RICORDI DEL PASSATO
Utili per il presente
Il padiglione del Club Nautico di Pergusa
Il giorno 20 marzo 1954 per iniziativa dell’ing. Giandomenico Cammarata, allora ingegnere capo del Genio Civile di Enna, con atto del notaio Francesco Salerno venne creata la “Società Canottieri Pergusa” da venticinque persone, Presidente l’ing. Cammarata delle quali, putroppo, sono io il solo sopravvisuto che divenni allora presidente, a seguito del trasferimento da Enna dell’ing. Cammarata.
L’ing. Cammarata chiese ed ottenne dal comune di Enna l’area di Pergusa, dove venne costruito un capannone e servizi per la società canottieri di Pergusa.
Successivamente, sollecitato da amici catanesi, il dr.Nino Liuzzo creò il club Sci nautico di Pergusa del quale venni nominato Presidente.
Vista la notevole attività che veniva svolta a Pergusa alcuni miei amici, tra questi il dr.Malato, mi chiesero di poter provare se il lago consentisse lo svolgimento di attività motonautiche.
La prova effettuata diede risultati positivi, che mi spinsero alla creazione di una nuova società denominata Club Nautico di Pergusa, alla quale confluirono i due club, di cui sono ancora Presidente e liquidatore, per potere meglio organizzare le diverse manifestazioni, concordando le rispettive date e rispettando i programmi delle tre diverse federazioni
Fusione regolarmente formalizzata con verbale di assemblea straordinaria del 20 maggio 1977, presso lo studio del Notaio Luigi Iorio.
Cessata l’attività a Pergusa a causa del notevole abbassamento delle acque prima, e della successiva creazione della riserva dopo, il padiglione venne bonariamente lasciato in uso a Vittorio Sacco, socio fondatore dei due club che si erano fusi, con parte dell’attrezzatura del club, dal momento che volendo continuare l’attività di sci nautico aveva costituito il circolo tre laghi, trasferendo le attività presso la diga Nicoletti, con risultati molto soddisfacenti.
Seguendo le polemiche tra il Comune e la provincia sull’uso di questo padiglione costruito con soldi “privati”, di proprietà del Club Nautico, sono venuto nella determinazione, anche per la mia età, di porre in liquidazione il club.
L’art.8 della statuto recita “ Il patrimonio sociale è dei soci fondatori, mentre l’art 22 chiarisce che in caso di scioglimento della società, al netto di eventuali passività, il ricavato sarà devoluto ad opere di beneficenza.
Ma le sorprese sono state molte.
A mia insaputa, non so con quali chiavi, dal momento che nessuno me le ha richieste, il padiglione è stato utilizzato dalla provincia per motivi di studio, forse sulla fauna del lago, ma la sorpresa maggiore è venuta dal fatto che ho accertato che l’immobile, che conteneva e dovrebbe ancora contenere attrezzature di un certo valore, è stato accatastato a nome del Comune di Enna.
Al comune di Enna, con una mia nota del 21 settembre 2021 avevo chiesto in base a quale titolo fosse avvenuta questa erronea intestazione catastale ed il Comune, con una sollecita ma ridicola risposta, chiedeva di comunicare io il foglio e la particella catastale di un bene accatastato a nome del comune.
Nonostante questa provocazione da parte del bel noto responsabile del servizio, con una mia nota del 14 novembre 2021 fornivo i dati richiesti.
In mancanza di riscontro in data 3 dicembre 2021 utilizzando la legge 241/90 sulla trasparenza chiedevo l’accesso alla relativa documentazione, consentitomi con nota del 21/12/21.
Dopo una settimana mi sono presentato presso l’Ufficio indicato è, con mia sorpresa, non ho trovato la richiesta documentazione ma una gentilissima funzionaria che ha richiesto a me di che cosa si trattasse. L’ho informata consegnando altra documentazione.
Fatto anomalo perchè io avrei dovuto vedere la documentazione in base alla quale il Comune aveva commesso, diciamo l’errore.
Documentazione che avrebbe sottoposto all’attenzione dell’assessore competente e che mi avrebbe comunicato la data per il previsto incontro.
Nonostante siamo già trascorsi altri tre mesi, senza avere avuto la conferma per quest’incontro, conoscendo molto bene le abitudini di questa nostra amministrazione, indifferente anche quando le lettere sono state indirizzate per conoscenza alla Procura della Repubblica, ho predisposto un esposto per falso in atto pubblico per quanto riguarda la intestazione catastale dell’immobile non trascurando il reato l’occupazione mediante scasso del padiglione, con la riserva di richiedere eventuali danni provocati ai mezzi ed alla attrezzatura all’interno conservata.
A questo punto è chiaro che ormai è da me considerato superfluo l’incontro con l’Assessore.



SCUSATE FORSE MNI SBAGLIO? MA MI PARE CHE HA DIRIGERE L’ENTE COMUNE CI SIA UN SINDACO CHE DI PROFESSIONNE FACCIA L’AVVOCATO COOLLABARATO DA QUALCHE ASSESSORE PURE AVVOCATO?……….