Strage via D’Amelio: Mannino ( Cgil Sicilia), oggi serve quanto mai antimafia concreta e non proclami o riti
Palermo, 18 lug- “Anche quest’anno ricorderemo Paolo Borsellino e gli agenti della scorta sottolineando però che oggi quanto mai non è più tempo né di proclami né di riti, ma di lotta antimafia concreta. Saremo ovviamente nei luoghi in cui la società civile, democratica e il mondo del lavoro ricordano Borsellino e gli agenti della scorta a partire dal corteo organizzato tra gli altri dalla Cgil di Palermo, portatore di istanze concrete per la lotta contro la mafia”. Lo scrive il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio. “La battaglia- aggiunge Mannino- si deve dislocare sul fronte delle iniziative, con la consapevolezza che c’è chi intende spuntare le armi della lotta contro la mafia e chi invece, come noi, ritiene che queste vadano potenziate. Con la certezza che gli spazi occupati dalla mafia si vanno allargando con la compiacenza se non la collusione di pezzi della politica e delle istituzioni.”. Mannino sottolinea che “in una fase di indubbio calo della tensione nella lotta contro la mafia e di crescita delle collusioni, il movimento antimafia deve ricominciare a parlare delle cose concrete , a cominciare dal fatto che si vuole smantellare la legislazione antimafia. E fare tutti i giorni antimafia concreta sul territorio, ognuno per le proprie possibilità e competenze”. Mannino dice: “La battaglia politica che va fatta fino in fondo. Alla premier che domani è a Palermo per ricordare Borsellino ricordiamo che le passerelle non servono, le chiediamo piuttosto un pronunciamento netto che imprima una sterzata all’azione del suo governo. Dalle intercettazioni al reato di concorso esterno, le iniziative del ministro Nordio sono sconcertanti. C’è un terreno – sostiene Mannino- sul quale non si può arretrare perché questo terreno e bagnato del sangue dei servitori dello stato e non può nuovamente essere calpestato da mafiosi, collusi, criminali”. Mannino ricorda anche le “modifiche al codice antimafia”, che aprono alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose sugli enti locali, sottolineando che “mai norma fu recepita così velocemente da un governo regionale come questa, cosa che la dice lunga sull’approccio del governo Schifani al tema della lotta contro la mafia”.
In tema di antimafia concreta Mannino ricorda che “la Cgil si è costituita parte civile nei processi contro i mafiosi per rimarcare quanto la mafia danneggi il mondo del lavoro”, ma anche “le denunce del sindacato che riguardano gli appalti nella sanità e in altri ambiti e sullo sfruttamento del lavoro spesso ad opera di soggetti mafiosi o fiancheggiatori”. “Questa è la nostra antimafia concreta- sottolinea Mannino- giorno per giorno in ogni luogo di lavoro. Altrettanto va fatto su tutti i terreni, dell’educazione e istruzione, della pratica costante della legalità da acquisire come habitus quotidiano. Ricordare chi è caduto sul terreno della lotta alla mafia- conclude Mannino- è abbandonare ogni retorica e agire proseguendo la battaglia”.


