LE PRETESTUOSE POLEMICHE All’ITALIANA
In questi giorni si sta sviluppando, tanto per non cambiare, una contrapposizione tra coloro i quali secondo piani prestabiliti da tempo, sono per l’utilizzo dell’intero am-montare delle disponibilità messeci a disposizione dall’Europa con il famoso piano PNRR, composte da un contributo a fondo perduto e un prestito a tasso agevolato, complessivamente di circa 300/miliardi di euro.
Problema posto principalmente da chi non vede di buon occhio che rappresentanti di parte dell’opposizione siano disposti a collaborare con la maggioranza, dal momento che i risultati previsti da un ottimo concordato utilizzo dei fondi del PNRR potrebbero ridurre al minimo quasi tutte le problematiche negative che, ormai da sempre, condi-zionano la nostra vita.
Sanità, scuola, infrastrutture, ambiente sono i temi che hanno urgente bisogno di de-collare, con particolare riguardo alle zone del sud.
Mentre metterei in secondo piano il problema del Ponte sullo stretto di Messina.
Sarebbe veramente strano che quel ponte, ipotizzato da sempre e più volte progettato con costi rilevanti, venisse ricordato come “Ponte Salvini”, con il nome di chi, con una sua “battuta”, l’ha messo tra le prime opere da effettuare.
L’utilizzo dell’intero ammontare delle somme che sono state messe a nostra disposi-zione dall’Europa, a differenza di quanti sostengono l’utilizzo solo della parte a fondo perduto, ci eviterebbe di ripetere lo stesso errore commesso in occasione della prece-dente crisi del sistema bancario euro-americano, da me recentemente ricordata con questo stralcio:
“Nel 2008 l’Europa cercò di valutare in fondo lo stato degli Istituti bancari della pro-pria area, predisponendo un piano per un possibile salvataggio in caso di necessità, mettendo a disposizione degli stati un fondo di 800/miliardi di euro che vennero così utilizzati: Germania per 238/miliardi, Spagna per 52/miliardi, Irlanda per 42/miliardi, Grecia per 40/miliardi, Italia per 4/miliardi, mentre dalla Francia non venne utilizzato. In sostanza venne utilizzato meno della metà di quanto disponibile e, iniziata la crisi del nostro sistema bancario, questo residuo d’importo non poteva più essere utilizzato perché la scadenza della validità di quella norma era il 31 dicembre del 2014”
Per i “Nostri”, dell’una e dell’altra parte, non sarebbe la prima volta a commettere grossi errori di valutazione
angiolo alerci


