Regione siciliana e contrasto allo sfruttamento lavorativo con interventi
interdisciplinari.
A cura di: dott. Enrico Muratore
L’11 e il 12 maggio scorsi a Palermo, presso l’Addaura
Village, si è tenuto un percorso di formazione e
aggiornamento sugli strumenti a rafforzamento della
tutela delle vittime di sfruttamento lavorativo in
agricoltura. Alla due giorni, hanno partecipato operatori
della équipe multidisciplinare del “Polo sociale integrato per
stranieri di Enna”: il coordinatore dott. Uccio Muratore,
intervenuto durante la sessione dedicata ai Poli, e le due
mediatrici linguistico-culturali, la dott.ssa Nadia Bentivegna e dott.ssa Laura Mendola, che
hanno partecipato alle sessioni di lavoro interdisciplinare.
L’iniziativa rientra all’interno del programma P.I.U. Su.Pr.Eme. –
Percorsi Individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento,
finanziato dal Fondo Sociale Europeo – Programma Operativo
Nazionale (PON) Inclusione 2014-2020. Proprio il programma
P.I.U. Su.Pr.Eme ha fornito le risorse per il consolidamento dei
Poli sociali integrati operanti sul territorio siciliano.
Durante gli incontri si è fornito un quadro di contesto, in merito al
fenomeno dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, e si è dato
avvio al gruppo di lavoro interdisciplinare (mediatori e operatori
socio-legali) che lavorerà a fianco degli ispettori territoriali del
lavoro e ai carabinieri del NIL per il supporto alle attività ispettive e attraverso attività
informative sul territorio.
Le due giornate, rivolte agli Ispettori territoriali del lavoro,
agli operatori socio-legali e ai mediatori linguistici che
lavoreranno a supporto del personale degli ispettorati del
lavoro, hanno registrato il focus anche sull’obiettivo di
rafforzare il lavoro di rete con le Prefetture, gli enti locali, i
Centri per l’impiego, gli enti del terzo settore e le Forze
dell’Ordine.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per un
approfondimento sul ruolo e la funzione degli interventi sull’Helpdesk anticaporalato, sui
Poli sociali integrati attivati in co-progettazione tra Regione ed Ets, sul budget di integrazione
come misura “ponte” sperimentale che accompagna le vittime di sfruttamento lavorativo. La
dirigente dott.ssa Michela Buongiorno ed il funzionario
dott. Saverino Richiusa entrambi afferenti
all’Assessorato alla famiglia della Regione siciliana
hanno coordinato i lavori rappresentando la volontà della
Regione siciliana di mettere sempre più a sistema, ed in
connessione, tutti gli interventi a sostegno della inclusione
sociale degli stranieri regolarmente presenti sul territorio e
gli interventi di contrasto allo sfruttamento lavorativo, in
raccordo costante con il Ministero del Lavoro. Durante la
“due giorni” in plenaria sono intervenuti i coordinatori dei poli sociali integrati di Trapani la
dott.ssa Marilena Titone, di Messina il dott. Benny Bonaffini ed il coordinatore del Polo
ennese il dott. Uccio Muratore. I tre coordinatori hanno descritto il percorso di nascita dei
Poli siciliani evidenziando l’impatto proficuo ed innovativo dei
servizi offerti agli stranieri, del supporto offerto alla
governance territoriale nell’affrontare la gestione di politiche di
inclusione sociale degli stranieri e di contrasto allo
sfruttamento lavorativo. Da Palermo esce l’indicazione
condivisa di elaborare piani strategici operativi che
tengano in rete tutti gli attori pubblici e privati coinvolti
nella lotta allo sfruttamento lavorativo ed attivi nel
contrasto alla emarginazione socio-economica degli stranieri regolarmente presenti sul
territorio regionale.
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