Lo spettacolo TRIPOLIS di Dario Muratore al Garage Arts Platform sabato 14 dicembre alle 21
Il Garage Arts Platform di Enna presenta il 14 dicembre alle 21 lo spettacolo “TRIPOLIS” di e con Dario Muratore, in collaborazione con Genìa, associazione di Palermo dedicata alla arti performative. Ingresso 7 euro, 4 ridotto studenti, con tessera garage 24/25, via Leonardo da Vinci a Enna Bassa. Durante la serata sarà possibile visitare la mostra fotografica “Never Stop” di Carmelo Stompo.
SINOSSI DELLO SPETTACOLO
Un giovane uomo chiede a una vecchia donna quali siano le tracce della
propria origine. La Libia, Tripoli, la colonia italiana.
Attraverso il topos Nonna/Nipote viene evocato un secolo di storia, di
vita, di morte ma soprattutto d’incontro tra due identità: quella del colonizzatore e del colonizzato, quella italiana e quella araba che si ritrovano a condividere una terra, una città, un deserto, un’anima.
Cocci di vita di una donna italiana, colonizzatrice, culturalmente fascista.
La sua storia, la sua visione intima e la sua alterità nei confronti del
dominato. Ma cosa succede quando l’Italia perde il dominio politico e
la situazione improvvisamente si ribalta? L’arabo ritorna a essere il padrone della propria terra e l’italiano diviene ajsnabi, straniero.
TRIPOLIS è lo sviluppo di un’indagine che ha come punto di partenza
le domande “Chi è l’altro? Chi è lo straniero?”. Quando ci poniamo tali
domande ci stiamo in realtà chiedendo: “Chi sono io? Chi siamo noi?”
In quanto il discorso sull’altro è solamente un modo per parlare, definire
e riconoscere se stessi sulla base delle differenze e dell’alterità.
Queste hanno un carattere esclusivamente relazionale, non possono esistere isolate, e quindi la differenza non possiede una propria essenza
naturale. Il risultato è sempre un confronto, in cui almeno uno dei due
soggetti considera l’altro diverso da se e quindi lo definisce straniero.
Tale definizione può svilupparsi nell’individuo in un processo intimo, riflessivo, alienante e spesso autodistruttivo. Forse solo tornando indietro, indagando le proprie origini in un processo di resilienza, coccio dopo coccio è possibile ritrovare la propria essenza e posizione nel
mondo.
Il suono ideato da Giovanni Magaglio per Tripolis è concepito come singola espressione che diviene drammaturgia nell’ incontro tra i diversi linguaggi, sviluppando il concetto guida di tutta l’opera: io/l’altro. Alla ricerca di una dialettica che possa divenire armonia o dissonanza. Attraverso la dicotomia tra gli elementi della natura e quelli dell’elettronica le atmosfere sonore conducono lo spettatore a riflettere sul rapporto esistente tra la sfera dell’individuo e la sfera della collettività; chi ha la coscienza di appartenere ad essa e chi si sente straniero.
Dario Muratore è attore, autore e regista teatrale. (Palermo, 1986)
Inizia il suo percorso all’interno della Scuola Sperimentale Liberiteatri di Palermo. Successivamente prosegue i suoi studi incontrando diversi attori e registi tra i quali: Eugenio Barba e Julia Varley, Danio Manfredini, Valerio Binasco, Massimiliano Civica, Motus, Elio Germano, Vincenzo Pirrotta, Elena Russo Arman. Nel 2014 si trasferisce a Milano dove collabora per tre anni con la compagnia Phoebe Zeitgeist ed è interprete negli spettacoli: “Adulto” (di Pasolini, Morante, Bellezza) e “Baal” di Bertolt Brecht prodotto dal Teatro Franco Parenti. Nel 2017 lavora come attore con la compagnia Eco di Fondo per Carmensita , Opera-Kids prodotta dal Teatro Sociale di Como. Nel 2018 con la Compagnia Quartiatri, scrive e dirige “ELLE life-show” vincitore del premio CittaLaboratorioPalermo, prodotto dal Teatro Stabile Biondo e le Orestiadi di Gibellina. Nello steso anno produce insieme al PiccoloTeatroPatafisico di Palermo e al gruppo
FrazioniResidue il suo ultimo lavoro: “TRIPOLIS” di cui è autore e interprete. Il lavoro in fase di studio ha ricevuto una menzione speciale per il bando Theatrical Mass di CampoTeatrale, Milano.

