Aborto: Cgil Sicilia, Negli Usa grave attacco a un diritto civile. Ma in Italia e in Sicilia nonostante la legge l’esercizio del diritto all’Ivg non è sempre garantito
Palermo, 29 giu- “Il diritto all’aborto nel nostro Paese è garantito da una legge dello Stato, tuttavia esercitarlo non è scontato o facile vista la gran quantità di medici obiettori”: lo sostiene la Cgil Sicilia con la segretaria regionale Gabriella Messina e la responsabile del dipartimento politiche sociali Elvira Morana. Le due esponenti sindacali giudicano gravissimo quanto accaduto negli Stati Uniti con la sentenza della Corte Suprema americana “che è intervenuta su un diritto civile delle donne cosa che fa temere un nuovo medioevo anche per altri diritti”. E che, cosa ancora più grave, sottolineano “sta dando fiato alle trombe di certa destra nostrana che vorrebbe farci tornare con prepotenza indietro su una materia regolata dalla legge e validata anche da un referendum”. Quanto alla situazione siciliana, Messina e Morana rilevano che il tasso di obiettori medici ginecologi è dell’81,6%, degli anestesisti del 73,1%, del personale non medico dell’86%.. Delle strutture solo il 54% è attrezzato per l’Ivg e le carenze determinano che c’è una struttura dove un medico non obiettore ha un carico da solo del 16,2. “Sul servizio come da tempo richiesto all’ assessore e alla commissione legislativa sanita’ – dicono Messina e Morana- andrebbe effettuata una lettura mirata. I dati rivelano infatti una inadeguatezza attuale del servizio e la necessità di rivedere l’organizzazione sul territorio a garanzia della salute delle donne e dei medici non obiettori, urgenza che riguarda anche i consultori”.


