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La Notte del Liceo raccontata dai protagonisti – di Andrea Greco

Riccardo Aprile 22, 2024 9 minuti letti
protagonisti

La Notte del Liceo raccontata dai protagonisti

Come per gli anni passati, la manifestazione della Notte Nazionale del Liceo Classico, nata da un’idea del prof. Schembra, docente del liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale e sostenuta dal Ministero dell’Istruzione e dall’Associazione Italiana di Cultura Classica, ha preso forma contemporaneamente in quasi 350 Licei sparsi sul territorio nazionale: difesa, promozione e salvaguardia delle nostre radici più autentiche, quelle della civiltà greco-romana, li accomuna però tutti.

La notte inizia con il video ufficiale dell’evento in contemporanea nei licei classici aderenti alla manifestazione.
Segue subito dopo lo sketch semi-serio di Linda Barbarino “Signori e Signore, buonasera! Che trovata la televisione!” a cura delle Proff. Barbarino e Briguglio.
La performance ha messo in evidenza
l’importanza della comunicazione che avveniva in Grecia attraverso il canto
dell’aedo, dando ragione a Luciano di Samosata che, nel lontano II secolo
dopo Cristo, pare avesse già immaginato la televisione, che conserva nella sua etimologia,“vedo da lontano”, l’intuizione avuta dallo scrittore greco.
“Con lo sketch ci siamo divertiti, a modo nostro, a celebrare i 70 anni della televisione sottolineando, con una certa presunzione, che quasi nulla esiste nel mondo contemporaneo che non sia stato già pensato e detto in greco”, spiegano i ragazzi.
“Tutte le attività proposte, performarce teatrali, musicali e artistiche e realizzate nei vari laboratori sono volte a celebrare i quattro anniversari,
che ricorrono quest’anno: i 100 anni della radio, i 70 anni della televisione in Italia, il centenario della nascita di Italo Calvino e il centenario della nascita del Liceo Classico. Tutte vertono sulla tematica della comunicazione, declinata sotto varie voci. Inoltre, alcuni laboratori hanno voluto affrontare anche un altro tema importante e attuale, la violenza di genere. Dunque si svolgeranno, qui, in istituto,
contemporaneamente e con repliche, ogni mezz’ora, le performance dei diversi laboratori, nelle aule sia del corridoio centrale che di quello laterale”, concludono i presentatori.
Il laboratorio di lettere classiche, curato dai professori Piergiuseppe Battaglia,
Daniela Colella e Francesca Reitano, in Aula magna, fa rivivere la storia di Orfeo ed Euridice, un amore nato privo di felici presagi e che si interrompe proprio dove tutte le altre storie d’amore iniziano. Amore e poesia, parole e silenzi, dibattiti, ma anche canti struggenti e
lacrime accompagnano le performance ispirate alle pagine di tutte le letterature, dalla più antica a quella contemporanea. Storie di anime che si incontrano e che si confrontano, comunicano passioni e aspirazioni.
Presenti anche alcune performance artistiche, curate dalle professoresse
Francesca Alessandra e Silvana Mazza. “Immagini e suggestioni, luci e ombre, forme e colori, realtà e sogno: l’arte interpreta le passioni e ne suggella l’eternità in un’eco che si propaga nei secoli”. E così il liceo classico Napoleone Colajanni diventa un vero e proprio museo. Le attività danno forma al tema della comunicazione, nelle sue diverse modalità: il laboratorio si riflette sulla comunicazione legata all’amore, in ogni variante, e alla violenza, non solo di genere. “I visitatori sono introdotti in un vero e proprio Atelier d’arte in cui alcuni studenti lavoreranno ad ultimare le copie di un quadro di Gauguin e di altri quadri scelti sul tema”.
Continuando il percorso all’interno della struttura, i visitatori hanno fruito della visione di “Ombre parlanti”, installazioni realizzate con l’utilizzo di teli e luci, i cui protagonisti hanno recitato brevi dialoghi in tema ideati dagli stessi alunni, con l’accompagnamento musicale realizzato dal vivo da altri studenti.
Sensazionale a parer mio la riproposizione di una performance dell’artista contemporanea Marina
Abramovic, intitolata The artist is present. Al centro dell’aula è sistemato un tavolo con a lato due sedie: su una siede un’alunna, sull’altra chiunque tra gli spettatori ha voluto sedersi e avviare un dialogo muto fatto solo di sguardi ed emozioni. Completano le attività del laboratorio due tableaux vivants rappresentanti Apollo e Dafne, nel dipinto omonimo di William Waterhouse e Gli amanti di Magritte; in sottofondo, la riproduzione in loop di un video realizzato dagli stessi alunni
che insiste, attraverso immagini e musica, sulla tematica della comunicazione. Nello stesso laboratorio esposti i lavori di grafic novel, ideata, scritta e disegnata da un alunno, che ha partecipato con questo lavoro ad un prodotte per concorso indetto Comitato Nazionale della Notte del Liceo Classico dal tema tema “I muri della comunicazione”.
Si continua con il laboratorio di letteratura greca e inglese, a cura delle professoresse Linda Barbarino e Giovanna La Quatra. Il centro delle letture, mimate da studenti e studentesse al suono di strumenti musicali a corde, ha come tema la comunicazione tra i vivi e i morti. Il pubblico, accompagnato in un’altra aula dedicata, ascolterà voci di donne morte violentemente che raccontano la verità sulla propria fine negli epitaffi di Spoon River e in quelli dell’Antologia Palatina. In contemporanea, affinché si sappia la loro “storia vera”, si sente De André ne La canzone di Marinella, eseguita dal vivo da una voce solista.
Infine, si assiste ad una performance teatrale, curata dalle professoresse Francesca Briguglio e Claudia Spampinato. “Il lavoro nasce dall’idea di cucire testi di Calvino e Dante per far rivivere sulla scena personaggi e pagine di letteratura, tratte dalle opere dei due autori, e per sottolineare la funzione universale che, ancora oggi, il testo letterario riveste nella comunicazione. In questo quadro, si impongono, con paradigmatica evidenza, anche
vicende di donne e di violenza che sembrano uscite dalle pagine più drammatiche di cui è costellata la
cronaca quotidiana tanto da poter tessere un dialogo continuo con le giovani donne uccise nei nostri giorni. Tra un Dante che narra e un lettore che legge, la scena viene dominata da donne che raccontano la loro storia.
Alle 21 la “Notte del Colajanni” si sposta presso il Teatro Comunale “F. P.
Neglia”, già “Garibaldi”, per assistere alla pièce teatrale messa in scena dagli alunni del laboratorio teatrale del Liceo Classico e dalle professoresse Loredana Paci e Angela Rinaldi in
collaborazione con la Compagnia dell’Arpa, dal titolo Simposio – Parlami d’amore, adattamento teatrale dell’opera platonica a cura di docenti e alunni con la regia della prof.ssa Elisa Di Dio. “Nella messa in scena come nel dialogo originale, il filosofo, il
poeta, lo scienziato, il politico, il commediografo si avvicendano con i loro discorsi filosofici e fanno rivivere su un palcoscenico come nell’antica Grecia, durante i banchetti, avvenisse l’incontro di uomini liberi che, parlando e riflettendo insieme, comunicavano idee e ideali con lealtà e nel reciproco rispetto. I personaggi daranno vita sulla scena ad una vivace conversazione sull’eros, arricchita dalla narrazione di
miti che prenderanno man mano forma; in maniera allusiva e indiretta, la
comunicazione lascerà comprendere come la verità non può essere data in modo compiuto e definitivo, ma richiede sforzo e ricerca infinita”. Durante la rappresentazione sono stati letti brani tratti da diversi autori greci e, infine chiude lo spettacolo la drammatizzazione in italiano e in greco
dell’Ode alla Luna- eis selénen di Giacomo Leopardi.
“Noi alunni Ringraziamo quindi la Dirigente M S Messina e la Vicaria Prof Reitano e la responsabile di plesso prof Morgano, la docente Referente prof L.Paci e tutti i docenti del gruppo di progetto per averci dato la possibilità durante i lunghi mesi delle prove di vivere la scuola in modo diverso, sentendola ancora di più nostra e di valorizzare davvero quanto studiamo ogni giorno con fatica, comprendendo ancor di più l’immenso valore del patrimonio giunto a noi dal mondo antico e la sua perenne attualità”, concludono le alunne e gli alunni del liceo classico Napoleone Colajanni.
“Vorremmo lanciare un invito all’amore e all’armoniosa collaborazione, per superare i propri limiti e raggiungere il sogno di una realtà caratterizzata da pace e fratellanza. Questo progetto è stato come un viaggio in mare in cui l’importante non è la meta finale ma la bellezza della navigazione”, afferma la Prof.sa Loredana Paci alla penna di EnnaPress.
“Il laboratorio del liceo è partito da un testo fondamentale della nostra cultura, una sorta di manuale da cui la civiltà occidentale, dalla letteratura alla psicanalisi passando per il cinema e l’arte, ha tratto i concetti più importanti relativi all’amore: Il Simposio di Platone”, ci dice Elisa Di Dio, esperta del laboratorio teatrale del Liceo classico di Enna. “Scritto intorno al 380, la storia riporta di un incontro avvenuto a casa del tragediografo Agatone nel 416 a.C.: dopo il banchetto si comincia a bere e Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane, Agatone e Socrate si sfidano per il discorso più bello in onore di Eros. All’inizio temevo che si potesse cadere nella trappola della staticità, si tratta pur sempre di un dialogo, senza una precisa struttura drammaturgica. I miei amati tragici hanno insegnato al mondo tutte le risorse possibili dell’azione teatrale  grazie a rapidi scambi di battute, alle parti corali, alle agnizioni, alle unità di tempo, luogo, azione: rinunciare a un testo per la scena era rischioso perché sarebbe venuto meno tutto questo. Abbiamo visionato gli adattamenti di altri registi. Tutto è stato utile, ma poi siamo andate per la nostra strada. Le professoresse Paci e Rinaldi hanno lavorato al testo in maniera eccellente, a me invece è stato affidato il compito di curare la regia. Una festa!”, dichiara la Professoressa Di Dio, soddisfatta e felice dell’esito della performance. “Fra i ragazzi e le ragazze ho trovato talenti veri, genuini, duttili nella recitazione, nel canto, nella danza. Simposio dunque è diventato il nome di un lounge bar su una spiaggia mediterranea, che si anima di canti, balli e chiacchiere di avventori sul senso del vivere e dell’amare. Parlare d’amore, in un tempo in cui si discute di guerra, è già un fatto rivoluzionario. Eros al posto di Polemos è un’utopia bellissima adatta ai nostri difficilissimi tempi. Parlare d’amore in maniera libera, secondo quelle che erano le consuetudini dei greci, assolutamente a loro agio fra amore etero e omosessuale, è altrettanto necessario, contribuisce a vivere il senso dei legami amorosi da punti di vista differenti, a non lasciarsi condizionare da moralismi e veti, a capire l’altro, a non giudicare, quando si tratta di scelte libere, fra persone adulte. L’allestimento è colorato, con evidenti citazioni degli anni Ottanta del Novecento. Il mio invito è quindi quello di accogliere con affetto questi straordinari ragazzi per godere del loro multiforme talento e seguire il loro consiglio, antichissimo ma sempre valido: l’amore ci rende migliori, più tolleranti e aperti”.

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Andrea Greco

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