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Fillea Cgil Enna: «I dati edili del 4° trimestre 2025 confermano la forza del settore nell’ennese. Non fermarsi a osservare il trend positivo, programmare ripartenza e trasformarla in sviluppo infrastrutturale, salario e sicurezza»

Riccardo Marzo 10, 2026 6 minuti letti
Salvo Carnevale

Fillea Cgil Enna: «I dati edili del 4° trimestre 2025 confermano la forza del settore nell’ennese. Non fermarsi a osservare il trend positivo, programmare ripartenza e trasformarla in sviluppo infrastrutturale, salario e sicurezza»

Enna, 10 marzo 2026 – La Fillea Cgil di Enna richiama l’attenzione sui dati relativi al primo trimestre dell’anno Cassa Edile 2025-2026, nel raffronto tra ottobre-dicembre 2025 e ottobre-dicembre 2024. Con un andamento economico e occupazionale, per la provincia di Enna, in continua crescita e in parziale controtendenza rispetto al quadro medio regionale.

«In Sicilia, infatti, il settore edile – spiega Salvo Carnevale, segretario generale della Fillea Cgil di Enna – registra una crescita complessiva, ma con dinamiche più contenute rispetto alla provincia di Enna dove, invece, i dati mostrano una performance molto più marcata. Le ore lavorate passano da 652.813 a 892.715, con un incremento del 36,75%; i lavoratori crescono da 1.779 a 2.350, pari al 32,12%; la massa salari sale da 7.750.163 euro a 10.978.324 euro, con un aumento del 41,65%. Il dato sulle imprese, invece, resta sostanzialmente fermo: da 409 a 410, appena +0,16% poiché l’avanzamento si concentra su meno imprese ma più strutturate dove però si è in grado di organizzare una contrattazione di livello con avanzamenti più sensibili per i lavoratori».

Il segretario generale della Fillea Cgil di Enna commenta: «Questi numeri ci dicono con chiarezza che, nella provincia di Enna, esiste una domanda reale di lavoro edilizio e infrastrutturale, e che il nostro territorio sta esprimendo una dinamica economica molto più forte della media siciliana. Ma, proprio per questo, sarebbe un errore gravissimo leggere questi dati come un punto di arrivo – anche perché il PNRR si esaurirà a brevissimo. Servono, invece, come un punto di partenza poiché potremmo essere in grado di trattenere la notevole manodopera impegnata e formare nuove maestranze con una scuola edile attiva. La crescita va consolidata, governata e trasformata in occupazione stabile, qualificata e sicura a cui le istituzioni sono chiamati a dare risposte. In sintesi, la sbornia delle grandi opere pubbliche non ci deve distrarre dai ritardi socio-infrastrutturali del territorio dove occorre una programmazione costante e di respiro decennale».

Secondo la Fillea Cgil Enna, i dati dimostrano che il territorio, oggi, ha le condizioni per approdare a una rinnovata viabilità autostradale e ferroviaria ma che sarà del tutto insufficiente per contrastare impoverimento e svuotamento demografico. Dal punto di vista politico-programmatico, l’ennese ha bisogno di un “pacchetto aree interne” che tenga insieme sicurezza del territorio, diritto alla mobilità e riduzione dei costi energetici delle famiglie. «La premessa è semplice – ancora Carnevale – la provincia conta circa 152 mila abitanti al 1° gennaio 2025 ed è in calo demografico. Le opere da fare devono essere pensate come leva per fermare isolamento e spopolamento in una nuova fase di investimenti pubblici e di programmazione infrastrutturale, capace di tenere insieme sviluppo, sicurezza e coesione sociale. Una posizione attendista serve a perdere le occasioni. Non possiamo continuare a convivere con strade dissestate, collegamenti fragili, aree a rischio idrogeologico e quartieri energivori, la crescita va sostenuta e accompagnata con scelte concrete».

Per la Fillea Cgil Enna le priorità sono chiare: «Anzitutto serve un piano straordinario di messa in sicurezza delle strade che cingono Enna e degli accessi al capoluogo, troppo spesso esposti a frane, cedimenti e condizioni di forte criticità. La viabilità attorno alla città e nel collegamento provinciale non può più essere affrontata con interventi tampone: occorrono consolidamenti strutturali, protezione dei costoni, regimentazione delle acque, barriere di sicurezza e manutenzione straordinaria diffusa. Il “tappetino di asfalto” sotto il quale nascondere lo stallo amministrativo non sembra aver funzionato in questi anni» ironizza Carnevale.

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Accanto a ciò, la Fillea Cgil Enna indica come urgentissimo un programma organico di manutenzione programmata e ciclica e una riqualificazione della rete stradale provinciale. In una provincia interna, la viabilità è una questione di diritto alla mobilità, accesso al lavoro e cittadinanza.

In secondo luogo, La Fillea Cgil Enna ritiene necessario un grande piano di efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici pubblici, a partire dalle case popolari, dagli immobili più vecchi e dai plessi scolastici. Questo significherebbe ridurre le bollette per le famiglie, migliorare la qualità abitativa, anche del flusso studentesco, e generare lavoro regolare e qualificato nel settore delle costruzioni. Un piano casa intelligente che accompagni ciò che il Governo fa finta di non vedere per furore ideologico, dopo aver azzoppato i vari bonus che andavano nella direzione giusta, seppur con difetti di fabbricazione per via della schizofrenica produzione normativa del quinquennio. Per l’Italia questo significa che il Piano Casa, nei prossimi anni, dovrà muoversi sul doppio binario insieme in una prospettiva europea: più offerta abitativa senza nuove costruzioni e contrasto all’emergenza casa; riqualificazione energetica del patrimonio esistente.

«Terza priorità, in trentennale ritardo (Niscemi tristemente docet), le opere contro il dissesto idrogeologico. Nell’Ennese – prosegue Carnevale – il dissesto non è una questione secondaria: significa strade interrotte, collegamenti più deboli, disagi quotidiani per cittadini e lavoratori. Il fabbisogno del territorio è noto da anni e riguarda consolidamento dei versanti, regimazione delle acque e messa in sicurezza stabile della viabilità. Bisogna passare finalmente dall’emergenza alla programmazione. La prevenzione non può più arrivare dopo l’emergenza. Basta guardare cosa accade nelle zone di Dittaino quando piove per un giorno. Circolare il giorno dopo aiuta a rendersi conto dei pericoli».

Il segretario generale della Fillea Cgil di Enna aggiunge: «Quarta priorità, in una visione di insieme, sono le cosiddette attese eterne, tra i quali spiccano il completamento della cosiddetta Panoramica e la realizzazione della bretella di collegamento tra la nascente stazione di Enna nuova e quella attuale, infrastruttura indispensabile per fare in modo che il nuovo nodo ferroviario non resti isolato rispetto al centro urbano e ai principali poli di servizio. Senza questo collegamento, il rischio è di depotenziare e azzoppare, prima della sua nascita, una grande opportunità per il territorio. In generale le attese eterne possono essere superate solo se le pubbliche amministrazioni, in una logica di ascolto, saranno in grado di centrare il doppio obiettivo: capacità di progettazione e capacità di spesa degli svariati fondi a disposizione».

La Fillea Cgil di Enna annuncia focus tematici sulle priorità evidenziate: «Per noi – conclude Carnevale – i dati non vanno celebrati e osservati in modo passivo. Vanno usati come leva politica e sociale per non rimanere fermi e accorgersi tra 5/6 anni di aver assistito immobili a un treno di passaggio. Se a Enna il settore cresce principalmente per le opere ferroviarie e per quelle legate all’A19, allora è il momento di provare a differenziare i nuovi lavori sulle priorità individuate, migliorare la sicurezza dei lavoratori, rafforzare la legalità negli appalti e dare risposte alla popolazione che attende da anni. Solo così i numeri positivi potranno tradursi in sviluppo duraturo e in lavoro di qualità».

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Riccardo

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