questa la lettera aperta del direttivo aziendale della Cgil del Libero Consorzio Comunale riguardo al fatto che agli ex precari non verrà aumnetanto il monte ore settimanale di 6 ore per il mese di marzo
Lettera Aperta
Avere appreso la decisione dell’Amministrazione di non rinnovare per il mese di Marzo e temiamo per i mesi avvenire l’elevazione oraria di sei ore settimanali al personale stabilizzato, prefigura scenari che pensavamo aver archiviato. La motivazione di tale scelta, così comunicato alle Organizzazioni sindacali, trova la sua ragione nella mutata situazione economica dell’Ente che, a dire dell’Amministrazione, registra per l’anno in corso uno squilibrio finanziario di oltre 3 milioni e 400 mila euro. Condizione questa che è la conseguenza del ridotto trasferimento regionale per alcuni precipui compiti istituzionali, quali il costo per l’assistenza ai disabili, che diventa per oltre tre quarti a carico del bilancio provinciale. Ancora una volta questo Ente ripiomba inesorabilmente nello spettro del dissesto, nella impossibilità di programmare e di dare attuazione ai tanti progetti che attendono una soluzione, primo tra gli la riorganizzazione del personale che avrebbe dovuto ridare dignità lavorativa a quei residuali dipendenti che da anni stoicamente vivono una situazione di stallo divenuto, oramai, insopportabile e non più tollerabile. Un Ente che sconta un esodo di personale senza precedenti e a cui di contro è fatto divieto assoluto di assumere. Tutto ciò accade proprio quando l’Ente aveva con fatica riconquistato un ruolo istituzionale sbiadito, e quando ha dimostrato di svolgere un fondamentale ruolo nella gestione territoriale. Pur riconoscendo a pieno la disponibilità e l’operatività del Commissario straordinario che indiscutibilmente ha operato una svolta nella vicenda degli ex precari provvedendo alla loro stabilizzazione e a distanza di pochi mesi all’elevazione oraria così come per l’avvio delle progressioni orizzontali ferme da dieci anni, non possiamo accettare passivamente questa nuova situazione che è la cartina di tornasole della mancata attenzione per questi enti intermedi che continuano a svolgere la loro fondamentale funzione per garantire servizi ai cittadini. Come organizzazione sindacale chiediamo al Commissario straordinario non solo di trovare una soluzione tampone per scongiurare che i più deboli debbano continuare a pagare i disastri della politica, ma e soprattutto di farsi portavoce con il Governo Regionale affinché questo disagio finanziario non diventi strutturale e quindi mortale per questo ente. Quale organizzazione sindacale confidiamo nella condivisione di un percorso con le altre sigle sindacali che porti alla mobilizzazione delle segreterie regionali e della deputazione a difesa dei Liberi Consorzi. In attesa proclamiamo lo stato di agitazione del personale.


