LA PATRIMONIALE
che confusione
In una delle tante fesserie che giornalmente ci vengono propinate attraverso i media, ne ho ascoltata una del notissimo Ministro Garavaglia.
Parlando della situazione del nostro debito pubblico che oggi è di eu 2762 miliardi. adduceva la responsabilità a chi aveva governato prima, per aver creato questo enorme negativo risultato, con un conduttore certamente di parte, o impreparato, che considerava esatta l’affermazione dell’on. Garavaglia.
Più volte mi sono soffermato su questo problema sottolineando la vera causa di questo sventurato momento.
In verità il danno maggiore è stato provocato dai quattro governi a guida Berlusconi, quando lo stesso scese in politica nel 1994.
Sotto i suoi governi il debito pubblico è cresciuto di circa il 15%, mentre nel periodo in cui
hanno governato Lamberto Dini, Romano Prodi (due volte), Massimo D’Alema e Giuliano
complessivamente il debito pubblico aumentò del 5%.
Come era sua abitudine, Berlusconi continuava ricordare agli elettori che in quegli ultimi venti anni solo i suoi governi avevano ridotto le tasse e non avevano messo le mani nelle tasche dei contribuenti.
Appare chiaro che se i governi di Berlusconi, come continuamente veniva affermato dall’interessato e dai suoi amici, non avevano messo le mani nelle tasche dei contribuenti, nel contempo li avevano costretti ad assumere per loro e per i loro figli l’impegno di dover pagare il maggiore debito, creando gravissimi problemi ai successori, anche attuali.
Quando un debito pubblico diviene incontrollabile la dottrina e la pratica indicano come uno dei più urgenti provvedimenti da adottare è quello di un’imposta straordinaria. Si tratta di un provvedimento impopolare che i nostri parlamentari preferiscono non nominare.
Non l’ha fatto la sinistra e certamente non lo farà la destra, lasciando la nostra economia e le nostre famiglie in una interminabile lunga agonia, in balia alle tante speculazioni, La sinistra, a suo tempo, avrebbe potuto e dovuto varare la proporzionale, con una visione particolare nel rispetto della norma costituzionale, giocando con le percentuali, esempio:1% per i redditi fino a 25/milioni e progressivamente con altre percentuali, fino a colpire i redditi alti e altissimi, cosa impossibile oggi pretendere dalla destra.
Non dimentichiamo quello che è già successo alla Grecia e peggio all’Argentina, mentre preferisco ricordare l’articolo 53 della nostra Costituzione che così statuisce:
“Tutti sono tenuti a collaborare alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a progressività.”


