e in più formati audio (+71) come i podcast, e un po’ meno nella produzione di testi. Per quanto concerne gli utenti, invece, il report pubblicato da PR Newswire dice che due terzi di loro (66%) continuano a iniziare le loro ricerche dai motori, ma l’intelligenza artificiale sta rapidamente guadagnando terreno: il 14% ora inizia il proprio percorso direttamente su piattaforme come ChatGPT e Gemini. In generale, la fiducia sembra rimanere “condizionata”: gli utenti mostrano maggiore apertura verso formati sintetici e di servizio, ma mantengono un atteggiamento più cauto quando si tratta di contenuti complessi o sensibili.
“Il punto centrale non è se l’intelligenza artificiale debba essere utilizzata dagli operatori dell’informazione, ma come. – proseguono Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice – La fiducia degli utenti è un capitale fragile: può crescere rapidamente, ma altrettanto velocemente può essere compromessa da contenuti imprecisi o poco trasparenti. Per questo è fondamentale che gli operatori dei media mantengano un controllo editoriale forte e adottino pratiche chiare sull’uso dell’IA, imparando a conoscere gli strumenti. La AI WEEK, da questo punto di vista, è un’opportunità, grazie al confronto con migliaia di manager, imprenditori e operatori dei settori più disparati: il futuro sarà inevitabilmente ibrido. Le realtà che riusciranno a integrare tecnologia e responsabilità, innovazione e qualità, saranno quelle in grado di costruire un rapporto solido e duraturo con il proprio pubblico”.

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