Gangi, in migliaia per la Domenica delle Palme: il borgo si ferma per il rito che custodisce l’identità di una comunità
Gangi, 30 Marzo 2026
Migliaia di persone hanno attraversato le vie del borgo madonita per la Domenica delle Palme, una delle celebrazioni più sentite e identitarie della comunità gangitana. Un appuntamento che non è soltanto rito religioso, ma patrimonio immateriale riconosciuto tra le dieci manifestazioni sacre più importanti d’Italia: un intreccio di fede, memoria e partecipazione popolare che si rinnova da secoli.
La processione rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ma a Gangi assume un carattere unico, scandito dal suono profondo e ipnotico dei Tamburinara. Un ritmo che si propaga a grande distanza, rimbalza sulle pietre del centro storico e trasforma il percorso in un cammino di intensa spiritualità.
Ad aprire il corteo, i confrati delle dodici confraternite, che avanzano lenti indossando le tradizionali casacche con effigi dei santi protettori. A turno portano sulle spalle le pesanti palme fissate alla cunocchia, l’asse centrale in legno attorno alla quale si sviluppa la struttura. Le palme, ornate con fiori e datteri, sono impreziosite soprattutto da minuscole lavorazioni ottenute intrecciando le foglie più tenere: un sapere antico, tramandato di generazione in generazione.
Il momento più atteso sotto gli archi della millenaria Torre dei Ventimiglia, dove i ventiquattro Tamburinara si sono esibiti all’unisono. Un’esplosione di suono che vibra nel petto, un impatto emotivo e scenico che ogni anno richiama fedeli e curiosi da tutta la Sicilia.
A guidare la celebrazione i parroci don Giuseppe Amato e don Massimo Alfonzo. «Anche quest’anno la Domenica delle Palme ha richiamato fedeli da tutta l’isola – afferma il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello – appuntamento unico in tutt’Italia, che custodisce la nostra identità e la nostra storia, un grazie alla comunità ecclesiale, le confraternite, l’associazione I Tamburinara di Gangi, la Pro Loco e le forze dell’ordine».


